LEIF GW PERSSON.
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PRESUNTO TERRORISTA.
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Parte 2.
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Traduzione di: Margherita Podest Heir.
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Versione digitale curata da: Amedeo Marchini.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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34.
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Nonostante la mancanza di pianificazione e lungimiranza Linda aveva cercato di ricavare il
massimo dalle circostanze. Tra le altre cose, era per questo che si era messa lei al volante. Lisa,
nonostante il suo titolo accademico, si sarebbe occupata della documentazione. Registratore, macchina
fotografica con teleobiettivo, binocolo, cronometro, persino carta e penna, tutto questo si trovava nello
scomparto tra i sedili anteriori, e la cosa pi semplice era che Lisa tirasse fuori i diversi attrezzi e
prendesse confidenza mentre Linda guidava in direzione del luogo in cui sarebbero iniziate le loro
indagini.
Pensavo che dovremmo partire dal punto in cui ha seminato i miei uomini disse Linda.
E poi?
Poi utilizziamo il gps per avvicinarci il pi possibile alla zona in cui si trovava il cellulare di
Abbdo quando ha ricevuto i messaggi.
Non avr preso l'autostrada? obiett Lisa.
No rispose Linda. Hanno la tendenza a evitare le principali vie di comunicazione. Sono un
rischio inutile, se dovesse capitare un imprevisto.
Okay disse Lisa. Si tratta di qualcosa che hai gi fatto, giusto?
 la prima volta rispose Linda scuotendo la testa. Per ho letto parecchio al riguardo.
Il lavaggio a secco, a cui era ricorso Abbdo, era scattato in una stradina secondaria che portava
in Vstersvgen, a circa cinque chilometri dalla villetta in cui abitava.
Okay! esclam Linda controllando la posizione sul gps. Questo  il punto in cui  riuscito a
seminarci. Ha girato in quella strada laterale senza mettere la freccia, ha premuto l'acceleratore e dopo
un paio di curve era uccel di bosco. Domande?
No rispose Lisa.
Invece io ne ho una replic Linda indicando con la testa lo scomparto dove conservava la sua
attrezzatura. Che ne pensi di prendere il tempo con il cronometro?
Che sbadata che sono comment Lisa. Un minuto alle otto, pens. Avevano a disposizione
almeno un paio d'ore prima che facesse buio.
Ah, ecco disse Linda. Allora andiamo.
Cinque minuti dopo, si erano lasciate Eskilstuna alle spalle. La strada che stavano percorrendo
non era asfaltata, gli agglomerati di case erano scarsi e lo stesso valeva per l'illuminazione, pi che
altro si vedevano fattorie con annessi, qualche villetta solitaria e le classiche casette di villeggiatura.
Anche Lisa aveva posto la sua prima domanda.
C' una cosa su cui ho riflettuto.
Sarebbe?
Il secondo messaggio che ha ricevuto. Perch  passata pi di un'ora prima che rispondesse?
La spiegazione pi semplice  che era sceso e si era allontanato dimenticandosi il cellulare in
macchina.
Possibile? Quel cellulare equivale a un'ancora di salvezza. Davvero potrebbe dimenticarselo in
macchina?
Le persone commettono errori dichiar Linda alzando le spalle in modo eloquente. Capita in
continuazione e nessuno ne  pi felice di me. Il nostro piccolo Abbdo sale in macchina. Appoggia il
cellulare sul sedile accanto al suo per essere sicuro di sentirlo se arriva un messaggio mentre sta
guidando. Ma ha cose pi importanti in testa, cos quando arriva a destinazione scende e lo dimentica.
Fa quello che deve fare. Ci vuole poco pi di un'ora, poi torna alla macchina, si accorge di avere
ricevuto un messaggio e risponde immediatamente.
Sembra convincente disse Lisa annuendo.
Anche se si tratta soltanto di una congettura replic Linda sorridendo. Se avessi avuto la
possibilit di prepararmi meglio, sicuramente avrei potuto fornirti una descrizione dettagliata dei suoi
movimenti.
Srmland. L l'estate era imminente. Una strada tortuosa, sterrata, laghetti che si alternavano su
un lato, fattorie e case isolate, quasi tutte dipinte di rosso e con le rifiniture bianche, evidentemente
incluse nel prezzo. Un verde leggero che ricopriva i campi, e poi prati, boschi di latifoglie, pascoli con
animali che brucavano l'erba, qualche daino che di colpo attraversava saltellando la strada.
Eccoci disse Linda fermando la macchina. Questo  pi o meno il centro della zona
individuata sulla base dei dati dei ripetitori.
Trenta minuti constat Lisa che aveva premuto il pulsante del cronometro per fermarlo.
Almeno cinque minuti prima che ricevesse il messaggio sul cellulare.
S disse Linda. Abbdo  gi sceso dalla macchina ed  troppo lontano per sentire il
messaggio. Altrimenti avrebbe risposto subito, dato il modo in cui viene utilizzato quel cellulare.
L c' una fattoria osserv Lisa indicando un punto oltre il parabrezza. E, se alzi gli occhi,
alla tua sinistra ne vedi un'altra. Sulla sponda opposta del lago, laggi, c' una tipica casetta di
villeggiatura del Srmland.
L'industria pi vicina, dove un tempo si producevano cannoni e pezzi di artiglieria,  a kers
Styckebruk prosegu Linda. Possiamo dire di trovarci pi o meno al centro di un triangolo, a ovest
Eskilstuna, a est Strngns e a sud Malmkping. Molto semplicemente siamo nel cuore di questo
bellissimo Srmland. Il meglio in assoluto.
E che ci fa qui Abbdo Khalid? Alle sette di mattina, durante la settimana?
Incontra qualcuno, ritira qualcosa, consegna qualcosa sugger Linda.
 cos semplice? Ha un nascondiglio proprio qui, esplosivi, armi, tutto quello che non pu
tenere in casa, e deve prendere o portare qualcosa che deve rimanere nascosto?
Non credo rispose Linda scuotendo la testa. Se fosse cos, ci sarebbero posti migliori e
molto pi vicini. Inoltre l'orario sarebbe sbagliato. La gente che vive in campagna  gi in movimento.
Va a prendere il giornale nella cassetta della posta, si fa la passeggiata o la corsetta mattutina, esce con
il cane eccetera. E poi  sempre all'erta. Non esistono persone vigili e attente come quelle che vivono
in campagna. Dove, tra l'altro, tutti conoscono tutti.  adesso che non c' in giro anima viva. La gente
 a casa a guardare la televisione o a giocare al computer. O magari a visitare siti porno, chiss.
Comunque non  in giro. Se fossi costretta a formulare un'ipotesi, direi che doveva incontrare
qualcuno. Probabilmente qualcuno che abita in questo posto sperduto.
E allora cosa facciamo?
Certo non andiamo a bussare alle porte rispose Linda. In un luogo come questo il rischio di
bussare a quella sbagliata, pensando a quello che ti ho appena detto, praticamente  pari al cento per
cento.
Invece?
Mi procurer informazioni su tutte le maledette creature, uomini o gnomi che siano, che
vivono qui, senza che se ne accorgano. Poi valuteremo la possibilit di andare a far visita a qualcuno di
loro.
Ma adesso cosa facciamo?
Facciamo un giretto discreto nei dintorni prima di tornarcene in albergo a mangiare un
boccone. E io mi scolerei una birra. Ma so che hanno anche l'acqua minerale, quindi puoi stare
tranquilla.
Facciamo cos disse Lisa.
Poi avrei alcune questioni pratiche da sottoporti. Prima le affrontiamo meglio . Se ti va bene.
Di che si tratta?
Vorrei passare il numero che mi hai dato a quelli che si occupano delle intercettazioni
telefoniche e sentire anche i responsabili dei ripetitori che hanno trasmesso i messaggi di Abbdo, per
scoprire se qualche altro cellulare interessante  stato attivato pi o meno nello stesso arco di tempo, e
se Abbdo ha utilizzato altri numeri. Le solite cose, insomma.
Benissimo disse Lisa.
Non mi fido dell'inglese che abbiamo incontrato. Quello con tutte quelle cravatte.
Jeremy Alexander afferm Lisa con un sorriso. Perch non ti fidi di lui?
Non  il mio tipo. E se me lo avessi chiesto dopo un colloquio di lavoro ti avrei risposto che 
la persona sbagliata. Completamente sbagliata.
La persona sbagliata? In effetti non  mai inutile controllare tipi come quello, pens Lisa,
limitandosi ad annuire.
35.
Giorno festivo, l'Ascensione. A Eskilstuna, un albergo di citt vuoto per via del ponte. Quando
si accomodarono nella caffetteria per consumare uno spuntino tardivo, Lisa e Linda erano le uniche
ospiti. Lisa ordin un'insalata tiepida di capesante alla griglia, e acqua minerale naturale, mentre Linda
prefer un hamburger con extra di tutto, e una birra grande doppio malto.
Mangi come un uccellino, Lisa comment Linda.
Mangio come un uccellino, sembro un uccellino, sto come un uccellino concord Lisa.
Ma lui ti picchia? Se mangi come si deve?
Chi? Intendi dire Johan? chiese Lisa. Lui non litiga mai. Non si arrabbia neppure.
Dev'essere un vero e proprio inferno. Vivere con un marito cos, intendo dire.
Inferno  una parola grossa, ma insomma. A volte ho la sensazione di andare via di testa. Per
Johan  tutto cos semplice. Ha fisico,  forte e ben allenato, ha talento,  colto, dotato di senso
dell'umorismo, e se  incazzato non lo dimostra. Inoltre ha sette anni meno di me. S, ed  anche bravo
a... con il resto... se te lo stai chiedendo.
Bravo a scopare?
S, pi o meno.
E perch non dirlo? replic Linda. Perch dev'essere cos difficile parlarne? Mi sa che 
davvero un inferno stare con lui.
S disse Lisa. A volte pu diventare un po' troppo.
E tu come risolvi? Gli molli un ceffone cos, su due piedi? Dovrebbe essere un gesto
assolutamente privo di conseguenze se lui  come dici.
Io reagisco sentendomi in colpa rispose Lisa con un sospiro.
Da dove viene Johan? Da Marte?
No, da Huddinge.  nato e cresciuto l. Sua madre era maestra d'asilo, suo padre ingegnere.
Magdalena e Gunnar, nati negli anni cinquanta, entrambi gi in pensione. Un fratello pi grande e una
sorella pi piccola. Tutti e due sono sposati, tutti e due lavorano, tutti e due hanno figli. Tutti
incensurati, nessun abuso noto di alcol o farmaci, nessun uso di droghe.
Tutti marziani constat Linda. Gente cos pu venire soltanto da Marte.
S, in particolare la sorella.  davvero disgustosa. Una persona terribile. Prova un'invidia tale
da consumarla. Madeleine, si chiama. Come la principessa di Svezia.
Mi fa piacere sentirtelo dire comment Linda. Che qualcuno di loro  normale, intendo.
Cosa fa?
 responsabile degli acquisti per una ditta che si occupa di informatica. Suo marito lavora in
banca, cura i rapporti con le aziende.
 come se li avessi davanti agli occhi disse Linda. Fantastico. Immagino che tu non perda
occasione per invitarli nel tuo modesto appartamento in Narvavgen.
Ovvio rispose Lisa. Per loro la porta  sempre aperta. A proposito. Mi sono pentita. Quel
barista che non ti molla con lo sguardo da quando siamo arrivate... saresti cos gentile da fargli un
cenno con la mano? Cos gli ordino un bicchiere di vino bianco, preferibilmente italiano. Pare che
proprio non mi veda.
Bene, Lisa. Cos va molto meglio. Per nessuna crisi esistenziale.
No. Un bicchiere lo reggo. Ma che ne pensi di cambiare argomento?
Nessun problema afferm Linda. Medita su qualcosa di bello e io intanto ti procuro il vino.
Mi piaci, Lisa. Sei una persona come si deve. Nel bene e nel male, se posso aggiungerlo.
Per cambiare argomento, si misero a parlare di conoscenti comuni, di colleghi, delle cose di cui
chiacchiera la gente, senza per fare nomi o dare specifici riferimenti temporali, e sottovoce, dato che il
barista dall'altra parte del locale sicuramente avrebbe strappato il conto se soltanto avesse saputo chi
erano o avesse avuto la possibilit di ascoltare la loro conversazione. Alla fine, inevitabilmente,
tornarono a parlare di lavoro.
Cosa ne pensi del nostro Helge dalle mani d'oro? domand Linda con aria innocente.
Helge dalle mani d'oro?
S, il nostro piccolo elettricista, quello della scatola dei fusibili inglese. Quello cos bravo a
costruire le cose.
Non saprei rispose Lisa scuotendo la testa. Mentre lo osservavo, ho avuto l'impressione che
ci stessimo sbagliando. Oltretutto era dopo che lui aveva ricevuto quel messaggio sul cellulare. La cosa
non avrebbe dovuto turbarlo? Invece no, se ne stava l seduto sul suo dondolo, leggendosi il giornale e
bevendosi il suo t, e non mostrava alcuna preoccupazione.
No disse Linda. E infatti non ne ha. Lui ha la sua fede. E ha gi tutti i requisiti necessari per
accedere al paradiso, dove trover un palazzo grande come mezzo Srmland, dei servi che
sbrigheranno per lui le faccende pratiche e settantadue vergini a cui potr saltare addosso quando non
avr niente di meglio da fare. Lui non  come me e te e tutti i nostri colleghi.
Perch noi come siamo?
Non come lui continu Linda scuotendo la testa. Dimentica come siamo noi, Lisa. Ogni
giorno, andando a lavorare, uno come me o come te ha un unico desiderio.
Che sarebbe?
Tornare a casa. Poter dormire in pace, in modo da avere la forza e la voglia di andare a
lavorare il giorno dopo. Per il nostro uomo dalle mani d'oro  vero il contrario. Se sapr impedircelo,
preferibilmente facendoci saltare in aria e riducendoci in miliardi di atomi, lui finir in paradiso.
E io che avevo quasi l'impressione che tu non ti fossi bevuta il messaggio del collega inglese.
Quella parte s disse Linda annuendo. Puoi scommetterci, Lisa.
Qual  invece quella che non ti sei bevuta?
Tutto il resto. Ci nasconde cose che sarebbe maledettamente utile sapere. Per potersi preparare
con una certa lungimiranza, una volta tanto.
Il nostro uomo non  un personaggio carino e simpatico, dunque.
Vive in funzione della sua fede.  questa l'unica cosa che conta per lui. Lui  al servizio di una
buona causa,  un credente,  un essere umano felice e fortunato.  una persona pacata, perch non ha
niente da temere. E vuole uccidere il maggior numero possibile di persone come noi, che non sono
come lui, per dimostrarlo. Il modo in cui farlo  soltanto un dettaglio, non teme di gestirlo male e
mancare il risultato.
Lisa si limit ad annuire. Poi diede un'occhiata all'orologio.
Scappo disse. E domani mattina vado direttamente al lavoro. Il paradiso pu attendere.
Sicuro comment Linda. Non  certo quello il viaggio che il piccolo elettricista pensa di
offrire a me e a te.
36.
Venerd mattina, quando entr nel suo ufficio, Lisa fu accolta da un grande mazzo di fiori che
qualcuno aveva infilato in un vaso che troneggiava sulla sua scrivania. Dal biglietto scritto a mano che
lo accompagnava risult che si trattava delle scuse senza riserve che le porgeva il suo capo. Che si
potesse avere un punto di vista diverso era una cosa, ma esprimersi come aveva fatto era inammissibile.
Era profondamente dispiaciuto per essersi comportato in quel modo. Inoltre si era reso conto, quando
aveva avuto il tempo di pensarci sopra, di essersi intromesso in faccende che non lo riguardavano.
Anche perch lei sapeva cosa stava facendo. Non sarebbe stato possibile immaginare una collaboratrice
migliore. Non sarebbe successo mai pi, e lei avrebbe potuto contare sulla sua piena e totale fiducia.
O l'ho spaventato o c' qualcuno che sta ad ascoltare e che lo ha fatto ragionare. La terza
possibilit  che sia una persona migliore di quanto ritenevo, pens Lisa. Comunque, proprio dei bei
fiori, sicuramente un mazzo costoso. Ora per  il caso di combinare qualcosa.
Gi mentre era in macchina, diretta a Stoccolma, Lisa aveva deciso che avrebbe impiegato la
maggior parte della mattina per approfondire la sua conoscenza di Louise Urqhart. La misteriosa donna
inglese che secondo Alexander era non soltanto l'amante del costruttore di bombe, ma probabilmente
anche sua complice in quella che era la sua missione sulla terra. Se le cose stavano cos, era stata la
stessa Louise Urqhart a mandare messaggi e, apparentemente, a stabilire un contatto con qualcuno che
lavorava nei servizi di sicurezza della polizia svedese.
Solo cinque paragrafi su trentasette del materiale che Alexander aveva consegnato a Lisa
parlavano di Louise Urqhart e quello introduttivo era rappresentato da una breve biografia che rinviava
ai paragrafi successivi, dove erano riportati gli studi compiuti, la situazione economica, i contatti, i
passatempi, i viaggi e gli altri interessi privati. Cosa diceva Lars Martin?, pens Lisa. Comincia sempre
con la biografia. Metti insieme non pi di mezza pagina di appunti e prendi nota di tutto quello che
manca.
Louise Urqhart era nata nel 1972, quindi aveva quarantatr anni. Era figlia unica dell'avvocato
George William Urqhart, nato nel 1930, e di sua moglie, pi giovane di lui di vent'anni, Judith
Rebecka Urqhart, nata Stein. Nel 1982, quando lei aveva dieci anni, era morta sua madre, a soli
trentadue anni. Vent'anni dopo era morto anche il padre. Settantadue anni, un infarto. E in effetti un'et
non particolarmente anomala, pens Lisa.
Non era precisato di cosa fosse morta la madre. Lisa diede una scorsa anche agli altri paragrafi,
ma non trov nessuna informazione. Presumibilmente cancro, pens. Come Jeanette, la sua migliore
amica dai tempi del liceo, che era morta di tumore al seno alla stessa et. Lo annot.
Il paragrafo successivo lo lesse velocemente dato che Alexander, quando aveva descritto Louise
Urqhart, aveva riassunto gli aspetti pi importanti. Gli studi a dir poco compositi, l'indipendenza
economica, i continui viaggi nei posti pi disparati, il fatto che, a quanto pareva, non avesse n una
famiglia tutta sua n amici e conoscenti.
Lisa annot anche questo. Un'eremita? O semplicemente una solitaria? Ci che la fece
propendere per la seconda possibilit fu la serie delle foto.
Louise Urqhart era una bella donna, se valutata secondo i criteri usati tra l'altro dallo stesso
padre di Lisa. E condivisi anche dal padre di Alexander, se si doveva credere alla storia sulla razza
autoctona inglese.
Non una donna bionda, esile, pallida e distaccata come lei, ma piuttosto una come la madre di
Lisa, l'ex commissario capo Linda Mattei. Louise Urqhart per non era bionda, aveva i capelli castani,
tendenti al rossiccio, folti e naturalmente ricci, sciolti o raccolti in uno chignon sulla nuca. Occhi
azzurri, sguardo schietto, tratti del viso aperti, regolari, pelle chiara con le lentiggini intorno al naso.
Una vestale dal seno prosperoso e dalla vita sottile, le forme femminili classiche. Stando ai dati sul
passaporto era alta centottanta centimetri, sei centimetri pi di Abbdo Khalid, il costruttore di bombe
che pareva essere il suo amante.
Rimanevano i video. Un paio d'ore suddivise in una cinquantina di sequenze di lunghezza
variabile. Il tutto ripreso di nascosto dai colleghi inglesi, sempre con gli stessi due attori protagonisti. Il
costruttore di bombe, Abbdo Khalid, e la sua donna, Louise Urqhart.
Quei video erano incontrovertibili dal punto di vista del contenuto. Situazioni differenti prese
dalla vita di tutti i giorni. Louise e Abbdo nella macchina di lei, con lei al volante. Louise e Abbdo, a
Manchester, che passeggiavano in un parco, erano seduti a un tavolino di un bar all'aperto, entravano
da un portone, uscivano da un altro. Lui, un giovane nero, si mostrava infatuato, sembrava quasi
corteggiare lei, una donna bianca evidentemente pi vecchia, eppure il risultato non era mai piatto,
rappresentava semplicemente ci che conta. Un uomo e una donna che sono innamorati e non temono
di mostrarlo, senza che per questo la cosa appaia clamorosa.
Come quando Louise posava di sfuggita la mano destra sulla nuca di Abbdo e lui posava la
mano sul fianco di lei, in una delle stradine di uno dei quartieri pi vecchi di Manchester. La scena era
ripresa da dietro ma il messaggio che trasmetteva era evidente.
O quando, su una panchina, mentre ognuno mangiava il proprio gelato, lui glielo prendeva, lo
spostava nella stessa mano in cui teneva il suo, si chinava nuovamente in avanti e la baciava prima di
restituirglielo con un sorriso e un leggero inchino. Louise sfoderava un grande sorriso, inclinava la testa
e scuoteva i ricci, poi gli metteva le braccia al collo, gli spingeva la testa verso il seno e gli accarezzava
i capelli. Dopo aver posato il gelato sulla panchina.
Innamoramento, o forse amore, pens Lisa. Se invece fosse stata la fede nell'islam a unirli, le
prove sarebbero state decisamente pi esili. Un misero spezzone di un video, della durata di qualche
minuto, con Abbdo e Louise che pregavano insieme nel cortile della casa di lei. Ognuno sul proprio
tappetino, Abbdo di traverso davanti a Louise. Lei aveva avvolto i capelli in un foulard, lui aveva
indossato un minuscolo copricapo bianco lavorato all'uncinetto, ma i vestiti erano gli stessi di sempre.
Poi c'erano gli altri video. Girati nello stesso modo, di nascosto, con lo stesso tipo di
attrezzatura. Quello che mostravano rappresentava con evidenza ci che Alexander aveva descritto
come la specialit dei servizi di sicurezza inglesi. In quel caso, Louise e Abbdo che facevano sesso, con
o senza vestiti.
Louise parcheggiava la macchina in strada davanti alla casa di Abbdo. Slacciava la cintura di
sicurezza, gli diceva qualcosa, gli arruffava i capelli, si chinava in avanti sopra di lui, e poi scompariva.
Sesso orale, a giudicare dalle espressioni di Abbdo.
Un paio di minuti dopo, lei scendeva dalla macchina, attraversava di corsa la strada, si fermava
davanti al portone e gli sorrideva facendogli segno di sbrigarsi. Abbdo scendeva dalla stessa macchina,
scuoteva la testa sorridendo, allargava le braccia fingendosi sconsolato, poi la raggiungeva di scatto, la
abbracciava e la tirava dentro il portone.
La camera di Abbdo. Le tende scostate. In pieno giorno. La luce giusta, il video era stato
evidentemente girato da una finestra di un edificio vicino. Abbdo sdraiato di schiena sul letto, Louise
seduta a cavalcioni su di lui, entrambi nudi. Movimenti armonici, mentre lei lo cavalca e lui la penetra
accarezzandole il seno. Abbdo spinge i fianchi verso l'alto, piega la nuca all'indietro, stringe il seno,
tira i capezzoli, dice qualcosa, geme. Louise lo lascia in attesa prima di ricominciare, poi aumenta il
ritmo, curva il corpo all'indietro, preme i palmi delle mani sul petto, scompiglia la massa di capelli,
urla.
L'idea che l'islam ha delle donne, quella che ho assimilato, dev'essere completamente
sbagliata, pens Lisa spegnendo il computer, mezz'ora dopo. O almeno l'idea che alcuni musulmani
hanno di loro. Per esempio Abbdo Khalid.
37.
Prima della riunione con il gruppo investigativo Lisa aveva avuto un incontro con Lisa Lamm,
il procuratore capo responsabile delle indagini preliminari su Abdullah Mohammed Khalid e terzi. Era
la dicitura che compariva in cima agli atti coperti dal segreto istruttorio depositati soltanto tre giorni
prima, quando, sulla base di fondati sospetti, si era deciso di avviare le indagini sulla persona che
insieme ad altre probabilmente stava pianificando un reato con finalit terroristiche.
Se Lisa Lamm era la responsabile dal punto di vista formale, Lisa lo era dal punto di vista
pratico, dato che era lei a dirigere il lavoro della polizia in cui principalmente consisteva quella fase
delle indagini. Lisa Lamm, che aveva la stessa et di Lisa, poco pi di un anno prima aveva lavorato
alla procura speciale per la sicurezza del distretto di Stoccolma. In altre parole, era stata il loro pubblico
ministero personale, come i colleghi di Lisa avevano l'abitudine di definire i magistrati che svolgevano
quel ruolo. Un'abitudine che forse non era particolarmente apprezzata da coloro che rientravano in
quella definizione.
Lisa e Lisa Lamm non si conoscevano bene. Ovviamente avevano avuto modo di incontrarsi in
vari contesti professionali e sociali, ma non avevano mai condotto insieme delle indagini. Avevano
quindi pi di un valido motivo per vedersi e discutere con calma di quell'incarico. Poich il suo ufficio
si trovava nell'edificio in cui, quello stesso giorno, entrambe avrebbero partecipato alla riunione del
gruppo investigativo, Lisa aveva proposto a Lisa Lamm di incontrarsi da lei, aggiungendo che per
evitare interruzioni avrebbe anche ordinato il pranzo. A differenza del grande capo, il procuratore non
aveva fatto obiezioni. E non aveva avuto difficolt a rispettare l'orario fissato per l'appuntamento.
Spaccando il minuto aveva bussato alla porta e adesso era seduta di fronte a Lisa, dall'altra parte della
scrivania.
 il tuo compleanno? chiese incuriosita Lisa Lamm indicando con la testa il grande mazzo di
fiori.
Temo che sia pi complicato di cos.
Sono ancora pi curiosa.
Mah! esclam Lisa con un sorriso. Non ti divertiresti ad ascoltarmi. Invece ho una
proposta.
Chiarire i dettagli pratici prima di buttarsi a capofitto nelle questioni davvero importanti?
disse Lisa Lamm con un tono che indicava che si trattava pi di una constatazione che di una domanda.
Cosa mi induce a pensare che funzioner tutto in maniera eccellente?, pens Lisa annuendo.
Il primo punto era trovare un nome appropriato da dare alle indagini. Una tradizione di lungo
corso, che riguardava non soltanto la Spo ma la maggior parte dei servizi di sicurezza di tutto il
mondo. Un nome per dare al gruppo investigativo un'identit e uno stimolo a fare del proprio meglio,
ma anche per prendere per il naso l'avversario impedendogli di capire quale fosse realmente la posta in
gioco.
Ti riferisci a tutte quelle operazioni di cui si legge sui giornali? Operazione Olga, operazione
Entebbe, operazione Mogadiscio. Non c'era anche un'operazione Nimrod? E ovviamente l'operazione
Ebba Grn, le indagini su quel terrorista tedesco che intendeva rapire Anna-Greta Leijon, l'allora
ministro dell'immigrazione.
S disse Lisa. Nel 1976, alla fine di marzo. Lui si chiamava Norbert Krcher. E l'operazione
era stata chiamata Ebba Rd. Ebba era il nome in codice che la polizia aveva affibbiato a Krcher, e
Rd stava per rosso dato che Krcher era della Raf. Ebba Grn  il nome che un collega aveva usato
alla radio della polizia quando era arrivato il momento di intervenire per arrestarlo. Lui era seduto in un
pub a bersi una birra.
Devi essere clemente con me comment Lisa Lamm. Ero nata da poco quando  successo,
devono essermi sfuggiti vari dettagli. Comunque, optare a priori per Grn, quindi verde, sarebbe stato
meglio, se posso permettermi una critica. Questo Krcher non era una specie di comunista?
S disse Lisa annuendo.
Allora io avrei preferito Ebba Grn. Come il partito ambientalista dei verdi. Per non destare
inutilmente la sua attenzione nel caso in cui gli fosse arrivato alle orecchie il nome segreto assegnato
all'operazione.
S, hai ragione. A proposito, cosa ne pensi di operazione Helge Mani d'Oro?
Ottimo, il nome giusto per uno capace di montare e smontare ogni tipo di aggeggio. Un uomo
grande e grosso, taciturno, con una camicia di flanella a quadri, che parla il dialetto del Norrland e che
rappresenta la tua ultima spiaggia quando finisci in un grande magazzino per il fai da te e non riesci a
individuare il rubinetto giusto per il tuo lavandino.
S, pi o meno.  stata Linda a farmelo venire in mente.
Accettato! esclam Lisa Lamm. Nessuna persona normale penserebbe ad Abbdo Khalid.
Temevo che proponessi cose tipo operazione Traversata nel Deserto. Tra l'altro, c' anche un'altra
questione legata ai nomi. Tutte e due ci chiamiamo Lisa, e questo potrebbe confondere i nostri
colleghi.
No rispose Lisa. Non sar un problema. Per i miei colleghi tu ti chiami Lisa Lamm, o
procuratore capo, dipende da chi parla. E io mi chiamo Lisa. O capo.
 un piacere sentirtelo dire.
La seconda questione pratica da risolvere era quella relativa al ruolo da riservare ai loro colleghi
provenienti dai servizi segreti militari.
Un ruolo variabile, secondo Lisa, delineato dalle necessit e anche dalle competenze specifiche
del Must e del Fra, che forse risultavano lacunose alla Spo. Per non perdere altro tempo aveva deciso
di inserire una di loro nel gruppo ristretto che avrebbe diretto le indagini, come ufficiale di
collegamento. Si chiamava Helena Palmgren, e lavorava per l'Nct, il centro nazionale per la
valutazione delle minacce terroristiche, che spesso fungeva da organizzazione ombrello in contesti
simili.
Non l'ho mai incontrata precis Lisa. Ma lo far alla riunione con il gruppo investigativo.
Ha pi o meno la nostra et, e ha esperienza come docente e psicologa. Ha lavorato anche per l'istituto
nazionale di psicologia, quello della difesa.  stato uno dei miei collaboratori a raccomandarmela.
So chi . Abbiamo collaborato in un paio di occasioni.
E com'?
Be' disse Lisa Lamm sorridendo appena. Come posso descrivertela?  una vera e propria
donna d'altri tempi, nonostante abbia i nostri stessi anni. Qualcuno in pi, forse. S, capisci cosa
intendo. Comunque  brava. Saggia, equilibrata. E non ce ne sono molte di persone cos in questo
edificio. Squilibrati sarebbe forse una parola troppo forte, ma tra i nostri amici militari non mancano
certo profili anomali.
A proposito, che ne diresti di pranzare? domand Lisa.
Facciamo fra cinque minuti, cos mi aggiorni sullo stato attuale delle indagini?
Okay. Ho ordinato del sushi e del sashimi. Un misto. Consegna a domicilio. Qui sotto, in
Sundbyberg, c' un locale giapponese davvero ottimo.
Sushi, lo adoro. Come facevi a saperlo?
Piace anche a me disse Lisa. A tutte le ragazze toste piace il sushi.
38.
Per Lisa, lo stato delle indagini al momento era buono. Aveva sentito i responsabili del gruppo
investigativo prima di incontrare Lisa Lamm, e la loro opinione era che tutto procedeva secondo i piani.
C'erano le condizioni e i mezzi per poter condurre le fasi preliminari, i loro uomini erano gi a
Eskilstuna e avevano cominciato a raccogliere le prime informazioni su Khalid e la sua famiglia.
Mancavano solo alcuni investigatori, che dovevano essere presi in prestito e sarebbero entrati in
servizio al massimo entro un paio di giorni.
Nessun desiderio o reclamo particolare?
Nessuno rispose Lisa scuotendo la testa e premendo i tasti del computer che aveva davanti a
s sulla scrivania. I soliti piagnistei, ovviamente, ma ho imparato a conviverci quindi la cosa finisce l.
E adesso che ne diresti di pranzare? Il cibo dovrebbe essere stato consegnato in questo momento.
Va bene rispose Lisa Lamm. Cos possiamo affrontare le grandi questioni mentre
mangiamo. Se sei d'accordo, pensavo di cominciare io. Con le due che mi preoccupano. Il nostro
incarico, naturalmente, ma anche i tranelli di carattere giuridico in cui siamo finiti in un paio di
occasioni precedenti.
Tutto quello che ti preoccupa, preoccupa anche a me. Quindi ti ascolto volentieri disse Lisa.
Il procuratore capo inizi esponendo gli aspetti di natura giuridica che la inquietavano. Erano
relativi alle indagini preliminari su due reati di stampo terroristico che la Spo aveva condotto negli
ultimi tre anni, a Gteborg e a Malm
Gli indiziati, tre di Gteborg e sette di Malm, tutti appartenenti ad al-Shabaab, erano stati
incriminati e condannati a pene detentive comprese tra uno e dieci anni dai tribunali di primo grado
delle due citt. I loro difensori per avevano fatto ricorso impugnando le sentenze. Nel primo caso,
quello di Gteborg, la corte d'appello della Svezia occidentale aveva assunto un punto di vista
completamente opposto rispetto a quello del tribunale di primo grado e gli imputati erano stati
scagionati da tutti i capi d'accusa, inoltre era stato riconosciuto loro un notevole risarcimento. In quel
modo, la corte d'appello aveva dato alla Spo e al pubblico ministero una vera e propria lezione, in
senso tecnico e pratico. Si riteneva non soltanto che le prove che il pubblico ministero aveva presentato
fossero insufficienti ma anche, ed era ben peggio, che i fatti contestati non costituissero neppure reato
per il diritto svedese.
Le prove consistevano unicamente nell'intercettazione di una conversazione fra i tre imputati
relativa a un'azione terroristica ai danni degli oppositori di al-Shabaab da portare a termine nel loro
paese d'origine, la Somalia. Conversazione avvenuta in un misto di arabo, somalo, svedese e inglese.
Secondo il pubblico ministero questo doveva essere considerato un preparativo punibile per legge
perch finalizzato al compimento di un reato di natura terroristica. Ma la corte d'appello non aveva
condiviso quell'opinione. Come prima cosa aveva criticato la traduzione che il pubblico ministero
aveva presentato durante il processo. Era del tutto sbagliata nei passaggi decisivi, e in generale forniva
un quadro distorto della situazione. Secondo la corte d'appello non si trattava della pianificazione di un
grave reato. Gli imputati avevano espresso pensieri e opinioni di carattere ipotetico e temporaneo che
probabilmente erano condizionati da un'insoddisfazione avvertita nei confronti della situazione politica
del loro paese d'origine, e il diritto svedese non considerava punibili conversazioni di quel genere
condotte secondo quelle modalit.
Il primo processo era passato relativamente inosservato. Uno degli avvocati della difesa aveva
scritto una lettera che era comparsa sul Dagens Nyheter e aveva avuto una certa risonanza grazie a uno
dei programmi di attualit della Svt, ma ci si era fermati a quello. Il caporedattore del Dagens Nyheter,
da parte sua, aveva ironizzato sulla questione in uno dei suoi editoriali. I nostri pensieri sono ancora
liberi come gli uccelli, se si deve credere alla corte d'appello della Svezia occidentale.
Invece, le reazioni ai fatti che si erano svolti a Malm appena un anno prima erano state
completamente differenti. In quel caso l'azione terroristica avrebbe dovuto essere portata a termine ai
danni della comunit ebraica della citt. I sette imputati di origine somala, appartenenti ad al-Shabaab,
secondo il pubblico ministero stavano progettando di compiere un attacco suicida durante una
ricorrenza ebraica.
Il tribunale di primo grado di Malm aveva inflitto alla maggior parte degli imputati lunghe
pene detentive, ma le condanne erano state impugnate con un ricorso alla corte d'appello della Scania
che aveva seguito la stessa linea della corte d'appello della Svezia occidentale. Tutti gli imputati erano
stati scagionati da tutti i capi d'accusa ed era stato loro corrisposto un risarcimento per danni morali e
materiali, una somma notevole.
Le prove presentate al processo di Malm erano identiche a quelle di Gteborg. Telefonate,
conversazioni a quattr'occhi, messaggi scambiati via mail o sms. Le conclusioni a cui era giunta la
corte d'appello erano identiche a quelle di Gteborg. Si trattava di uno scambio di pareri e pensieri
personali, quindi dell'esercizio di un diritto fondamentale sancito e tutelato dalla costituzione svedese.
Niente che il diritto svedese considerasse punibile.
La corte d'appello aveva usato toni molto taglienti nei confronti della Spo e del pubblico
ministero. La lezione che un paio d'anni prima era stata impartita dai colleghi era stata rinforzata con
una vera e propria tirata di orecchie. L'attenzione dell'opinione pubblica e gli effetti collaterali erano
quindi stati di tutt'altra portata.
La questione, in realt, non riguardava il modo in cui aveva agito la Spo. Si trattava della
politica estera svedese. Sei mesi prima il governo era entrato in conflitto con alcuni stati arabi dopo
aver sospeso gli accordi commerciali ed essersi espresso pubblicamente sui gravi problemi relativi alla
legalit e alla democrazia che affliggevano i sistemi politici di quei paesi, mossa che aveva scatenato
reazioni fortemente negative.
In poco tempo la Svezia si era guadagnata la stessa fama negativa della vicina Danimarca. Due
nazioni dell'Europa settentrionale dove evidentemente si odiavano i musulmani e la loro religione. Che
questa critica fosse difficilmente conciliabile con le due sentenze di assoluzione espresse dai giudici
delle corti d'appello della Svezia occidentale e della Scania era un particolare che i denigratori
sembravano aver dimenticato di prendere in considerazione. Tutta l'attenzione si era invece concentrata
sull'affermazione che la Spo si dedicava a perseguitare i musulmani residenti in Svezia.
Le critiche avevano avuto ripercussioni gravi anche sul sistema giudiziario. Il governo aveva
istituito una commissione incaricata di analizzare le leggi che regolavano le attivit della Spo in
materia di terrorismo. Un ex capo di Lisa aveva scelto di dimettersi prima della fine del mandato ed era
diventato capo della sicurezza e membro della direzione centrale di una delle principali banche del
paese. Due magistrati dei sei che componevano la camera per le questioni legate alla sicurezza avevano
fatto la stessa cosa. Una di loro era arrivata persino a dichiarare pubblicamente il motivo di quella
decisione. Qualche mese prima lei e i suoi familiari avevano subito minacce gravi e ripetute per via del
suo lavoro, per questo aveva lasciato l'incarico di pubblico ministero e avrebbe continuato a svolgere la
sua attivit di giurista presso uno studio legale privato di Stoccolma.
Persino Lisa Lamm si era trovata coinvolta in quella turbolenza generale. Il suo capo, il
procuratore generale, le aveva chiesto se era interessata a diventare vicecapo della camera per le
questioni legate alla sicurezza, facendo leva sulla considerazione che lei tra i giuristi era conosciuta
come un pubblico ministero paladino dello stato di diritto.
Non ha detto una parola sul fatto che... evidentemente... era meglio che io non avessi marito,
figli, sorelle o fratelli, e che mio padre e mia madre fossero morti disse Lisa Lamm. Un puro caso,
presumibilmente aggiunse con un debole sorriso.
Per hai accettato la proposta constat Lisa.
Certo. Dove finiremmo, se ci piegassimo alle minacce?
Le circostanze avrebbero potuto essere migliori concord Lisa. Noi siamo qui perch il
nostro collega inglese  convinto che Abbdo Khalid sia un ragazzaccio. Hai letto la documentazione
che ti  stata inviata?
S, e certo non serve aggiungere che a mio parere  troppo uguale a quella presentata dai miei
colleghi durante i processi di Gteborg e Malm riassunse Lisa Lamm. La cosa non mi fa sentire
esattamente a mio agio.
La penso come te. Io mi sono consolata pensando che forse Alexander sa pi di quello che ha
voluto comunicarci. Che, tra l'altro,  qualcosa di assolutamente scontato nel nostro campo. A una mia
domanda a bruciapelo ha risposto che Khalid andrebbe condannato all'ergastolo per l'attentato suicida
avvenuto all'Old Trafford.
Ovviamente. Date le esperienze terribili, per usare un termine gentile, che hanno dovuto subire
gli inglesi, sarebbe difficile che una loro giuria non fosse disposta a condannarlo. Ma quello che non
capisco  perch abbia permesso a Khalid di lasciare l'Inghilterra poco pi di un mese fa, se  cos
convinto della sua colpevolezza. E perch non abbia preso contatto con me chiedendomi di farlo
arrestare ed estradare.
Io lo so rispose Lisa. Mi ha detto che si sta occupando di una faccenda molto pi
importante. Mi ha addirittura convinta a promettergli di non procedere contro Khalid se ci dovesse
mettere a repentaglio tutto il resto.
E tu gli hai creduto?
S disse Lisa. Anche se non ho idea di quale sia la posta in gioco e ancora meno di come
tutto questo sia collegato all'arresto di Khalid. L'elemento consolatorio sta nel fatto che mi ha
promesso di chiarire tutto prima della nostra festa nazionale.
E poi non avrebbe nulla in contrario a occuparsi di lui? chiese Lisa Lamm. Se noi non
riuscissimo a confermare i nostri sospetti con qualcosa di pi consistente delle chiacchierate che lui e i
suoi amici si sono fatti in privato?
Alexander e i suoi colleghi lo accoglieranno sicuramente a braccia aperte. In quel caso.
Una magra consolazione comment Lisa Lamm scuotendo la testa. E se fosse innocente? O
se dovessi essere io a tentennare al riguardo? In una situazione del genere, spedire un giovane
all'ergastolo in un paese straniero non  affatto allettante. Oltretutto  anche cittadino svedese. Da un
punto di vista umanitario non  un dettaglio importante, ma lo diventa qui in Svezia quando si tratta di
applicare la legge. Il costruttore di bombe e la sua donna continu Lisa Lamm. Tu che ne dici? 
vero o falso?
Basta scoprirlo rispose Lisa scrollando la testa, anche se non si sentiva del tutto convinta al
riguardo.
39.
Poco prima della riunione con il gruppo investigativo, Lisa fece in modo di salutare Helena
Palmgren che avrebbe curato i collegamenti con i servizi segreti militari e l'istituto nazionale di
sorveglianza radio della difesa. La donna corrispondeva alla descrizione fatta da Lisa Lamm, che aveva
parlato di una vera e propria donna d'altri tempi. Dimostrava tutti i suoi quarantacinque anni. Neanche
un filo di trucco, capelli biondi raccolti in una grossa treccia, occhi azzurri, giacca e pantaloni, camicia,
mocassini neri con un tacco medio.
Vestiti pratici, comprati sicuramente da Hennes & Mauritz a un prezzo ragionevole, che per io
non metterei mai, pens Lisa.
 un piacere conoscerti, Helena. Considerati la benvenuta. Spero che tu abbia ricevuto la
documentazione che ti  stata inviata.
Grazie rispose Helena Palmgren sorridendo gentilmente. S, l'ho ricevuta e sono concentrata
nella lettura. Per il momento nessuna domanda.
Se ce ne fossero, basta dirlo. Wiklander  il mio consigliere e consulente. Ed  molto
disponibile.
Distinta e sollecita. Come mia suocera, pens Lisa. Forse dovrei chiederle se le interessa il
golfino blu.
Lisa Lamm diede inizio alla riunione salutando i presenti e precisando che non era necessario
alcun giro di presentazioni dato che tutti si conoscevano gi da prima.
Poi pass agli aspetti formali. Si trattava di investigare su un presunto attacco terroristico, lei e
Lisa avrebbero avuto la responsabilit delle indagini preliminari. Si era optato per uno Psip, come
sempre in caso di indagini particolari, protette dal massimo livello di segretezza. I responsabili di ogni
sezione operativa avrebbero avuto il compito di tenere aggiornati i collaboratori del gruppo
investigativo impossibilitati a partecipare alle riunioni.
Domande? concluse Lisa Lamm. Tutti i presenti, seduti intorno al grande tavolo, scossero la
testa.
Allora lascio la parola a Lisa.
Anche Lisa fu sintetica. Esord dicendo che l'operazione aveva gi un nome, Helge Mani
d'Oro. Helge era un nome particolarmente calzante per uno a cui piaceva smontare e rimontare le cose,
spieg, notando che tutti annuivano.
Poi chiese ai responsabili delle sezioni di fare il punto della situazione, ma la maggior parte
degli interpellati afferm di non poter contribuire con informazioni nuove dato che il lavoro era appena
iniziato.
Il commissario responsabile della sezione che si occupava degli interrogatori era Ingrid Dahl.
Tra i suoi colleghi era famosa per tre cose: la sua infinita pazienza, il suo forte bisogno di solitudine e il
fatto che, nonostante stesse per compiere cinquant'anni, apparteneva ancora all'lite nazionale dei
fondisti. Quando fu il suo turno, si limit a scuotere la testa e ad ammettere che stava aspettando che
quei poverini finissero in gattabuia. Non avrebbe potuto fare loro un bel discorsetto, se non fosse
successo. Per il resto, non aveva alcun desiderio particolare.
Andersson forn un elenco di un centinaio di ospiti e invitati di riguardo che avrebbero
presenziato alle celebrazioni per la festa nazionale a Skansen. Per la famiglia reale, il re e la regina. Per
il governo, il vice del primo ministro, il ministro della difesa, il ministro degli interni e altri politici in
rappresentanza del parlamento, dei comuni e dei consigli regionali. Oltre ad alti funzionari
dell'amministrazione statale, rappresentanti dell'industria e del commercio, militari, diplomatici, vip e
personaggi blasonati. E a privati cittadini e delegati di varie organizzazioni che avrebbero ricevuto da
sua maest il re bandiere svedesi e targhe in segno di riconoscimento.
C'erano poi altre centoventi persone che in modi diversi avrebbero partecipato ai
festeggiamenti, tra cui una ventina di addetti incaricati di portare e togliere oggetti e di sbrigare tutte le
questioni pratiche e una trentina di operatori della televisione di stato svedese che avrebbero dovuto
permettere a tutti i telespettatori sparsi nel paese di assistere alle celebrazioni. E poi una trentina di
musicisti, che andavano dai giovani coristi del liceo musicale di Stoccolma al cantante lirico che
avrebbe diretto e accompagnato gli ospiti d'onore e il resto del pubblico al momento dell'esecuzione
dell'inno nazionale e dell'inno del re, una delle persone pi famose del paese, che leggeva la
tradizionale poesia di fine anno di Tennyson alla televisione e interpretava il ruolo del protagonista
nello spot pubblicitario di una nota catena che commerciava generi alimentari e altri beni di prima
necessit.
Rimaneva il resto del pubblico, per il quale purtroppo Andersson non era in grado di fornire
alcun elenco. Stando alle stime effettuate dalla televisione svedese avrebbero partecipato all'evento tra
le mille e le duemila persone, a seconda delle condizioni atmosferiche.
Indiscutibilmente c'era un bel numero di cose da tenere sotto controllo. Andersson concluse il
suo intervento con una richiesta personale. Invit i colleghi a leggere con attenzione l'elenco per vedere
se si accendeva una lampadina relativamente al contributo che Abbdo Khalid e i suoi amici
intendevano dare all'evento.
Sarebbe tornato in un secondo momento sui poliziotti che avrebbero sorvegliato la
manifestazione. Il piano originale prevedeva la presenza di un'ottantina di uomini della polizia di
Stoccolma e dei servizi di sicurezza, ma dato che le premesse erano cambiate bisognava valutare
l'ipotesi di una presenza molto pi massiccia.
Linda prese la palla al balzo per lamentarsi di quegli esseri repellenti che turbavano l'esistenza
di ogni investigatore degno di rispetto.
Diciassette persone che appartenevano alla stessa famiglia e trascorrevano la maggior parte del
tempo, indipendentemente dal clima, dal giorno della settimana e dall'ora del giorno o della notte, nella
stessa abitazione. Una villetta isolata che distava circa cento metri in linea d'aria dalla catapecchia dove
era stata costretta a sistemarsi con i suoi uomini per poter tenere sotto controllo la propriet che, giusto
per semplificare, era circondata da un terreno recintato grande quanto un campo da calcio. Le
conseguenze pratiche di quella situazione erano sicuramente evidenti anche per chi non si era mai
occupato di appostamenti e intercettazioni ambientali. Per il resto, non aveva alcun commento da fare.
Carl Lewenhaupt esord affermando che al momento aveva poche informazioni che fossero
fresche e rilevanti.
Abbdo Khalid e la sua famiglia fruivano di una quantit considerevole di servizi telematici,
perfettamente legali, e disponevano di due linee telefoniche fisse, di una decina di cellulari, i cui titolari
e numeri erano noti, e di quattro computer. Tuttavia, il lavoro di intercettazione era gi a buon punto.
Esaminando il traffico dei dati della famiglia, lui e i suoi colleghi avevano individuato alcuni messaggi
che avrebbero permesso di dimostrare che Abbdo Khalid aveva mentito almeno in una circostanza.
Abbdo Khalid aveva lasciato l'Inghilterra in marzo, dopo che all'universit di Manchester era
terminato il trimestre. Tre settimane dopo sarebbe dovuto rientrare dato che erano terminate le vacanze
di Pasqua e stava per iniziare il trimestre estivo. Invece, un paio di giorni prima aveva inviato una mail
al suo tutor scusandosi e informandolo che non poteva partire, perch purtroppo il padre si era
ammalato e lui in qualit di figlio maggiore doveva rimanere in Svezia a occuparsi della madre e del
resto della famiglia. Sperava che il padre guarisse rapidamente permettendogli di tornare all'universit.
Comunque, avrebbe cercato di tenersi al passo studiando e seguendo a distanza lezioni e seminari con
l'aiuto del computer. Il tutor gli aveva rivolto l'augurio di un pronto e rapido miglioramento della
situazione, aggiungendo che sarebbe stato un piacere rivederlo.
Le informazioni date da Abbdo erano state controllate. Il padre sembrava stare benissimo. Era
sempre andato al lavoro e non c'era alcun tipo di documentazione che confermasse una sua richiesta di
assistenza sanitaria. Erano state passate al setaccio anche le mail del padre, e non erano risultate
indicazioni di alcun genere relative a eventuali problemi di salute acuti o cronici. In una inviata al
fratello, che aveva due anni meno di lui, aveva addirittura ringraziato il suo dio che gli permetteva di
godere ancora di una buona salute nonostante i suoi sessantadue anni.
La storia che Abbdo aveva propinato al suo tutor era una bugia, secondo Lewenhaupt.
Probabilmente aveva altri impegni, di cui non poteva parlare, che richiedevano la sua presenza in
Svezia. Oppure, voleva soltanto godersi un periodo pi lungo di riposo prima di tornare ai suoi studi.
Non si poteva escludere quella possibilit, anche se Lewenhaupt la considerava remota.
E quando dovrebbe guarire suo padre? domand Lisa con un sorrisetto.
Se Abbdo  Mani d'Oro, presumibilmente si metter al sicuro non appena avr sistemato tutto
quello che deve sistemare. Quando, non possiamo saperlo. E non possiamo sapere nemmeno se prevede
di tornare a Manchester rispose Lewenhaupt.
Okay disse Lisa guardando l'orologio. Prima di fare una pausa per sgranchire le gambe, c'
una questione di cui vorrei parlarvi. Si tratta della convinzione del nostro collega inglese che il
costruttore di bombe abbia anche una donna, un'inglese, Louise Urqhart, conosciuta a Manchester. La
sua padrona di casa. Se ve la sentite, vi chiederei di ragionare liberamente ad alta voce. Lo apprezzerei
molto.
40.
Fu Wiklander a esporre per primo le sue considerazioni.
Se le cose stavano come sosteneva l'inglese, ovvero se Abbdo Khalid era un costruttore di
bombe, non era per detto che Louise Urqhart, con la quale lui aveva evidentemente una relazione di
carattere sessuale come documentato dal materiale fornito alla Spo, ne fosse consapevole o addirittura
fosse sua complice.
Ci che lo faceva supporre era un insieme di circostanze relative alla partenza della donna da
Manchester. Numerosi dettagli indicavano che era riuscita a sfuggire a chi la stava sorvegliando. Non si
poteva per escludere che il suo comportamento avesse delle spiegazioni. Capitava spesso di perdere di
vista la persona che si stava pedinando, per le cause pi banali, o che una microspia fissata al telaio di
una macchina smettesse di funzionare senza che questo dipendesse dal fatto che qualcuno l'aveva
disattivata.
Potevano esserci delle spiegazione alternative per quanto era accaduto. Louise Urqhart era stata
aiutata a sparire ma non ne era consapevole. Oppure lo era, ma l'intenzione era completamente diversa
da quella di aiutare Abbdo a svolgere il suo ruolo.
Ecco concluse Wiklander. Per i miei gusti, anche prendendo in considerazione tutti gli
elementi a nostra disposizione,  un po' poco.
Mi fa piacere constatare che non cambi mai, Jan disse Linda, sospirando e scuotendo la testa.
Non capiva di cosa stesse parlando Wiklander. Non c'era bisogno di speculazioni filosofiche, di
un mucchio di se e ma e nel caso in cui. Bastava avere sulle punte delle dita un minimo di sensibilit
poliziesca, e il messaggio che le trasmettevano le sue era inequivocabile. Era ovvio che Louise Urqhart
sapeva benissimo cosa faceva il suo giovane amante. Ed era prontissima ad aiutarlo. Tra l'altro,
fornendogli un mucchio di soldi.
La classica donzella di bell'aspetto dell'alta societ, ricca ed egocentrica, disposta a sostenere
qualsiasi causa che potesse aggiungere un pizzico di emozione alla sua esistenza. E Louise Urqhart non
era una Patty Hearst che aveva dovuto essere rapita e violentata per essere convinta. Lei era gi
convinta, fin dall'inizio, e per questo interpretava il ruolo peggiore nel copione con cui era alle prese
Linda.
Lewenhaupt non ne era altrettanto certo, ma riteneva comunque abbastanza credibile quello che
aveva detto Linda. Quella specie di sensibilit poliziesca sulle punte delle dita era sicuramente degna
del massimo rispetto. Soprattutto se si trattava delle dita di Linda.
In ogni caso, condivideva le riserve che Wiklander aveva espresso. Per cui, carne o pesce? Se
doveva essere sincero, non si era fatto un'idea definitiva sul ruolo di Louise Urqhart in tutta quella
faccenda. Un buon motivo per questa sua perplessit era rappresentato dalla descrizione della donna
fornita dai servizi di sicurezza inglesi. Poco indicativa, in particolare se si consideravano gli studi a cui
si era dedicata per molti anni della sua vita.
Chi era in realt? La classica riccona svampita che non aveva bisogno di procurarsi un lavoro
per mantenersi, come invece erano costrette a fare tutte le persone normali? O una donna alla ricerca di
qualcosa, che finalmente aveva trovato la verit e la luce bench nel suo caso la fiamma della questione
islamica ardesse cos forte da farle accettare l'uso della violenza? Indipendentemente dalla risposta, il
materiale su di lei parlava sia a suo vantaggio sia a suo svantaggio.
Certo, c'erano molti tasselli vaganti in quel materiale. Forse gli inglesi avevano volutamente
concentrato l'attenzione sulla vecchia storia di Samantha Lewthwaite, la Vedova Bianca, e su tutte le
altre donne occidentali appartenenti al ceto medio che l'avevano seguita e ora testimoniavano sui social
la loro nuova fede.
Forse era molto pi semplice e diretta un'altra spiegazione. Gli inglesi sapevano qualcosa che
dimostrava senza ombra di dubbio il suo coinvolgimento, ma per i soliti motivi non potevano riferirlo
ai colleghi svedesi.
Cazzo, Calle lo interruppe Linda. Che ne diresti di darci una risposta univoca?
Se  questo che vuoi, la penso come te rispose Lewenhaupt annuendo.
E da cosa dipende? domand Linda muovendo le dita della mano destra. Hai la stessa
sensazione che ho io, o cosa?
No, si trattava piuttosto di una serie di dettagli su cui si era soffermato.
Poteva fornire qualche esempio?
Certamente. Due li aveva ricavati dal filmato che riprendeva Abbdo e Louise Urqhart mentre
pregavano insieme nel cortile della casa di lei. Che lui conoscesse alla perfezione il rituale non era
strano, ma che anche lei lo conoscesse era degno di nota. E poi Lewenhaupt aveva inserito le
coordinate nel suo gps e aveva potuto constatare che la posizione che avevano assunto al momento
della preghiera era corretta.
Cosa intendi con corretta? domand Lisa.
Lui  pi vicino alla Mecca rispetto a lei spieg Lewenhaupt. Una differenza di oltre due
metri, per la precisione. Il che fa supporre che abbiano un loro gps.
Interessante comment Lisa che aveva l'aria di pensarla davvero cos. Io ho notato che 
sempre lei a guidare la macchina e che nel filmato in cui sono a letto insieme  lei a cavalcare lui.
Abbdo si comporta pi che altro come un giovane amabile e cortese che la sta corteggiando.
S, certo. Sono dettagli inequivocabili convenne Lewenhaupt. In Arabia Saudita o negli
Emirati Arabi l'avrebbero frustata se l'avessero beccata al volante. O almeno le avrebbero inflitto una
reprimenda pubblica. Come a lui, che gliel'aveva permesso. Per nella maggior parte degli altri paesi
islamici non  vietato o  addirittura normale. E in Inghilterra non  per niente strano che le donne
musulmane guidino la macchina. Quanto al sesso, credo che la sua prestazione sarebbe stata apprezzata
nello stesso modo in qualunque luogo.
Gi, quale sarebbe il problema? intervenne Linda, annuendo a Lewenhaupt prima di scuotere
la testa rivolgendosi a Lisa. Un giovane nero, per giunta ben dotato, dettaglio che credo non sia
sfuggito a nessuno, scopa con una bella donna bianca, e quello che fanno sembra piacere a entrambi.
La sequenza in cui ci danno dentro obiett Lisa. O meglio, la sequenza in cui lei ci d
dentro. Ho l'impressione che sia lei a prendere l'iniziativa. Non soltanto a letto, ma anche in macchina,
in strada. Non riesco a far quadrare le cose. Che sia lei a dirigere  compatibile con la visione
tradizionale che i musulmani hanno delle donne?
I musulmani scopano come tutti gli altri replic Linda. O bene o male.
Ah s?
S rispose Linda. Non credo proprio che sia il caso di fissarsi sulla storia delle vergini che li
aspettano in paradiso. Se facessi la stessa domanda a uno svedese purosangue, otterresti la stessa
risposta. Tutti, da Abbdo a Nisse di Motala, farebbero la firma per avere tra le mani una come Louise
Urqhart.
S, s. Capisco, eppure c' qualcosa di questa donna che secondo me ci sfugge comment
Lisa.
E sarebbe? chiese Linda.
Non lo so rispose Lisa scuotendo la testa. In effetti non lo so.
Anche il rappresentante dei militari, Helena Palmgren, che era entrata ufficialmente a far parte
del gruppo investigativo, pareva pensarla come Linda e Lewenhaupt. Per si espresse in modo molto
pi garbato e riservato di Linda.
I comuni cristiani occidentali probabilmente avevano una visione un po' troppo quadrata dei
musulmani, e in ogni caso li giudicavano con occhi diversi da quelli con cui consideravano se stessi.
Magari anche demonizzandoli. Mentre i musulmani erano identici alla maggior parte degli altri,
indipendentemente dal dio in cui loro e gli altri credevano.
Tutti quelli che sedevano in quella stanza, per esempio, erano stati battezzati e cresimati e
quindi erano cristiani, ma probabilmente non erano uguali se si considerava il modo in cui
professavano la loro religione. Suo padre era stato un pastore, molto impegnato nell'ambito degli aiuti
umanitari forniti dal governo svedese, e molto antiquato quando predicava ai fedeli i principi del
messaggio cristiano a cui per non sembrava fare riferimento quando si trattava della sua vita.
Credo che si debba evitare di fare di ogni erba un fascio quando si parla di esseri umani, a
prescindere dalla loro religione concluse Helena Palmgren.
La penso come te, Helena intervenne Lisa Lamm rivolgendo una rapida occhiata a Lisa, che
annu. Inoltre mi sembra che il nostro paniere si stia riempiendo rapidamente. Che ne dite di una
pausa di cinque minuti prima di chiedere a Calle di tirare le somme?
41.
Quando tornarono nella sala riunioni, un quarto d'ora dopo, Lisa assunse la direzione
dell'incontro dato che Lisa Lamm aveva dovuto precipitarsi in tribunale per un'udienza
sull'applicazione di alcune misure cautelari che andava chiusa prima del fine settimana.
Secondo il nostro magistrato, che si  appena volatilizzato, dovresti tirare le somme, Calle
disse Lisa. Dunque?
Il materiale che ho raccolto  pronto. Quando tornerete nei vostri uffici, lo troverete nelle
vostre cassette della posta elettronica. Ho inviato una cartella che ho chiamato Helge Mani d'Oro ed 
cos che far con tutto quello che riguarder queste indagini. Contiene informazioni generali di
supporto sui somali e sui musulmani presenti a Eskilstuna, che considero importanti anche se non
necessariamente rilevanti. Questo lo si vedr eventualmente in seguito.
Eccellente comment Lisa. Hai altro?
La cartella contiene anche una prima descrizione di Abbdo Khalid e della sua famiglia.
Ovviamente la integreremo durante il corso delle indagini. Si tratta di una famiglia interessante, che si
distingue da quelle degli altri somali di Eskilstuna, se volete la mia opinione. In modo notevole.
Non potresti accelerare? domand Lisa.
Ma certo, capo rispose Lewenhaupt.
Premette alcuni tasti del computer e proiett la prima immagine sullo schermo appeso sulla
parete corta della stanza. Una raccolta di dati statistici che riguardavano Eskilstuna e quelli che vi
risiedevano.
La citt era la pi grande del Srmland, con i suoi oltre sessantamila abitanti, ed era il
capoluogo dell'omonimo comune, dove vivevano poco pi di centomila persone. Un antico centro
commerciale, artigianale e industriale, orgoglioso delle proprie tradizioni che risalivano all'alto
medioevo svedese ma al momento anche caratterizzato da gravi e crescenti problemi di carattere
sociale, contrasti etnici e situazioni di emarginazione.
In tutto il paese i somali, per la maggior parte gi cittadini svedesi, erano circa cinquantamila,
circa lo zero virgola cinque per cento della popolazione complessiva. Nel Srmland erano tremila, di
cui duemila a Eskilstuna.
Quasi tutti abitano in citt, nello stesso quartiere chiar Lewenhaupt. In percentuale, molti
pi che nelle nostre tre citt pi grandi. Sono oltre il tre per cento a Eskilstuna. Meno dell'uno per
cento in ognuna delle nostre tre aree metropolitane.
Quasi l'ottanta per cento dei somali di Eskilstuna abitava nella zona situata intorno a
Bellmansplan, che si trovava a Frslunda, vicino al centro.
Frslunda era un vecchio quartiere operaio costruito a met degli anni cinquanta e dominato da
palazzine di tre o quattro piani affittate con contratti tipici di quel periodo, che nei cinquant'anni
successivi erano state integrate con condomini, un grande centro commerciale e il pi importante
policlinico della contea.
Il quartiere era stato pensato per i lavoratori svedesi che affluivano con le loro famiglie nella
citt industriale di Eskilstuna, e che per si erano poi trasferiti in alloggi migliori ed erano stati
sostituiti allo stesso ritmo dagli immigrati provenienti dall'Europa meridionale che cercavano un lavoro
e, nell'arco degli ultimi vent'anni, dai rifugiati che arrivavano numerosi, in particolare dall'Africa e dal
Medio Oriente.
Due residenti su tre sono immigrati o rifugiati dichiar Lewenhaupt. E la percentuale sta
aumentando anche tra i giovani. Per esempio, nelle scuole di Frslunda il settantacinque per cento degli
alunni appartiene a famiglie di immigrati o rifugiati. S, penso che siate in grado di immaginare il
quadro.
Descrivere per Frslunda come un ghetto sarebbe stato un'esagerazione, secondo Lewenhaupt.
Si trattava pi che altro di una zona fortemente caratterizzata da tutto ci che nei dibattiti politici
veniva usato come classico esempio del fallimento della politica sociale svedese.
Una percentuale molto alta di immigrati e rifugiati che si erano concentrati in un'area ristretta e
che rappresentavano tutto lo spettro dei problemi di carattere sociale: disoccupazione, frequente ricorso
all'assistenza sociale, criminalit, presenza di tossicodipendenti e alcolizzati, malattie di carattere fisico
e psichico, cattivi risultati scolastici, disadattamento, solitudine, alienazione, isolamento. Eskilstuna
non era soltanto la citt pi grande del Srmland, era anche quella che senza possibilit di paragone
presentava pi criticit, e se si sceglieva di valutarla su base economica le differenze erano evidenti.
Nel quartiere pi ricco, Snlltorpet, il reddito medio era pari a trentamila corone al mese. A pochi
chilometri di distanza, nel quartiere degli affittuari che ruotava intorno a Bellmansplan, era pari a meno
di diecimila corone al mese e per la maggior parte derivava da sussidi sociali.
Questa zona rappresenta in un certo senso la variante locale di Rinkeby a Stoccolma,
Rosengrd a Malm, Hammarkullen a Gteborg concluse Lewenhaupt.
I primi somali sono arrivati all'inizio degli anni novanta riprese, con la prima ondata di
trasferimenti in Svezia, e da allora sono sempre aumentati. La guerra nel loro paese continua ancora
dopo venticinque anni e la situazione non  migliorata.
E qui in Svezia come si trovano? domand Wiklander.
Male, secondo Lewenhaupt. E anche peggio se si considerava il loro livello di inserimento
sociale. Pi dell'ottanta per cento dei somali di Eskilstuna era senza lavoro e tra i giovani soltanto il
sette per cento aveva un'occupazione stabile o temporanea. La maggior parte viveva dei sussidi sociali.
Questo ovviamente procede di pari passo con tutto il resto. All'interno di questo gruppo molti
ricorrono a droghe di ogni categoria, ma preferibilmente al khat che  una specialit somala, o all'alcol,
nonostante quasi tutti i somali residenti a Eskilstuna siano musulmani. Se poi prendiamo in
considerazione l'aspetto che ci interessa maggiormente, i somali di Eskilstuna che compaiono nei
casellari giudiziali sono quattro volte la media del resto della popolazione della zona. E vi compaiono
su tutta la scala. Omicidi, maltrattamenti, stupri, rapine, reati a mano armata, spaccio di sostanze
stupefacenti, gravi infrazioni del codice della strada, furti, taccheggi. In sintesi, ogni tipo di reato disse
Lewenhaupt con un sospiro.
E le altre componenti islamiche? domand Andersson. Devono pur esserci altri sostenitori
dell'islam oltre a quelli che arrivano dalla Somalia, intendo.
Assolutamente s rispose Lewenhaupt. In tutto il comune esistono quasi diecimila persone di
fede islamica. Pi di seimila vivono a Eskilstuna, il resto si trova in diversi centri di accoglienza per i
rifugiati sparsi nel territorio comunale. Negli ultimi anni sono arrivate in particolare dal Medio Oriente,
dalla Siria. La componente islamica della popolazione  senza dubbio aumentata. Oggi a Eskilstuna ci
sono sei moschee, due anni fa ce n'erano due. La prima comunit islamica a Eskilstuna si  formata nel
1971 e un anno dopo ha ottenuto il primo spazio per la preghiera, la Sabirinmoskn. Sabirin in arabo
significa pazienza. Si trovava in un comunissimo seminterrato nel quartiere di Nyfors, abbastanza
simile a Frslunda. Molti immigrati, grossi problemi sociali.
Negli ultimi tempi ci sono stati vari incendi nelle moschee disse Helena Palmgren. Quattro
in poco pi di un anno. Se non mi sbaglio.
S rispose Lewenhaupt annuendo.  cos.
E? intervenne Lisa scrutando con attenzione Lewenhaupt.
 in queste occasioni che dovrei avere gli occhiali da lettura, pens Lisa. Cos potrei abbassarli
sulla punta del naso e fissare il piccolo Calle con aria di sfida.
S, i media, almeno all'inizio, li hanno descritti puntualmente come attentati ai danni delle
comunit islamiche.
Come stanno le cose? chiese Lisa.
Nel corso delle indagini si era sospettato che tutti e quattro gli incendi fossero stati di natura
dolosa, ma alla fine era risultato che i primi tre erano stati provocati da incidenti dovuti alla negligenza
delle persone presenti nei locali. Una friggitrice, le cicche delle sigarette nella sala per i fumatori, il
cestino della carta all'esterno della sala per la preghiera. Probabilmente anche in quel caso qualcuno
non aveva spento bene una sigaretta. L'ultimo incendio si era scatenato nel locale dove veniva raccolta
l'immondizia, nel seminterrato. Le cause non erano state chiarite, ma era stato escluso che degli
sconosciuti avessero lanciato attraverso le finestre delle bombe molotov, come invece avevano
sostenuto i media per i tre incendi precedenti. Le indagini avevano dimostrato che non si era trattato di
un incendio doloso.
Forse qualcuno di voi si sta chiedendo chi se ne sia occupato comment Lewenhaupt
sorridendo. La polizia di Eskilstuna. Ovviamente noi siamo intervenuti per controllare.
E... disse Lisa.
Be', in questo edificio condividiamo le loro conclusioni rispose Lewenhaupt. Con riserva
per l'ultimo caso, dato che le indagini sono ancora in corso.
Per quanto riguarda invece la parte offesa? chiese Ingrid che fino a quel momento era rimasta
in silenzio. Perch, indipendentemente dalle cause per cui sono divampati gli incendi, le comunit
religiose coinvolte rappresentano la parte offesa. Che ne pensano?
La situazione  tale per cui non condividono i pareri della polizia rispose Lewenhaupt
raschiandosi leggermente la gola.
Non potresti essere un po' pi concreto? intervenne Lisa.
S disse Lewenhaupt. Razzisti cristiani che odiano i neri, gli arabi, i musulmani, tutti quelli
che non sono come loro, e hanno cercato di prendere due piccioni con una fava dando fuoco alle
moschee e a quelli che c'erano dentro.
E che vengono protetti dalla polizia locale, e anche da noi.
S, questa convinzione non  certo un segreto.  stata sbandierata quotidianamente, sia sui
social qui in Svezia sia dai media nel mondo arabo.
Ho capito comment Lisa. Una cosa che tuttavia mi sembra un po' strana  che tra il 1972,
quando  nata la prima moschea, e l'anno scorso a Eskilstuna non sono mai scoppiati incendi nelle
moschee. Niente, per quasi mezzo secolo. E adesso ne sono capitati improvvisamente quattro...
Aspetta, capo intervenne Lewenhaupt.
Non interrompermi disse Lisa. Di colpo abbiamo quattro incendi in un anno, e non  affatto
impensabile che si tratti di incendi dolosi o addirittura di attentati dovuti... per esempio... ai contrasti
tra i musulmani e l'ambiente circostante. Sarebbe davvero strano, infatti, che fossero stati causati da
loro continu. Come diavolo  possibile che ci sia cos tanta disattenzione con friggitrici, sigarette,
immondizia, cestini della carta e quant'altro?
Credo di avere un'idea al riguardo disse Linda con aria innocente.
Lo immaginavo rispose Lisa. Quando darete un'altra occhiata alla documentazione su questi
incendi, tu, Calle, e i tuoi collaboratori farete bene a non escludere una mossa purtroppo assai comune
che consiste nell'appiccare l'incendio allo scopo di riscuotere i soldi dell'assicurazione. Come Linda,
giustamente, voleva suggerire.
S, certo disse Lewenhaupt. Far dare una bella ripassata a tutto quanto.
Ottimo comment Lisa. Preferibilmente subito, al pi tardi luned. E adesso vorrei capire a
che livello sono i contrasti politici tra i musulmani e il resto della popolazione di Eskilstuna. Per
esempio, come sono andate le ultime elezioni per i democratici svedesi?
Secondo Lewenhaupt, oltre ogni aspettativa. Nelle due tornate che si erano svolte nell'ultimo
anno, il diciannove per cento degli elettori aveva votato per il partito nazionalista dei democratici
svedesi. Da quando era entrato in parlamento, nel 2010, grazie al supporto di pi del cinque per cento
degli elettori, si era assistito a un'avanzata rapida e ininterrotta che si era ripetuta in occasione delle
elezioni ordinarie e delle due straordinarie, in un arco di tempo di sei anni.
Ho preparato una sintesi anche di questo. Da dove arrivano tutti questi nuovi democratici
svedesi?
 esplosa un'epidemia di razzismo disse Linda. Di quelle che vanno e vengono. Come
succede con i virus che provocano il vomito e la diarrea.
Mah! esclam Lewenhaupt. Comunque, su questo punto i saputelli della politica sembrano
essere abbastanza concordi. Si tratta di vecchi socialdemocratici, o di cittadini che si sentono traditi dai
partiti a cui hanno sempre dato il voto. Tra cui un numero decisamente alto di anziani. Che non sono
dei veri e propri razzisti come potrebbe sembrare, ma sono molto inquieti. Temono che le loro pensioni
vengano utilizzate per mantenere i rifugiati, che la loro vecchia Svezia stia per sparire, temono la
criminalit. Sono preoccupati quasi per tutto. Leggete e vedrete.
Eskilstuna ricord Lisa sbirciando l'orologio. Come stanno le cose, l?
A Eskilstuna era andata ancora meglio e a contribuire di pi alla loro avanzata probabilmente
erano stati proprio i contrasti tra la popolazione autoctona svedese da una parte e gli immigrati e i
rifugiati dall'altra. Entrambi i giornali locali, Eskilstuna-Kuriren e Folket, avevano effettuato sondaggi
preelettorali che avevano fatto presagire l'esito finale.
Nelle ultime elezioni i democratici svedesi hanno ottenuto il ventidue per cento dei voti a
Eskilstuna. Questo significa che sono il secondo partito nel comune. Il primo rimane il partito
socialdemocratico con il ventisei per cento, ma in realt la distanza non  molta. Il partito moderato 
crollato. Ha perso il quattro per cento rispetto alle elezioni precedenti e adesso  poco al di sopra del
diciassette per cento.
Ma sono sempre i socialdemocratici a governare il comune? domand Wiklander.
S, per sono in minoranza, possono farlo solo con l'aiuto del partito ambientalista, della
sinistra e di varie alleanze fatali. I democratici svedesi sono forti. Non c' alcun dubbio al riguardo,
hanno battuto i socialdemocratici in pi occasioni. Anche recentemente, quando si trattava di concedere
l'autorizzazione per un altro centro di accoglienza per i rifugiati. Purtroppo credo anch'io che si stia
delineando un problema pratico.
Quale? domand Lisa.
I democratici svedesi hanno ventuno seggi ordinari e undici seggi supplenti in consiglio
comunale. Espressione della volont politica della popolazione ovviamente, ma non  questo il
problema.
E allora qual ? disse Wiklander.
Due dei loro rappresentanti sono poliziotti spieg Lewenhaupt. In servizio a Eskilstuna. Uno
come responsabile dell'ordine pubblico e della pubblica sicurezza e l'altro come responsabile delle
indagini preliminari dell'anticrimine. Il primo  ispettore capo, l'altro  commissario capo.
Okay disse Lisa. Dammi i nomi, cos chiedo ai colleghi dell'ufficio per la difesa della
costituzione di controllare se c' il rischio che creino qualche problema legato alla segretezza.
Certo! esclam Lewenhaupt.
Eccellente comment Lisa mostrando ostentatamente l'orologio. Una proposta che credo vi
piacer.
Finalmente disse Linda sorridendo. Il capo  una brava persona.
Appunto convenne Lisa sorridendo a sua volta. La maggior parte dei presenti non ha pi
niente da fare. Deve solo aspettare, mentre Linda e Calle hanno un mucchio di compiti da svolgere.
Quindi, che ne dite di vederci in questa stanza luned alle otto in punto?
Cenni di assenso da parte di tutti, registr Lisa.
Bene prosegu. Luned potremo commentare con calma la descrizione di Abbdo e della sua
famiglia preparata da Calle. Sono davvero curiosa di capire perch si distinguono dal resto dei somali
residenti a Eskilstuna, in modo positivo, se ho interpretato correttamente le tue parole.
S.
Ah! esclam Lisa. Un possibile o addirittura probabile costruttore di bombe che costituisce
una specie di esempio morale. Cosa vogliamo di pi? Domande?
Cenni di diniego con la testa, misti a sorrisi da parte di tutti i presenti anche questa volta. A
eccezione di Lewenhaupt che sembrava perplesso.
Calle? Hai una domanda? Sputa. Anche se noi pensavamo di goderci il fine settimana mentre
tu e Linda lavoravate.
Be' disse Lewenhaupt. Non  una domanda.  pi che altro un dettaglio divertente. Non
tutti quelli che abitano nel quartiere di Frslunda sono somali. Uno che ci ha abitato per pi di dieci
anni, fino a qualche anno fa, era un nostro collega. Uno dei pi famosi qui ai servizi di sicurezza. Forse
persino il pi noto. Questo mi ha fatto pensare alla grande leggenda di questa organizzazione. Il capo di
tutti noi, Lars Martin Johansson, l'uomo che riusciva a vedere dietro gli angoli e che ci ha insegnato a
diffidare delle coincidenze. Mi chiedo cosa avrebbe detto se quel nome fosse emerso in una delle
indagini condotte da lui.
E che nome sarebbe? Dillo lo esort Lisa, anche se conosceva gi la risposta.
La talpa, la spia, the one and only... Stig Bergling rispose Lewenhaupt.
42.
Scendendo nel garage per prendere la macchina e andare finalmente in campagna, Lisa si
imbatt in Motoele.
Posso portarti io, capo disse lui.
Vado in campagna obiett Lisa. Dopo Norrtlje, ottanta chilometri all'andata e ottanta al
ritorno.
Ci vorr meno di un'ora comment Motoele sorridendo.
Non hai niente di meglio da fare?
Cosa c' di meglio che portare il capo in campagna?
In effetti acconsent Lisa annuendo. Cos possiamo parlare durante il viaggio. Io faccio le
domande e tu rispondi.
Lisa chiese a Motoele di raccontarle come si trovava a Eskilstuna. Non come andavano le
indagini, ma che effetto gli faceva l'ambiente.
Immagino che tu abbia avuto la possibilit di mettere l'orecchio sulla rotaia precis.
Motoele sapeva perfettamente cosa intendeva dire il capo, ma nel suo caso era gi tutto a posto,
lui non aveva bisogno n dell'orecchio n della rotaia. Motoele era un masai, quindi un guerriero, un
cacciatore, un esploratore e un investigatore dalla notte dei tempi. Gli bastava posare un piede a terra
per capire cosa lo aspettava al passo successivo.
Eskilstuna non era il posto che avrebbe scelto per viverci. Non era come Stoccolma. E non era
neppure come Borlnge, su nel Dalarna, dove era cresciuto dopo essere arrivato in Svezia dal Kenya a
cinque anni, quando era stato adottato.
A Stoccolma poteva mescolarsi tra gli altri. A Borlnge poteva stare con i suoi fratelli e i suoi
amici che non notavano in lui nessuna differenza. A Eskilstuna non era cos e lo si vedeva negli occhi
della gente. Non c'era nessuno che cercasse di aggredirlo, minacciarlo, molestarlo, urlargli ingiurie o
parole offensive, mostrargli il dito quando era per strada e veniva superato sul marciapiede o in
macchina. Era l'espressione che avevano quando lo guardavano. Disagio, o forse paura, lo sguardo che
cambiava subito direzione, lo sforzo di sbirciare nella sua direzione quando erano a distanza di
sicurezza. Era cos che si comportavano. Tutti quelli che vivevano in quel posto da prima che ci
arrivassero persone come lui. E non valeva soltanto per loro. Aveva notato la stessa reazione persino in
quelli che erano pi simili a lui nell'aspetto.
Anche i somali sono all'erta spieg Motoele. Ieri sono andato alla loro moschea. Quella
vicino a Bellmansplan, dove sembra che vivano tutti i somali a parte il nostro uomo. Che io sia nero
non conta nulla. Uno come me spicca tanto quanto spiccherebbe il capo. La differenza tra me e un
somalo  come quella tra me e un classico svedese. Sono soltanto i bianchi a pensare che tutti i neri
siano uguali.
Anche i somali hanno paura quando ti vedono?
Una parte di loro rimane terrorizzata, soprattutto i vecchi che sono cresciuti in Africa. Un
masai che spunta tra i fratelli somali. Adesso poi che  guerra aperta tra il Kenya e i terroristi somali.
Cosa ci fa qui? Sta pensando di ucciderci? Sta pensando di mangiarci? Tutti diventano sospettosi,
vigili, anche quelli che sono nati in Svezia e non hanno mai messo piede in Africa. D'altra parte, hanno
sicuramente genitori e parenti anziani che gliel'hanno insegnato.
Come possiamo risolvere la questione? domand Lisa.
A quanto pare, Linda ha scovato un collega di Gteborg che lavora alla narcotici. Non 
somalo, i somali non fanno i poliziotti, ma viene dall'Eritrea. Vuole provare con lui. Alcuni eritrei sono
abbastanza simili ai somali. In particolare quelli della parte meridionale dell'Eritrea. Se parliamo
dell'aspetto esteriore.
Secondo te cos andr meglio?
 un tentativo rispose Motoele scrollando la testa. Linda  una giocatrice d'azzardo. Ho
cercato di spiegarle che nel corno d'Africa uccidono i vicini come mosche. Lo fanno da sempre.
E lei cos'ha detto?
Che lei non lavorava per il sindacato, e che  disposta a correre il rischio.
I colleghi del posto? Come si comportano? chiese Lisa. Devo parlare a Linda, pens.
Perfettamente, secondo Motoele. Nei giorni in cui aveva girato in macchina per Eskilstuna per
conoscere l'ambiente, era stato fermato soltanto quattro volte. Sempre da colleghi responsabili
dell'ordine pubblico che volevano controllargli la patente per i soliti motivi. Considerando la costosa
Bmw e tutte le catenine d'oro che aveva al collo, non lo aveva trovato strano. In ogni caso, aveva
mostrato loro l'altra patente, che risultava rilasciata a Frank Andersson, il nome che aveva da bambino.
Come la mamma e il pap spieg Motoele. Ulla e Gunnar Andersson. Il pap  carpentiere.
Lavorava per la Skanska che stava costruendo un albergo a Nairobi.  stato in quell'occasione che ci
siamo incontrati. Io e i miei genitori.
Ti hanno adottato?
S, avevo cinque anni la prima volta che ci siamo visti. La mamma dice sempre che io ero il
bambino pi dolce che avesse mai visto. Lo ha detto anche poco tempo fa precis Motoele sospirando
leggermente.
Questo significa che lo pensa ancora comment Lisa. Succede, alle mamme.
Comunque, il mio nome era Frank Motoele. Poi sono diventato Frank Andersson. Ho ripreso il
mio cognome quando sono entrato alla scuola di polizia.
Nessuno si  comportato da idiota con te, Frank? Nessuno dei colleghi di Eskilstuna?
Nessuno. Sospettosi, vigili, pi o meno come i suoi cosiddetti fratelli neri della Somalia, ma
corretti. Avevano controllato la patente e la macchina che stava guidando. Nessun commento, solo
alcune domande sulla societ per azioni a cui era intestata la Bmw, l'African Taboo Entertainment. Gli
avevano anche chiesto se ci lavorava, dato che ne utilizzava la macchina.
Come produttore musicale, aveva spiegato lui con un grande sorriso. Rap and crap and all that
shit, man.
L'hanno bevuta?
Certo. Ma l'ho gi spiegato al capo la volta scorsa. Quelli come me vivono dei pregiudizi delle
persone che incontrano.
Abbdo Khalid disse Lisa. Che ne pensi di lui? Tenendo conto di questa storia dei pregiudizi,
intendo. I nostri, quelli che abbiamo in quanto poliziotti.
Penso molte cose rispose Motoele alzando le spalle in modo significativo. Ma di una sono
certissimo. E cio che sta meditando di compiere un gesto veramente orribile, come far saltare in aria
un mucchio di persone innocenti. Lo so.
Altro?
Abbdo  un uomo ambizioso. Non ha intenzione di accontentarsi delle settantadue vergini.
Vuole entrare nella storia, per questo sta pianificando qualcosa che sia molto pi clamoroso di quello
che lui e i suoi compari hanno fatto a Manchester davanti al teatro dei sogni. Una mezza dozzina di
poliziotti e qualcuno che si trovava nel posto sbagliato nel momento sbagliato... Tutto gi dimenticato.
Se riesce a fare quello che ha in mente, a Skansen, lui invece finir direttamente nei libri di storia.
Un'altra domanda riprese Lisa. L'ho fatta anche a Linda, se te lo stai chiedendo.
Se ha mangiato la foglia afferm Motoele. Se ha capito che gli stiamo addosso.
S.  cos?
No rispose Motoele scuotendo la testa. Che sia riuscito a seminare una delle nostre
macchine, secondo me non dev'essere motivo di preoccupazione per il capo. E comunque Linda  la
persona sbagliata a cui chiedere, questa  la sua paranoia preferita.
Ma tu non la pensi cos. Perch?
Quelli come lui ce l'hanno nel sangue, si comportano sempre cos. Per precauzione, perch
sono fatti in quel modo, perch sanno quali porcherie stanno combinando, perch vogliono esercitarsi.
Sono rimasto a osservarlo per ore. Stava troppo bene, non poteva aver capito che ero l. Se avesse
anche solo sospettato che gli stavo alitando sul collo, si sarebbe comportato diversamente.
Cos'avrebbe fatto?
Sarebbe scappato per salvarsi la pelle spieg Motoele. Lo fanno sempre, lo farebbe anche
uno come lui. In particolare uno come lui, un somalo.
Ne sei sicuro?
Quando cercano di scappare, lo percepisco subito afferm Motoele.
S?
Appena poso il piede a terra rispose Motoele annuendo.
43.
Motoele l'aveva lasciata nello spiazzo antistante la casa dei suoceri, declinando il suo invito a
entrare e bere una tazza di caff. Sarebbe stato molto piacevole, ma doveva rimandare a un'altra
occasione dato che aveva promesso a Linda di passare a prenderla a Stoccolma e di tornare con lei a
Eskilstuna.
Invece le aveva dato il suo biglietto da visita. Su cui aveva scritto il suo numero privato. Il
numero al quale soltanto pochi prescelti potevano trovarlo, sempre.
Tutti possono avere bisogno di un guerriero spieg Motoele. Quando meno se lo aspettano.
Anche il capo.
Grazie, Frank disse Lisa.
Quando scese dalla macchina, Ella la stava aspettando sulla veranda. Aveva un'espressione
esitante e indic la Bmw nera di Motoele mentre lui si allontanava uscendo dal cancello.
Chi  l'uomo che ti ha portata? chiese.
Lavora con la mamma spieg Lisa.
Ma viene dall'Africa comment Ella.
Deve averlo sentito all'asilo, pens Lisa.
S, esatto. La mamma ha un mucchio di colleghi che vengono dall'Africa. Che ne dici di
abbracciare la mamma e di darle un bacio?
Sei in ritardo! esclam Ella indicando in segno di rimprovero l'orologio che aveva ricevuto in
regalo a Natale.
Scusa rispose Lisa. Ho cercato di sbrigarmi.
Niente abbracci e baci, niente abbracci e baci! url Ella scappando in casa.
Una come te non dovrebbe avere figli, pens Lisa.
Fine settimana in campagna, fine settimana con la famiglia nella casa di villeggiatura dei
suoceri. Come ebbe messo piede in cucina, tutto inizi a ripetersi. Persino i baci e gli abbracci, in
quantit debitamente soppesate.
Johan le appoggi il braccio intorno alla vita, le accarezz la guancia con la mano libera e le
sfior le labbra con le sue. Per rispetto nei confronti dei suoi genitori che si trovavano l e di tutto il
resto, avrebbe completato quando fossero rimasti soli.
Finalmente disse sorridendole. Non si trattava soltanto di un saluto ma anche del suo modo di
sperare che tutto andasse bene. Se cos non fosse stato, comunque, sarebbe bastato parlarne.
La suocera, esattamente come sempre, agit in modo dissuasivo le mani, tutte appiccicose, dato
che stava preparando da mangiare. Poi appoggi il braccio sulle spalle di Lisa e la abbracci di lato.
Rimaneva il suocero, che le diede una gentile, quasi cameratesca, pacca sulla spalla chiedendole
se voleva qualcosa da bere. Lui si sarebbe concesso un goccetto di whisky, ma in casa c'era anche del
vino che era andato a comprare al monopolio di stato per gli alcolici a Norrtlje secondo le istruzioni
della sua cara mogliettina. Un cartone di bianco e uno di rosso, cos nessuno sarebbe stato costretto a
vivere di stenti nel fine settimana.
A quel punto arriv anche Ella che abbracci la gamba della sua mamma facendo schioccare le
labbra per simulare tanti baci.
Chiss quando imparer a tenere il broncio come noi adulti, pens Lisa.
Cena in campagna nella casa di villeggiatura che la famiglia usava d'estate. La stessa casa dove
sua suocera era cresciuta insieme ai genitori. La stessa casa che i suoi suoceri avevano rilevato quando i
loro figli erano ancora piccoli.
Un'altra cena a base di aringhe fritte in carpione, le aringhe pescate da Ella e dal nonno, carr di
maiale al forno, maiale fornito dal vicino che viveva sull'isola tutto l'anno in una piccola fattoria a un
paio di chilometri di distanza dove la famiglia Eriksson andava a comprare mezzo animale per Natale,
e torta di mele con panna montata e crema alla vaniglia, che Ella aveva avuto il permesso di preparare
insieme alla nonna, aiutandola a lavorare la panna per farla diventare sufficientemente dolce e non
troppo liquida.
Una classe media zelante e premurosa che si prendeva cura delle proprie tradizioni, soprattutto
di quelle legate ai fine settimana quando era pi facile decidere come vivere? No, pens Lisa, si
trattava di un comportamento che aveva radici pi profonde. Che era parte delle pareti di quella casa e
delle teste di quelli che ci abitavano, come era stato per le generazioni precedenti. Lei non avrebbe mai
potuto trascorrere in quel modo la propria esistenza.
Che bello essere finalmente qui in campagna! esclam con un bel sorriso in direzione della
suocera, che aveva le guance rosse come i bambini per via del calore che si sprigionava dai fornelli, e
del suocero, che per vincere il solito temporaneo imbarazzo emotivo si stava versando una dose troppo
generosa di whisky.
Proprio quando stavano per mettersi a tavola, Wiklander l'aveva chiamata al cellulare
liberandola per un po' da quell'idillio familiare in cui ci si aspettava che lei passasse i due giorni
successivi.
Tra poco  pronta la cena disse Lisa. Ti concedo dieci minuti. Il resto lo discuteremo questa
sera.
Me ne bastano cinque.
Bene disse Lisa. Poi sorrise come per scusarsi a Johan, a Ella e ai suoi suoceri e spar in
soggiorno.
Segreto sussurr Ella portando un dito alle labbra. La mamma deve parlare di qualcosa di
segreto con uno che lavora con lei. Credo che venga dall'Africa.
Wiklander non credeva alle premonizioni. E diffidava delle coincidenze, di cui era solito parlare
il loro vecchio capo, anche se aveva una posizione personale pi liberale di quella di Lars Martin
Johansson. Ma questa volta, probabilmente, persino l'uomo che riusciva a vedere dietro gli angoli
avrebbe dovuto ammettere l'eccezione che confermava la regola, il fatto che le coincidenze potevano
produrre strani risultati.
Bergling, la spia, la talpa, era stato arrestato nel 1979. Non dai suoi colleghi svedesi, ma dai
servizi di sicurezza israeliani, il Mossad. Aveva vuotato il sacco nello scantinato dove lo avevano
interrogato e loro, anzich sparargli, lo avevano messo su un aereo diretto a Copenaghen. Gli avevano
persino detto che era libero di andarsene.
Bergling si era scolato numerosi bicchieri di whisky durante il volo, ringraziando la sua buona
stella che evidentemente non lo aveva abbandonato. Quando era atterrato a Copenaghen per cambiare
aereo e tornare a Stoccolma, la Spo e i colleghi danesi erano l ad aspettarlo. Il verbale
dell'interrogatorio con la sua confessione completa era stato mandato dal Mossad all'intelligence
svedese prima ancora che lui fosse partito dall'aeroporto di Tel Aviv.
Sempre nel 1979 era stato condannato all'ergastolo per alto tradimento e spionaggio. Otto anni
dopo era scappato insieme alla sua terza moglie sfruttando un permesso che gli era stato concesso, e
aveva cercato rifugio presso il suo datore di lavoro a Mosca, che aveva procurato loro il denaro per la
permanenza, una residenza e due nuove identit.
Quando, pochi anni pi tardi, il vecchio impero sovietico era crollato, lui e la moglie avevano
lasciato la Russia e si erano trasferiti prima in Libano, poi in Israele, infine in Ungheria dove erano
rimasti fino al 1994. Dopo di che, per via delle sue gravi condizioni di salute e del lungo periodo di
lontananza, i due erano tornati volontariamente in Svezia dove lui era stato ricondotto in carcere a
finire di scontare la condanna all'ergastolo. Tre anni dopo aveva ottenuto la libert condizionale, ma tra
le clausole c'era anche quella che prevedeva che sarebbe stato il suo vecchio datore di lavoro a
decidere dove sarebbe andato ad abitare.
 cos prosegu Wiklander che  finito in un piccolo appartamento nel quartiere di
Frslunda a Eskilstuna. Se vuoi la mia opinione, credo che alcuni dei nostri colleghi avessero un
estremo bisogno di fargliela pagare, e credo che a fare in modo che questo avvenisse sia stato Lars
Martin. Era solito dire che, se avesse potuto decidere, avrebbe fatto bollire Bergling in un pentolone di
colla. S, sai benissimo anche tu come si esprimeva quando era di buon umore.
Gli piaceva stare l? A Frslunda, intendo dire.
Secondo Wiklander, Bergling aveva corrisposto perfettamente alle aspettative di Johansson e
infatti negli anni successivi, ogni volta che ne aveva avuto la possibilit, aveva ripetuto ai media locali
che la sua era una situazione molto difficile. Una misera esistenza in un ghetto somalo fatto di cemento
armato dove tutti a parte lui erano drogati, alcolizzati, criminali e oltretutto negri.
Non dev'essere stato facile comment Lisa.
No, a suo dire il carcere di massima sicurezza di Kumla era un luogo di villeggiatura se
paragonato a Frslunda.
Per quanto tempo ha abitato l?
Per quasi dodici anni. Qualcuno in pi di quelli trascorsi dentro, mentre scontava la sua pena.
Alla fine le sue condizioni di salute erano tali per cui  stato trasferito all'ospedale di Stoccolma dove 
morto, qualche anno fa. Ma immagino che tu conosca gi quella parte della storia.
S rispose Lisa.  sopravvissuto a Lars Martin, pens. Per parecchi anni.
Personalmente non credo ai segni premonitori, come ti dicevo. Tu, Lisa?
Neanch'io. Non credo affatto che si tratti di un'indicazione di Nostro Signore. Penso che sia
molto pi semplice di cos.
Cosa intendi dire?
Penso che sia Lars Martin che si  fatto sentire dall'aldil per comunicarci che c' una talpa tra
noi.
Qualcosa di eccitante? chiese Johan con aria innocente quando lei torn a tavola. Qualcosa
di cui non puoi parlare?.
S rispose Lisa. Si  fatto sentire il mio vecchio capo. Soltanto per farmi avere
un'informazione. Gli sembrava importante.
Rieccoci, pens, sentendosi di colpo inspiegabilmente euforica.
44.
La prima sera in campagna termin in modo decisamente migliore rispetto a come era iniziata.
L'ultima cosa che Ella aveva fatto prima di addormentarsi era stata abbracciare la sua mamma e darle
un bacio, poi Lisa e Johan erano andati a letto ed erano rimasti a parlare per quasi due ore.
Era stata Lisa a cominciare, come avviene spesso quando si  sdraiati e si pensa ad alta voce.
Era successo qualcosa al lavoro. Qualcosa di cui non poteva assolutamente parlare, in particolare con
suo marito.
Non hai bisogno di aggiungere altro comment Johan. La Spo ha avuto una soffiata, un
gruppo di deficienti ha in mente di far saltare in aria Rosenbad con dentro tutto il governo, e mia
moglie deve fare in modo che la cosa non riesca.
Per esempio disse Lisa. Hai mai preso in considerazione l'ipotesi di...
No la interruppe Johan. Se dovessero licenziarmi dall'istituto cinematografico, piuttosto
andrei a friggere hamburger in un fast food della catena Max o ad assistere gli anziani in una casa di
riposo. Non mi passa proprio per la testa l'idea di vivere come Alice nel paese delle meraviglie.
Comunque, grazie per l'offerta.
Sei in grado di reggere una domanda a bruciapelo? domand Lisa.
Proviamo rispose Johan. Se non dovessi farcela, lo noteresti subito.
Come fai a sopportarmi?
Per l'unica ragione davvero valida. Perch la amava.
Comunque non si tratta di questo dichiar Johan.
E di cosa, allora?
Si tratta di te. In questo momento hai la mente totalmente assorbita da qualcosa che  cos
maledettamente sgradevole da permetterti a stento di pensare ad altro, a prescindere dal fatto che questo
qualcosa sia vero o no.
Sai, Johan? Sei cos buono e saggio che ti ammazzerei.
Tutti abbiamo i nostri difetti e le nostre difficolt. Persino tu, Lisa.
Fammi qualche esempio.
Certo. Ce n'erano parecchi e dovendoli elencare con ordine si poteva iniziare dalla sua
inconcepibile scelta professionale. Il fatto che una persona come lei, con le risorse mentali ed
economiche per scegliere liberamente, avesse deciso di diventare una poliziotta. Una scelta che, stando
a quanto lei stessa aveva affermato soltanto un paio di giorni prima, non le faceva bene e non faceva
bene nemmeno alla sua relazione con lui e con la loro figlia.
Magari mi piace sbattere la gente in gattabuia comment Lisa.
Johan non credeva che si trattasse di quello. I motivi erano altri, per esempio l'influenza
esercitata precocemente da sua madre. La passione per lo sport che aveva ereditato ed esercitato prima
da bambina e poi da adolescente. La volont di andare a fondo delle cose e una sorta di visione
romantica del corpo di polizia a cui sia la madre sia lei avevano dedicato la vita. E pi di tutto, forse, le
tantissime amiche poliziotte, che pur essendo donne erano forti nel modo tradizionalmente riservato
agli uomini. Se c'era qualcosa che non le piaceva, era proprio sbattere dentro la gente.
Okay disse Lisa. Accetto tutto. La domanda  cosa devo fare.
Potresti cominciare a riflettere sulla questione rispose Johan. Fai una specie di elenco di
provvedimenti da prendere. Cos potrai spuntarli uno per uno. Con quel tuo modo compulsivo di
comportarti.
Non hai altro, di pi personale magari?
S disse Johan. Sai essere maledettamente insolente quando qualcosa non ti va a genio. In
quella maniera amabile, cortese e compita che sono capaci di esibire soltanto le persone pi arroganti.
Male comment Lisa. Inoltre penso di aver cominciato a sbevazzare. Questa settimana, per
esempio, mi sono data al vino e allo champagne.
Adesso non cercare di eludere il problema cambiando argomento. Tra l'altro, sei la persona
meno credibile come alcolista.
Hai qualcos'altro da aggiungere? Qualcosa su cui io possa riflettere.
Sei un po' distante, forse. Distaccata, come si diventa quando non si vuole parlare di cose
difficili. O si preferisce decidere da soli.
Questa  integrit.
No rispose Johan. Cos' successo alla falena? Quella che si brucia le ali facendo
consapevolmente una scelta sbagliata?
S. Che ne  stato? Il fatto che tu abbia ragione non rende le cose pi facili, sai.
No, neppure per me. Ma per me  fantastico parlarne, come lo  per te stare ad ascoltare.
Allora avrei una proposta disse Lisa.
S?
Parliamo invece di qualcosa che non piace a nessuno dei due?
Tipo? Gli idioti politicamente corretti? L'inquinamento ambientale? Il razzismo crescente? Le
enormi ingiustizie relative alla ripartizione delle risorse mondiali?
No, non questo. Chi se ne frega. Io pensavo alle abitudini alimentari di Ella. Al cibo che le
fanno ingoiare in continuazione mia madre e tua madre. Comincia ad avere l'aspetto di una maialina
golosa. Dobbiamo intervenire.
Finalmente disse Johan. Finalmente questa comincia ad assomigliare a una normale
conversazione. Che non facciamo da sei anni.
Sette precis Lisa. Proposta. Io parlo con tua madre e tu fai altrettanto con la mia. Che ne
dici? Credo che avrebbe pi effetto.
Brillante comment Johan. Non hai mai pensato di dedicarti...
No rispose Lisa scuotendo la testa. Da vecchia poliziotta preferisco le azioni cruente. Fare la
terapeuta? Parlare di relazioni umane? Figuriamoci. Un bel manganello e li neutralizzi tutti. E cosa c'
di male in un po' di azione?
Anch'io ho una proposta. Per sul piano del dialogo. Anche perch comincio a sentirmi un po'
stanco. Che ne diresti di concludere in modo morbido, leggero?
Sparlando della gente che conosciamo?
S, di tutti. Familiari, buoni amici, anche solo normali conoscenti se non troviamo niente di
meglio.
Ti amo, Johan disse Lisa. Sei cos buono, sai essere davvero umano.
Oltretutto ho una vera chicca da sottoporti. Mia madre mi ha detto che domani ci raggiunger
la mia cara sorellina, con quello spilorcio di pseudoconsulente di suo marito e i loro due figlioletti che
sembrano gi seguire le orme paterne.
 vero?
Verissimo, secondo Johan. Cinque minuti dopo, mentre stava esponendo in modo prolisso e
sconnesso il motivo per cui non le piaceva sua cognata e non ne sentiva la mancanza, Lisa si
addorment.
45.
Non ogni giornata trascorsa in campagna era una brutta giornata. Non lo era, per esempio, un
sabato di met maggio in cui si poteva fare colazione in cucina insieme al proprio marito, che aveva gi
preparato tutto, e alla propria figlia, che non piagnucolava n faceva i capricci, anzi era felice e
appagata al pensiero di tutto quello che la aspettava. Nessun obbligo familiare pressante che potesse
rovinare l'atmosfera, dato che la suocera era gi in azione in giardino e il suocero stava svuotando del
bottino tutte le reti da pesca che davano contenuto e significato a una parte decisamente grande della
sua vita.
Sazi, soddisfatti e felici al punto giusto, sotto un cielo che faceva presagire l'arrivo imminente
dell'estate, mamma Lisa, pap Johan e la piccola Ella decisero di fare una passeggiata nei boschi per
respirare l'aria fresca. Lisa e Johan avrebbero anche potuto parlare di quello che stava succedendo e di
quello che sarebbe successo, senza pensare a niente di speciale. La loro figlia saltellava l intorno
agitando un cesto di vimini che aveva preso in prestito dalla nonna per raccogliere la cacca degli alci,
che poi la nonna avrebbe usato per concimare i suoi cespugli di frutti di bosco in modo che Ella, la sua
mamma, il suo pap e tutti gli altri membri della famiglia potessero mangiarne la marmellata e berne il
succo per tutto l'autunno, addirittura fino a Natale.
La vita in campagna disse Johan.
Non aggiungere altro rispose Lisa.
Perch i lamponi mangiano la cacca degli alci, mamma?
Sicuramente pensano che sia buona.
S, ma non quella delle persone. Quella puzza di scoreggia.
S, che schifo disse Lisa annuendo. Non si parla di cacca con un bambino di cinque anni,
pens.
Quando Lisa, Johan ed Ella rientrarono dalla passeggiata, la famiglia Eriksson era cresciuta di
quattro membri. La sorella di Johan, Madeleine, che aveva due anni meno di lui, e suo marito, che
aveva dieci anni pi di lei, con i loro due figli, i gemelli Markus e Jacob, che avevano quattro anni ed
erano gi in sovrappeso.
A Lisa non piacevano n la cognata n il cognato, problema che di solito risolveva mostrandosi
estremamente amabile nei loro confronti. Per questo esord con un grande sorriso, baci su entrambe le
guance entrambi i cognati e complet l'operazione facendo il suo dovere di zia, ovvero accucciandosi e
accarezzando i bambini.
Che bello vedervi sintetizz, sempre sorridendo a tutti quanti.
Altrettanto, Lisa cinguett sua cognata sorridendo a sua volta con i denti bianchi e gli occhi
vigili.
I nuovi arrivati si erano accomodati davanti al capanno degli attrezzi che si trovava dietro la
grande casa, e stavano osservando il padrone di casa, l'ingegnere in pensione Gunnar Eriksson, che
puliva il pesce preso quel giorno. Un uomo evidentemente soddisfatto, che con una delle sue numerose
reti aveva pescato una trota di mare di quasi cinque chili. La prima dell'anno. Sarebbe stato
praticamente impossibile avere qualcosa di meglio per il pranzo. La moglie era in cucina, intenta a
preparare la sua maionese fatta in casa che era assolutamente obbligatoria con la trota pescata dal
marito e cotta al forno.
Non capita spesso di pescare un salmone constat il genero, Nils. Non ricordo...
Questa  una trota di mare, salmo trutta trutta precis Johan. Se ne pescano varie. Invece il
salmone, salmo salar,  insolito. Se ne pescano al massimo tre esemplari all'anno.
S,  quello che ho appena detto sottoline Nils.
Lascialo stare, Nils intervenne Lisa dando una pacca sulla spalla al cognato. Johan non  un
saputello qualunque.  della peggior specie, uno di quelli che hanno sempre ragione.
Cosa che non deve risultare cos difficile quando  la persona in questione a decidere
l'argomento concord Nils, allontanandosi nel modo pi discreto possibile dalla cognata dato che non
amava che la gente lo toccasse.
Tutto si svolse come al solito, quando i nove componenti della famiglia Eriksson si
incontravano in campagna e trascorrevano insieme il fine settimana. Prima Ella si allontan con i
cuginetti per mostrare loro in che modo si dava da mangiare la cacca di alce ai lamponi, e anche per
mangiucchiare di nascosto alcuni dei dolcetti ricevuti quel sabato, secondo la tradizione. A distanza di
sicurezza dagli occhi dei genitori.
Poi, quando fu il momento di cenare, Markus e Jacob si rifiutarono di assaggiare il pesce. Il
pesce del nonno faceva schifo. Invece gli hamburger della nonna erano buonissimi. Specialmente se
accompagnati dalle patatine. Il pap minacci di metterli in castigo e di requisire i dolcetti del sabato,
ma la nonna, maestra d'asilo in pensione, giunse a un compromesso portando in tavola gli avanzi del
carr di maiale del giorno prima. Lisa intanto aveva colto al volo l'occasione e aveva declinato l'offerta
di birra, vino e acquavite, spiegando che doveva alzarsi presto.
Mentre Ella si abbuffava dell'ottima trota del nonno e Markus e Jacob spilluzzicavano il carr
di maiale, i loro genitori avevano parlato di tutto quello di cui  normale parlare prima di passare a ci
che conta veramente, come succede quando c' un'agenda segreta.
Non avendo mandato gi la faccenda della trota di mare, Nils riusc a fatica ad aspettare che il
suocero finisse di esporre le previsioni meteorologiche per l'estate prima di uscirsene con un commento
che voleva essere di politica culturale e profetizzava che il settore cinematografico si stava avviando a
una morte precoce. Nuove tecnologie, molto semplicemente. Nel prossimo futuro chi avesse desiderato
andare al cinema avrebbe dovuto fare visita all'unico esemplare rimasto, conservato al museo in
ricordo dei tempi andati.
Johan si rifiut di abboccare all'amo. Era perfettamente d'accordo, d'altra parte era impossibile
pensare a una sfida pi eccitante di quella rappresentata dalle nuove tecnologie che avrebbero
rivoluzionato anche il settore della cinematografia.
Be', sfida obiett il cognato che evidentemente non voleva mollare anche se la partita era gi
persa. Credo che tu e tutti gli altri personaggi del mondo della cultura dobbiate prendere in
considerazione il fatto che la trasformazione sar molto dura.
Vorr dire che mi cercher un'altra occupazione rispose Johan alzando serenamente le spalle.
E magari diventer uno di quelli che si occupano di conti e di soldi.
Perch non tornare a fare la guardia giurata, piuttosto? domand la sorella. A proposito, non
 cos che vi siete conosciuti tu e Lisa? In quel gabbiotto al quartier generale della polizia di stato, a
Kungsholmen.
 ora di tappare la bocca sia all'economista sia alla cognatina, pens Lisa.
Cosa pensi del settore farmaceutico, Nils? domand Lisa con un sorriso innocente. Faccio
parte del consiglio d'amministrazione della fondazione della mia famiglia, che ha molte azioni della
Pfizer. E mi sono convinta che anche l possano annidarsi dei rischi.
Il cognato abbocc immediatamente. Secondo lui era proprio il contrario. Si trattava di una
delle societ pi solide al mondo, a lungo termine, con un programma di ricerca che comprendeva tutti
i bisogni possibili e immaginabili della consolidata classe media occidentale, che diventava sempre pi
numerosa, pi vecchia e pi ammalata. Un settore che non subiva oscillazioni congiunturali e una
societ che rappresentava una scelta scontata, indipendentemente dal concorrente a cui la si voleva
paragonare.
E non bisogna dimenticare il rendimento oltre il quattro per cento concluse Nils
appoggiandosi allo schienale e sottolineando quello che aveva appena detto con un cenno deciso del
capo.
Quattro per cento ripet Lisa. Non dovrebbe essere impossibile trovare qualcosa di pi
redditizio.
Non a lungo termine. Non con la stessa garanzia di investimento. Inoltre, c'erano limitazioni di
carattere giuridico per le fondazioni.
Ho avuto il piacere di parlarne con tuo padre, a quella meravigliosa festa di famiglia a
Baden-Baden a cui ci aveva invitati quando ha compiuto settant'anni.
Pensi alle opzioni che la Pfizer ha emesso a suo nome e che lui ha trasferito alla fondazione, e
che non si possono pi vendere?
Devo parlare con il mio papino, pens Lisa. Come diavolo gli  venuto in mente di discutere di
cose cos delicate con un tale imbecille? Se lo aveva fatto davvero. Nils poteva anche esserselo
inventato per darsi un tono.
S. Credo che la Pfizer non apprezzerebbe un gesto del genere da parte del suo vecchio
responsabile della ricerca.
No,  chiaro convenne Lisa. Io per pensavo alla possibilit di trovare qualcosa di pi
eccitante dal punto di vista del rendimento. In fin dei conti si tratta di circa ottanta milioni all'anno.
Ottanta milioni ripet Nils. S, in effetti sono parecchi soldi.
Certo che devi sembrare proprio strana, pens Lisa prima di decuplicare gli ultimi risultati
annuali della fondazione della famiglia Mattei. Era arrivato il momento della stoccata finale.
Di euro precis. Non so quanto valga esattamente un euro, ma dovrebbe essere sulle otto o
nove corone svedesi. S, euro, stiamo parlando di una fondazione tedesca.
Nove e sessanta disse Nils che sembrava un impresario di pompe funebri alle prese con il
tentativo di consolare una persona in lutto.
Un bel gruzzoletto conferm Lisa. E di solito non lo ripartiamo.
Dev'essere molto comodo avere tutto quel denaro comment la cognata.
Sembri felice come tuo marito, pens Lisa. Mi chiedo quando implorerete piet.
S, certo disse stringendosi nelle spalle. Si risparmia parecchio tempo non dovendo pensare
sempre ai soldi.
Per il resto della cena chiacchierarono di altre cose che non riguardavano la famiglia e non
tornarono pi sull'argomento denaro. A tratti rimasero addirittura in silenzio, secondo l'adagio che dice
che a tavola non si parla, e quando il suocero di Lisa chiese se qualcuno voleva del cognac con il caff,
o magari un bicchierino di liquore, tutti gli altri scossero il capo.
I bambini avevano gi avuto il permesso di alzarsi. Ella si era fiondata nella camera da letto dei
nonni per godersi in santa pace i dolcetti del sabato e leggere ai cuginetti, che si era portata dietro, una
fiaba presa dal libro che le aveva regalato il nonno materno, Ferdinand, che aveva lo stesso nome del
toro gentile del cartone animato che lei come tutti i bambini vedeva sempre la vigilia di Natale.
Nils ringrazi la suocera per l'ottimo cibo, ma non approfitt del caff. Lui e la moglie si
sarebbero concessi una passeggiata, dato che una volta tanto avevano il tempo per farlo e una
baby-sitter che si sarebbe presa cura di Markus e Jacob.
Io pensavo di leggere un po' disse Lisa. Ho fatto una passeggiata con Johan questa mattina.
E cos vi libero della nostra presenza. Sicuramente non vi mancheranno argomenti di conversazione,
pens.
E tu, Johan? Aiuti Gunnar a pulire le reti da pesca? domand Nils.
No rispose Johan sorridendo gentilmente e appoggiando un braccio sulle spalle del cognato.
Do una scorsa alle offerte di lavoro sul Dagens Nyheter. Nel caso.
Dopo aver messo a letto Ella, Lisa e Johan riassunsero la seconda giornata trascorsa nell'alveo
familiare. Una conversazione sussurrata, perch in quella casa si sentiva tutto e la camera di Madeleine
e Nils era a un paio di pareti di distanza. Johan, alquanto euforico, cit una qualit della moglie che
evidentemente aveva dimenticato durante la conversazione della sera precedente. Lisa non era soltanto
insolente e distaccata. Sapeva anche essere spietata.
Non mi  andato gi quello che ha detto tua sorella, di te e di me rispose lei. E comunque
non sono cose che la riguardano.
Cos hai aggiunto uno zero al consuntivo della fondazione per sputtanare la mia sorellina e il
suo contabile.
S disse Lisa. Evidentemente sono una persona malvagia.
Per ti sei dimenticata di precisare che le uniche persone che non vedranno un soldo della
fondazione della famiglia Mattei sono quelle che fanno parte della famiglia Mattei.
Cosa vuoi che sia quando si  perfidi come me.
No disse Johan. Tu sei una brava persona, che per non si lascia coprire di merda da
nessuno. Mia sorella  di una razza pi complicata. Viziata, la principessina di famiglia, con un
mucchio di ambizioni sociali che n lei n Nisse saranno mai in grado di soddisfare. Indipendentemente
dagli studi di economia in un'universit privata e dal lavoro in banca e da tutto il resto. Cosa le rimarr
alla fine? L'invidia. Basta guardarla. La sta gi divorando dall'interno.
S, che tua sorella non stia bene sono in grado di vederlo persino io.
Poi ci siamo io e te. Un fratello che fa la guardia giurata e studia un mucchio di cose strane
all'universit. Che non ha mai messo piede in un'universit privata. D'altra parte, con i voti che avevo
potevo a stento passare davanti a quello in cui ha studiato Nils, in Sveavgen.
Be' comment Lisa. Non  poi cos strano, eri quasi sempre al cinema.
Quando ho detto che avevo conosciuto una poliziotta, Madde era contenta. Per me. Un'agente
di polizia era davvero un pessimo acquisto per una guardia giurata che passava molto tempo in palestra
e credeva di poter sbarcare il lunario imparando tutto quello che c'era da imparare su Stanlio e Ollio.
Quando ha capito che non si trattava di una qualsiasi poliziotta, per, ha accusato il colpo, e quando ha
saputo chi era tuo padre ha subito una vera e propria catastrofe. Mi chiedo quante ore abbia dedicato a
cercare informazioni su Google. Di nascosto.
Un'accusa di stalking nei confronti della mia cara cognata.
S. Non  certo una bella cosa che le importi solo delle persone come tuo padre.  nata cattiva?
Non credo. Semmai ha commesso un errore. Mia sorella  ancora una bella donna. Ha trentatr anni.
Non  gi vecchia. Ma  sposata con un uomo che ha dieci anni pi di lei e guadagna pi o meno
quanto me. Cosa credi che succederebbe al povero Nisse, se lei trovasse qualcosa di meglio? Se si
imbattesse in uno come tuo padre? Lei ci si tufferebbe immediatamente, venderebbe i suoi due
figlioletti cicciottelli al miglior offerente o anche li regalerebbe, lascerebbe addirittura a Nisse la
villetta a schiera a Vllingby. Purch lui non si facesse pi sentire.
Per non  una persona cattiva. Non riesco a inquadrarla.
S, mi rendo conto di quanto sembri strano. All'inizio non era cos, no. Ma le cose non hanno
funzionato.
Che ne diresti di cambiare argomento?
Tenendo conto che stiamo parlando della mia sorellina, va bene.
Che ne diresti di smettere di sussurrare e di fare un po' di sesso ad alto volume?
Che ne diresti di aspettare fino a domani? E di mettere in atto quella variante che mi eccita?
Che ne diresti di tornare domani in citt, dopo la colazione?
Pensavo di proportelo. Ti lascio al lavoro e mi occupo della cena e di tutto il resto.
No rispose Lisa. Perch dovrei andare a lavorare? Di domenica? Che ne diresti di pranzare
da Ulla Winbladh e poi di andare a Skansen? Ho promesso a Ella di portarla a vedere gli orsi.
Brillante comment Johan.
Allora  deciso disse Lisa.
Cos potr guardarmi intorno senza farmi vedere, pens.
46.
Fecero colazione dopo che Ella si era alzata e vestita. Con un po' di muso, come capitava
spesso al mattino, e vagamente assente. Dopo i cereali, lo yogurt e mezzo bicchiere di succo d'arancia,
per, era pronta per partire. La suocera era fuori in giardino e il suocero stava tirando su le sue reti
come sempre, o forse stava gi buttando quelle nuove. I cuginetti di Ella dormivano ancora e, a quanto
pareva, lo stesso facevano i loro genitori, dato che non erano scesi per la colazione. Oppure fingono di
dormire per evitare di cominciare la giornata vedendo proprio me, pens Lisa.
In macchina Ella tir fuori il regalo del buon nonno Ferdinand e si mise a leggere una fiaba
mattutina ai bambini del libro, ma a met strada si addorment di colpo mentre con la sua vocina
infantile esortava i piccoli ascoltatori a essere molto molto molto buoni con tutti gli animali.
Strano disse Johan. Quando la mettiamo in macchina si addormenta subito, anche se  solo
un po' stanca. Per  vero, ha cinque anni.
Speriamo che funzioni anche quando sar adolescente comment Lisa. Se si arrampicher
sulle pareti perch non avr avuto il permesso di stare fuori tutta la notte, ci baster legarla al
seggiolino, farle fare un giro fino a Djurgrden, riportarla a casa e metterla a letto.
Il libro tedesco disse Johan che sembrava avere la testa da un'altra parte. Quello che le ha
regalato Ferdinand per Natale. Quello senza testo, cos i bambini leggono le fiabe basandosi sulle
immagini anche se non sanno leggere perch sono troppo piccoli. Non ho capito esattamente il
ragionamento che c' dietro.
Allora te lo spiego rispose Lisa.
L'autrice di quel libro era una famosa psicologa che aveva un programma tutto suo alla
televisione, nel corso del quale dava consigli sulla vita di coppia. Aveva pubblicato romanzi per donne
adulte, e un libro di fiabe per bambini che non avevano ancora imparato a leggere.
Stando a ci che era scritto, in tedesco, sul retro della copertina, due erano le idee alla base del
libro di fiabe. La prima era quella di ribaltare totalmente il procedimento classico trasformando
l'ascoltatore in un narratore, supportando la creativit naturale del bambino ed educandolo
precocemente a pensare al di fuori dei soliti schemi mentali. La seconda idea era quella di aiutare i
bambini piccoli a imparare a leggere. Ricorrendo alle loro parole riferite alle immagini contenute nel
libro, avrebbero colto i nessi tra la descrizione e quello che era alla base della descrizione, e questo
avrebbe reso pi semplice la lettura.
Ecco perch non ci sono testi.
S conferm Lisa. Il punto  che il normale fruitore passivo, per esempio Ella, viene
trasformato in un fruitore attivo che racconta ai bambini raffigurati nel libro quello che succede e
spiega quello che devono fare per gestire la situazione nel migliore dei modi.
Adesso capisco disse Johan. Ecco perch la nostra gi incantevole figlia si comporta
abitualmente come se stesse ammonendo i bambini del libro di fiabe.
S, molte illustrazioni descrivono situazioni difficili, ma se vai alla pagina successiva trovi le
indicazioni su come comportarti nell'illustrazione che descrive la nuova situazione, nella quale il
problema  stato risolto in modo esemplare.
Semplice pedagogia tedesca constat Johan annuendo. Davvero, per inventarsi una cosa del
genere bisogna essere tedeschi.
Certo, e io che sono per met tedesca ho capito immediatamente concord Lisa. Anche se
mi sembra che ai miei tempi i messaggi fossero pi chiari. Quando avevo l'et di Ella, la nonna
paterna, Aurore, mi regal per il mio compleanno un grande classico tedesco della letteratura per
l'infanzia, Pierino il Porcospino. La prima edizione, pubblicata a met dell'Ottocento.
Di cosa parla? I libri per bambini non sono mai stati il mio forte.
Secondo te?
Niente che abbia a che fare con il sesso, vero?
Quasi quasi mi fai preoccupare. Comunque, nel libro si parla dell'importanza di curare la
propria igiene personale. Lavarsi, tagliarsi le unghie eccetera. Se tu, per esempio, come purtroppo fa
Pierino il Porcospino, non ti tagli le unghie, arrivano gli adulti e ti tagliano le dita. Pi chiaro di cos
non si pu. Leggilo.  nel mio studio, nella libreria. Oltretutto le immagini sono molto belle. Un
esperto di cinema come te sicuramente non si far sfuggire il loro significato.
Non vedo l'ora. Senza dita, senza unghie. Il bello  proprio quello.
Lisa, Johan ed Ella trascorsero il resto della mattina all'interno del loro piccolo contenitore
familiare senza porsi troppe domande. Fecero una passeggiata a Djurgrden e si fermarono all'altezza
del ponte pedonale, in Strandvgen, in modo che Ella potesse dare da mangiare alle anatre. Pranzarono
al ristorante, da Ulla Winbladh, poi proseguirono fino a Skansen per guardare gli orsi che si erano
svegliati.
Ella era di ottimo umore, parlava ininterrottamente mentre saltellava intorno ai suoi genitori.
Per niente simile a Pierino il Porcospino a cui avevano tagliato le dita perch non si era tagliato le
unghie.
Tornando verso casa passarono davanti al palco all'aperto a Solliden. Era completamente
deserto, abbandonato, non c'era anima viva nelle vicinanze, tutto era tranquillo e pacifico. Neanche il
minimo segno di quello che potrebbe succedere tra venti giorni, pens Lisa.
Da luned 18 maggio a domenica 24 maggio
La caccia al costruttore di bombe e alla sua donna
La fase iniziale
47.
Luned 18 maggio Lisa doveva incontrare il gruppo investigativo, ma gi un'ora prima
dell'inizio della riunione, quella mattina, era seduta alla scrivania nel suo ufficio. C'erano cose su cui
aveva bisogno di meditare con l'aiuto di carta e penna.
Stando alle informazioni ricevute dai servizi di sicurezza inglesi, Abbdo Khalid progettava di
compiere un attentato suicida durante le celebrazioni che si sarebbero tenute a Skansen, a Stoccolma, in
occasione della festa nazionale.
Come faccio a esserne certa?, pens Lisa mentre sul foglio, in alto a sinistra, tracciava un uno.
I risultati delle loro indagini erano davvero esigui. In sintesi, si trattava di pochi elementi.
Cinque giorni prima, la mattina di mercoled 13 maggio, sfuggendo alla loro sorveglianza al volante
della sua macchina, Abbdo Khalid aveva fatto un giro della durata di circa tre ore a poche decine di
chilometri dalla villetta dove risiedeva, a Eskilstuna. Lei e i suoi colleghi non avevano idea di cosa
avesse fatto una volta arrivato a destinazione.
Dal collega inglese avevano saputo di un sms inviato da un mittente sconosciuto e ricevuto da
Abbdo Khalid poco dopo le sette di quella mattina. Un primo sms, a cui lui aveva risposto dopo pochi
minuti, era stato ricevuto luned 11 maggio. In entrambi i casi si poteva pensare a qualcuno che
intendeva avvisarlo che la Spo aveva cominciato a tenerlo sotto controllo. Come faccio a esserne
certa?, pens Lisa. Lo sono perch lo dice il collega inglese.
Quello che invece sapeva lei era che i due messaggi e le due risposte relative erano stati inviati
negli orari e nei luoghi indicati dall'inglese. E che anche il contenuto corrispondeva. Lo avevano
confermato i controlli effettuati sul traffico telefonico. Lei non sapeva nient'altro. N chi li avesse
mandati, n di cosa si trattasse in realt, n se fosse stato Abbdo Khalid a rispondere a entrambi. Non
poteva neppure escludere che Alexander stesse cercando di ingannarla. Ma perch dovrebbe farlo?,
pens.
C'era poi la mail che Abbdo Khalid aveva inviato al suo tutor all'universit di Manchester per
comunicargli che non era in grado di tornare in tempo per l'inizio del nuovo semestre. Suo padre era
ammalato e aveva bisogno della sua presenza, o forse era lui ad avere faccende pi importanti e
decisamente peggiori da sbrigare. O magari voleva solo trascorrere qualche giorno in pi insieme alla
sua famiglia, scegliendo la strada pi semplice e inventando un padre ammalato.
Erano stati i suoi collaboratori a raccogliere quell'informazione. Ma non c'era altro di decisivo
o almeno rilevante su cui puntare il dito. Non un segno di inquietudine da parte di Abbdo o di quelli del
suo ambiente, non un segno di stress, nessuna abitudine modificata, n sua, n della sua famiglia, n
delle persone con cui erano in contatto grazie ai cellulari e ai computer.
Niente, pens Lisa prima di telefonare a Wiklander per chiedergli se poteva passare subito da
lei.
Due minuti dopo, erano seduti alla scrivania di Lisa, uno da una parte e l'altro dall'altra.
Ho riflettuto un po' sulle nostre indagini esord Lisa. Che ne dici di cominciare a escludere
tutto quello che non  pertinente?
Stai pensando al povero Bergling, che il nostro vecchio capo aveva fatto mandare in esilio a
Frslunda? Non credo che Johansson abbia trascorso notti insonni per quel motivo.
Neanch'io concord Lisa. Bergling era davvero un essere terribile. Ma quello che ti ho detto
al telefono venerd sera era pi che altro un modo di scherzarci sopra. Quindi, addio Bergling.
S disse Wiklander annuendo deciso.
Rimaneva per tutto il resto. Abbdo Khalid era il personaggio che Alexander e i suoi colleghi
sostenevano che fosse? Oppure era innocente, un giovane normale che parlava troppo e forse
frequentava soggetti sbagliati, senza per questo essere un terrorista.
Diciannove giorni alla festa nazionale, diciannove giorni per scoprire come stavano veramente
le cose. Se Abbdo Khalid era carne o pesce. Si trattava di un falco o di una colomba? O forse di uno
squalo che maciullava le sue prede? O magari soltanto di una carpa indolente e flemmatica che si
pasceva sul fondo del proprio stagno tra la vegetazione?
Speriamo che nel corso delle indagini salti fuori qualcosa che ci permetta di procedere
comment Wiklander.
Supponiamo che non vada cos. Che tutto prosegua. Tranquillo e pacifico. Senza segnali di ci
di cui ci ha parlato Alexander.
Bisogner comunque intervenire. Pensando al rischio.
Contro diciassette persone appartenenti alla stessa famiglia disse Lisa. Dalla nonna di
ottantadue anni ai quattro bambini, pi piccoli di mia figlia. Non  una decisione che non vedo l'ora di
prendere.
Lo stesso vale per me. La nostra unica piccola consolazione  che toccher a Lisa Lamm
prenderla.
Non la invidio. E poi c' un problema pratico.
Ti riferisci alla promessa che hai fatto ad Alexander di non procedere senza il suo consenso.
Esattamente. Perch lui possa portare a termine un'altra faccenda prima del nostro intervento.
Se non si far sentire per tempo, o se capiter qualcosa di allarmante prima della festa
nazionale, baster non mantenere la promessa. La Svezia  uno stato sovrano. Noi che facciamo parte
di questa organizzazione dobbiamo tutelare gli interessi svedesi e seguire la legge svedese. Per me
questo non costituisce affatto un problema.
Neanche per me ribad Lisa.
Perfetto, almeno abbiamo un piano concluse Wiklander. C' qualche altra cosa che
dobbiamo discutere prima di incontrare i nostri cari colleghi?
S, c'erano ancora due questioni, secondo Lisa. La prima era che voleva saperne di pi sulla
donna misteriosa del costruttore di bombe, Louise Urqhart. Non soltanto che era bella, ricca, e che si
era messa insieme a uno studente svedese di origine somala che aveva quindici anni meno di lei.
Ho mandato una mail a Calle elencando i punti da chiarire. Ma non si tratta di una forma di
accanimento. Sono solo semplici considerazioni. Vorrei capire cos' che non mi torna in relazione a
quella donna.
E l'ultimo punto? domand Wiklander alzandosi.
Questa storia di Bergling rispose Lisa. Che sia stata depennata, dato che lui  morto e noi
non crediamo ai segni premonitori, non significa per che io abbia abbandonato l'idea di una nuova
talpa.
Quindi vorresti agitare un po' le acque.
S disse Lisa. Pi o meno. Cos potrai smetterla di sprecare il tuo tempo chiedendoti se
quello che dir tra un attimo sar soltanto espressione della mia incapacit di scherzarci sopra.
48.
Nessun volto nuovo. Stesso ordine del giorno. Una Lisa Lamm visibilmente in forma diede a
tutti il benvenuto prima di lasciare la parola a Lisa.
Okay esord Lisa. Pensavo che Linda potrebbe cominciare raccontandoci come vanno le
cose a Eskilstuna e Calle potrebbe proseguire fornendoci ulteriori informazioni su Abbdo e la sua
famiglia.
A Eskilstuna le cose procedevano bene, secondo Linda. Gi la sera prima tutti i suoi uomini
erano al loro posto e a ognuno era stato assegnato un compito. Rimanevano per alcuni problemi di
carattere tecnico.
Potresti specificare? domand Andersson.
Quando sono a casa, trascorrono la maggior parte del tempo all'interno, in particolare le
donne rispose Linda. E tengono le tende tirate.  difficile capire cosa stanno facendo. Non si siedono
fuori, sul prato, a prendere il sole. Quindi, dobbiamo avvicinarci di pi alla villetta, molto
semplicemente.
Quanto alle intercettazioni?
Brutta storia. Peggio delle tende tirate. Riusciamo a sentire una serie di suoni. Lavastoviglie,
lavatrici, radio, televisori, bambini che corrono e gridano. E molti momenti di preghiera. Nessun tipo di
interferenza acustica prodotta consapevolmente a nostro uso e consumo.
Come pensi di risolvere la questione? chiese Wiklander.
 un bel grattacapo rispose Linda. Per me, ma anche per Helena Palmgren e tutti i suoi
militari.
Siamo troppo lontani. Dobbiamo avvicinarci ulteriormente alla loro casa constat Helena
Palmgren. Abbiamo preso in esame la possibilit di ricorrere ad altre soluzioni tecnologiche oltre a
macchine fotografiche, binocoli e normali microfoni direzionali. Per esempio termocamere, motion
detector, amplificatori e altre apparecchiature che possono essere utilizzate anche a una certa distanza.
La cosa migliore per sarebbe nascondere dei microfoni all'interno.
Sembra tutt'altro che facile comment Wiklander.
Faremo del nostro meglio rispose Helena Palmgren. Sicuramente escogiteremo qualcosa.
Hanno cinque macchine continu Linda. Che di solito parcheggiano dentro, di notte. Tre nel
garage, che si trova nel seminterrato della villetta, e due nella costruzione a pochi metri da l, che funge
da garage e da magazzino. Non abbiamo installato nessuna cimice. Avremmo potuto farlo
approfittando delle occasioni in cui sono andati a sbrigare qualche faccenda in citt, ma per ora
abbiamo preferito evitare. Se qualcuno di loro scopre di avere una cimice sotto la macchina, abbiamo
chiuso.
I nostri tecnici stanno lavorando anche a questo intervenne Helena Palmgren. Stanno
cercando un equipaggiamento che possa essere attivato al bisogno ed essere spento in caso contrario. In
modo che non sia facile scoprirlo.
Abbdo Khalid non  soltanto un elettricista,  anche una mamma. Tiene d'occhio tutta la
famiglia dichiar Linda con un sorrisetto di sbieco. Calle ha analizzato il suo curriculum e non  per
niente confortante. Tra l'altro, ha lavorato per pi di un anno come tecnico nella pi grande azienda
produttrice di sistemi d'allarme della Svezia, e gli impianti che ha installato nella villetta non sono di
quelli che si trovano normalmente nelle abitazioni. Sono soluzioni che utilizzano tecnologie sofisticate
pensate per situazioni complesse, con allarmi che reagiscono a movimenti, odori, variazioni della luce,
vibrazioni, e telecamere visibili e nascoste, e ogni tipo di serratura elettronica. Tutto ci che 
immaginabile, insomma.
Non  che Abbdo ha visitato anche questo edificio e ha lasciato qualcosa? domand Lisa.
Questo spiegherebbe un certo numero di cose, pens.
No rispose Lewenhaupt scuotendo la testa. Puoi stare tranquilla, capo.  stato il primo
controllo che abbiamo fatto.
Qualche altro posto interessante?
S, purtroppo disse Lewenhaupt. Abbiamo appena cominciato a spulciare, ma abbiamo gi
trovato un certo numero di istituti finanziari e bancari e di societ informatiche. Aveva pi che altro
clienti di questo tipo.
Nomi interessanti? Se volesse nuocerci sul serio?
Finora tre, che per risalgono a tre o quattro anni fa. L'ultimo periodo in cui ha lavorato per
quell'azienda.
Di quali clienti stiamo parlando? domand Lisa.
L'aeroporto di Skavsta, a Nykping. Il sistema di controllo che registra i passaggi in entrata e
in uscita, anche nella zona in cui transitano i fornitori di materiali e servizi. E poi la sede centrale
dell'ufficio immigrazione. Anche l si tratta del controllo dei passaggi in entrata e in uscita. Persone,
veicoli, merci. Infine il terzo cliente. Che  quello che non mi fa dormire la notte.
E sarebbe? chiese Ingrid che fino a quel momento non aveva detto una parola.
Il museo nazionale disse Lewenhaupt con un profondo sospiro.
Non sapevo che fossi cos interessato all'arte, Calle comment Ingrid.
Invece lo sono, davvero rispose lui. Al museo nazionale sono conservati L'incoronazione di
Gustavo III di Pilo e Il rientro del cadavere di Carlo XII di Cederstrm, e la magnifica raffigurazione
di Carl Larsson dell'ingresso di Gustavo Vasa a Stoccolma. Non credo che sopravviverei se qualcuno li
facesse saltare in aria.
Che ne diresti di cambiare argomento? lo interruppe Linda. Facci avere un elenco di tutte le
schifezze che Abbdo ha combinato. Noi abbiamo anche altre cose di cui occuparci.
S, facciamo cos convenne Lisa. Procuraci una lista degli edifici in cui ha lavorato. Abbdo e
la sua famiglia hanno cambiato in qualche modo le loro abitudini, Linda?
No, secondo Linda, stando a quanto lei e i suoi colleghi avevano potuto osservare in quasi sei
giorni. Seguivano le loro consuetudini. Si comportavano come tutte le persone normali. Andavano al
lavoro, sbrigavano le faccende domestiche, curavano il giardino, accudivano i figli, cucinavano,
facevano la spesa, parlavano, stavano insieme, mangiavano e dormivano.
Ci che li distingueva dai vicini svedesi era l'assidua pratica religiosa. Pregavano pi volte al
giorno, in casa o in giardino, e il capofamiglia, Mohammed Khalid Hussein, andava quotidianamente
alla moschea di Frslunda.
Rapporti con altre persone esterne al nucleo familiare? A parte quelli durante le visite del padre
alla moschea, niente. Nessun contatto quotidiano, secondo Linda. Nessun ospite e nessun visitatore
casuale, se si escludevano il ragazzo che portava il giornale e il postino. Nessun contatto con le persone
che abitavano nella stessa zona. Se un vicino passava davanti alla loro villetta mentre uno di loro era in
giardino, il tutto si limitava a un rapido saluto. Nessuno si fermava a fare quattro chiacchiere. Stesso
comportamento quando andavano a comprare qualcosa. Entravano nel negozio, prendevano quello di
cui avevano bisogno, pagavano alla cassa e si allontanavano.
Contatti telefonici o telematici? Con somali. O anche con altri immigrati, ma sempre
musulmani. Relazioni che esistevano da lungo tempo e che riguardavano non pi di una trentina di
persone. Parenti, colleghi, correligionari. Nessuna nuova abitudine. Assolutamente nulla che potesse
solleticare una come Linda.
Per evitare fraintendimenti voglio sottolineare una cosa.
Di che si tratta? chiese Andersson. La tua famosa sensibilit sulle punte delle dita si  fatta
viva?
Ma sentilo replic Linda. Volevo solo dire che sono sicura al cento per cento che Abbdo
Khalid in combutta con la maggior parte dei membri della sua famiglia ha intenzione di far saltare in
aria un numero considerevole di noi qui presenti. Questo  tutto.
Anche se la maggior parte di loro se ne sta l a girare i pollici, quando non prega? obiett
Andersson.
Tengono un profilo basso replic Linda. Mancano ancora tre settimane. E le cose pi
importanti le hanno gi preparate, ci hanno pensato molto prima che noi iniziassimo a sorvegliarli.
Quando si avviciner il momento, si metteranno in azione.
Non  che se ne stanno buoni perch sono venuti a sapere che li stiamo tenendo sotto
controllo? chiese Lisa.
 ora di mettere a tutti la pulce nell'orecchio, pens.
No rispose Linda. Comunque, come sarebbe successo?
La gente parla rispose Lisa stringendosi nelle spalle con un movimento volutamente lento. 
la causa pi comune. Si dicono cose sbagliate alle persone sbagliate. Qualcuno dei tuoi colleghi
potrebbe essersi bruciato. A volte succede, l'ho imparato.
Scordatelo disse Linda scuotendo la testa. Sono due le cose che contano per chi lavora con
me. Vedere ma non farsi vedere, e tenere la bocca chiusa.
Quanti uomini ci sono l? domand Lisa.
Trenta. Anzi no, qualcuno in pi. Trentatr con me. E stiamo parlando di intercettazioni e
appostamenti.
E tu metteresti la mano sul fuoco per tutti quanti?
S, e non solo. Lo farei anche per tutti quelli che sono coinvolti in queste indagini. Per noi che
siamo seduti in questa stanza. Persino per tutti i nerd che lavorano ai loro computer al centro operativo
dell'antiterrorismo. Come avrebbe fatto uno che lavora qui dentro ad avvisare il nostro piccolo Abbdo?
Con la telepatia? Custodiamo lui e tutta la sua famiglia come una maledetta campana di vetro.
Le mie dita dicono altro afferm Lisa.
Forse perch anche tu sei stata colpita da quel genere di paranoia che assale la mente delle
persone come noi.
Spero di avere torto, e che tu abbia ragione prosegu Lisa. Personalmente credo che Abbdo
Khalid non sia un terrorista. Mi sembra un normalissimo musulmano di origine somala, che si distingue
dagli altri somali per diversi aspetti che dovremmo considerare assolutamente positivi. Ma che nel suo
caso specifico vengono invece interpretati a suo sfavore.
Comincio seriamente a preoccuparmi per te, Lisa. A preoccuparmi davvero.
Oppure  come dici tu, e allora il comportamento suo e della sua famiglia pu essere spiegato
partendo dal presupposto che lui sa quello che noi stiamo facendo.
A dire il vero c' anche una terza possibilit intervenne Wiklander.
Sarebbe? chiese Lisa.
Grazie, Jan. Finalmente. Che sia diventato paranoico come alcuni di noi disse Linda
indicando con la testa Lisa.
Pi o meno disse Wiklander. Il suo comportamento non deve necessariamente dipendere dal
fatto che qualcuno di noi li abbia avvisati o che qualcuno di loro abbia scoperto quello che stiamo
facendo.
A proposito, che ne dite di una piccola pausa per sgranchirci le gambe, prima di cambiare
argomento? sugger diplomaticamente Lisa Lamm.
S rispose Linda alzandosi di scatto. E che ne dite di prenderci un quarto d'ora intero, una
volta tanto? Cos riuscir a rimettermi a fumare aggiunse lanciando un'occhiata a Lisa.
49.
Quindici minuti dopo, tutti i partecipanti erano nuovamente presenti, con le gambe sgranchite. Il
morale  comunque abbastanza buono, pens Lisa, che per non aveva alcuna intenzione di riportare
quella considerazione nel suo rapporto sulle indagini. Affermazioni di quel genere venivano sempre
interpretate come un segnale dell'esatto contrario, e poi c'erano cose pi importanti da lasciare ai
posteri.
Diede la parola a Lewenhaupt in modo da permettergli di esporre il quadro che si era fatto di
Abbdo Khalid e della sua famiglia.
Domande prima di procedere? Linda ne aveva una. E si trattava di una domanda secca rivolta
proprio a lei. Lisa si limit ad annuire. Che voglia chiedermi scusa? In fondo sono il suo capo, pens
sorridendole in modo gentile.
In realt erano scuse velate, Linda esord tranquillizzando i colleghi. Aveva riflettuto, e aveva
deciso di non rimettersi a fumare. Era riuscita a stare lontana dalle sigarette per dodici mesi, tre
settimane e due giorni, quindi avrebbe potuto aspettare fino alla conclusione delle indagini. Poi avrebbe
festeggiato con il sigaro della vittoria. Adesso c'erano cose pi importanti che cercare di far ragionare
il capo e accapigliarsi con i colleghi. Mancavano solo tre settimane alla festa nazionale e lo stress
cresceva. Una situazione che anche altri evidentemente condividevano e che Lisa sicuramente aveva
pi difficolt a gestire nella solitudine e nell'aria rarefatta che circondava la sua grande scrivania. Ecco
dunque la sua domanda diretta. C'era qualcosa di concreto che supportava l'inquietudine espressa da
Lisa? Qualcosa che lei e i colleghi avrebbero dovuto sapere?
No rispose Lisa. Probabilmente  come dici tu. Devo aver avuto un attacco di quelle
deformazioni professionali con cui tutti noi che lavoriamo in questo posto dobbiamo imparare a
convivere. Se dovessi discolparmi, lo farei dicendo che dev'essere stato Jan a contagiarmi quando ha
cominciato a parlare di Bergling a Frslunda. Proprio a Frslunda, fra tutti i luoghi immaginabili.
Occhi azzurri, sguardo onesto, un movimento deciso della testa, poi quella spiegazione
conciliante e ironica. A giudicare dalle reazioni degli ascoltatori, l'insieme sembrava essere stato
sufficientemente convincente. Quand' che sei diventata cos brava a mentire?, pens Lisa.
Adesso per sei completamente guarita constat Lewenhaupt.
Definitivamente assent Lisa. Sono talmente in forma che credo di essere in grado di
prendere parte a una delle tue tipiche disquisizioni in supporto alle indagini.
Un fine settimana in campagna, un fine settimana con la famiglia, non esiste niente di meglio
disse Lewenhaupt sospirando.
Calle  un eccellente collaboratore nonostante il suo singolare background, pens Lisa. Quando
era di buon umore diventava forse un po' verboso e faceva ricorso troppo spesso agli aneddoti, ma i
suoi contributi erano sempre estremamente interessanti, persino quelli esilaranti. Questa volta avrebbe
cominciato con una breve riflessione generale sui somali presenti in Svezia, per fornire il quadro
d'insieme e spiegare perch Abbdo Khalid e la sua famiglia rappresentassero un'eccezione.
Era evidente che i somali non erano riusciti pi di tanto ad adeguarsi ai modelli sociali della
loro nuova patria. Non avrebbe parlato della cupa statistica che lo dimostrava, ma avrebbe colto
l'occasione per dire due parole su come quel problema li aveva condizionati.
Il comune aveva reagito purtroppo con una combinazione, forse troppo consueta, di passivit e
ambivalenza, delegando ogni responsabilit alla burocrazia. La situazione a Frslunda non era peggiore
che altrove, a Eskilstuna, dove si registrava un'alta densit di immigrati, o anche in altre parti del
paese. Tutti avevano un tetto sopra la testa, nessuno pativa la fame, e chi voleva studiare o lavorare non
incontrava alcun impedimento.
Al contrario, erano stati stanziati ulteriori fondi a dimostrazione della volont di risolvere le
difficolt. Il servizio per l'impiego aveva ricevuto sussidi supplementari dal comune per creare
programmi volti a favorire l'acquisizione di un titolo di studio e l'ingresso nel mondo del lavoro, e
questi programmi erano stati realizzati su misura proprio per la minoranza somala. Inoltre, per
affrontare le questioni pi acute dal punto di vista sociale, come l'abuso di alcol e droghe e la
criminalit, era stato assunto un operatore di origini somale, che avrebbe goduto della fiducia dei
singoli e dei gruppi con cui si sarebbe messo in contatto. In seguito era emerso che la persona che
aveva ricevuto l'incarico non meritava la fiducia che le era stata accordata dal suo datore di lavoro. Ma
non era colpa del comune.
Pura curiosit disse Andersson. Cos'aveva combinato?
Concorso in rapina aggravata, detenzione illecita di armi, furto aggravato, possesso e spaccio
di sostanze stupefacenti e altre cosucce. Tre anni e sei mesi rispose Lewenhaupt. Quattro suoi pupilli,
coinvolti nello stesso genere di crimini, si sono presi da uno a tre anni di carcere.
Quando uno gode di buona fama  perch se l' guadagnata concluse Andersson.
Peccato che questa volta il tempismo non sia stato ineccepibile comment Lewenhaupt. I
colleghi di Eskilstuna li hanno arrestati una settimana prima delle ultime elezioni, ma non ho intenzione
di entrare nei dettagli della piega che ha preso il dibattito politico a livello locale dopo quell'episodio.
Segregazione, isolamento sociale, il gruppo somalo che rimaneva sulle sue. Contrasti politici
crescenti, una maggioranza prevalentemente svedese che voleva togliersi il pensiero di doversi
occupare di loro, una percentuale in rapido aumento di elettori che avrebbero preferito rispedirli in
Africa. Fallimenti sociali, criminalit, abusi. La paura che il terrorismo islamico attecchisse all'interno
del gruppo somalo, che si era diffusa negli ultimi tempi e certamente non aveva reso pi semplice la
situazione. Da qui le riflessioni puramente private, e cupe, di Lewenhaupt, relative alla descrizione
della famiglia Khalid sullo sfondo di quel contesto.
In sintesi, stiamo parlando di una famiglia composta da diciassette persone tra cui cinque
bambini. Il capofamiglia, Mohammed Khalid Hussein, ha un figlio di undici anni con la seconda
moglie. Lei si chiama Awa Salah Hushi e ha dodici anni meno di lui. I quattro pi piccoli sono tutti
figli della terza moglie, che si chiama Leyla Ahmed Rage.  molto pi giovane delle prime due mogli
che lui ha portato con s trasferendosi qui, pi di vent'anni fa. Ha ventidue anni ed  arrivata in Svezia
come rifugiata cinque anni fa. Si sono conosciuti nel centro di accoglienza dove era ospitata perch
alcuni membri della comunit islamica di Eskilstuna vanno abbastanza spesso in quella struttura, in
visita. Domande?
I bambini piccoli intervenne Helena Palmgren. I figli di Leyla. Mi chiedo...
S, scusate la interruppe Lewenhaupt. Sono tre femmine, rispettivamente di quattro, tre e
due anni, e un maschietto, di dieci mesi. La pi vecchia  la nonna paterna, Salmo Ali Ahmed. Ha
ottantadue anni.
Correggimi se sbaglio, ma questo Mohammed ha tre mogli osserv Linda con espressione
innocente. Due che ha portato in Svezia ventidue anni fa, e poi quella di quattordici anni che ha
trovato in un centro di accoglienza dalle parti di Eskilstuna. Che  gi madre dei suoi quattro figli pi
piccoli.
Diciassette anni, non quattordici la corresse Lewenhaupt. Quando si sono conosciuti, cinque
anni fa. Il centro di accoglienza dove era ospitata  nella zona di Flen. A poche decine di chilometri da
Eskilstuna.
S, ci sono disse Linda.  tutto chiarissimo. Pap Mohammed, che ha tre mogli e dodici
figli, si  portato dietro anche la sua vecchia mamma. In tutto diciassette persone, se ho contato giusto.
Scusate se vi interrompo intervenne Lisa. Ma non hai delle foto? Credo che sarebbe di
aiuto.
S rispose Lewenhaupt. Ho anche preparato un albero genealogico. Lo trovate nel materiale
che vi ho passato.
Erano sufficienti le foto disse Lisa sorridendo amabilmente.
Grazie, capo! esclam Lewenhaupt.
50.
Lewenhaupt, il nobiluomo dei servizi di sicurezza svedesi, premette alcuni tasti del suo
computer e proiett sulla parete corta della stanza pi o meno le stesse foto che Alexander, il collega
inglese nobile come lui, aveva mostrato a Lisa e ai suoi tre collaboratori in Inghilterra, una settimana
prima.
Tredici foto. Mancavano soltanto quelle dei quattro pi piccoli. Nella prima riga sotto le
immagini comparivano il nome completo, il numero di identificazione e l'indirizzo di residenza, per
tutti quello della villetta in Ltgrdesstigen a Eskilstuna. Nella seconda riga era riassunto il motivo per
cui, secondo Lewenhaupt, quei somali si distinguevano in modo positivo dagli altri arrivati in Svezia.
Con la sola eccezione della terza moglie di Mohammed Khalid Hussein, erano tutti cittadini
svedesi. Anche i quattro figli piccoli. E avevano il passaporto svedese, a eccezione della moglie
numero tre e dei suoi quattro figli. Nove avevano la patente svedese: Mohammed, la seconda moglie, i
quattro figli pi grandi e le tre figlie pi grandi. Nessun membro della famiglia che avesse raggiunto
l'et in cui si  punibili per legge, ovvero quindici anni, compariva nei casellari giudiziali. O in pratiche
avviate dai servizi sociali che riguardassero abusi o carenze familiari.
Non c'era nessuna ombra, nessuna macchia, su nessuno di loro. Quindi, n Lewenhaupt n i
suoi collaboratori erano rimasti colpiti dal fatto che quasi tutti i figli pi grandi avevano conseguito la
maturit. Con punteggi diversi, certamente, e per la maggior parte in istituti professionali. Ma c'era
anche chi aveva dimostrato un notevole talento al liceo di Eskilstuna, dove aveva scelto l'indirizzo
scientifico e aveva conseguito voti cos alti da poter entrare in qualsiasi universit. Invece, il ragazzo in
questione aveva scelto di frequentare una scuola di specializzazione e diventare elettricista.
Tutti gli adulti, a eccezione della nonna, avevano redditi regolarmente dichiarati che
suggerivano che almeno sette di loro lavorassero a tempo pieno. Gli altri quattro probabilmente
lavoravano part-time o in casa, ma il reddito complessivo lordo dell'ultimo anno corrispondeva a pi di
un milione e mezzo di corone.
Aggiungendo gli assegni familiari e la pensione della nonna, al netto delle tasse possono
disporre di pi di centomila corone al mese. Niente di eccezionale, ma con quella cifra possono
cavarsela senza problemi concluse Lewenhaupt.
E quanto beccano in nero? domand Linda. Centomila in pi al mese?
Al momento non abbiamo informazioni in merito rispose Lewenhaupt con un sorriso criptico.
Ma prometto che torner sull'argomento non appena ne sapr di pi, anche se non credo che tu possa
sperare in cifre consistenti.
Perch no? obiett Linda. Tutti quelli che ne hanno la possibilit lavorano in nero, o no?
Dipende da quello che fanno disse Lewenhaupt. La figlia pi grande  infermiera, una delle
sorelle  assistente sanitaria, e un'altra  sarta. Lavora in una lavanderia a secco a Eskilstuna, dove
esegue anche riparazioni e modifiche ai capi dei clienti. Come sapete, Abbdo faceva l'elettricista. Ed
era quello che aveva il reddito pi alto. Guadagnava qualcosa pi di trecentomila corone all'anno, gi a
vent'anni. Ora studia a tempo pieno. Uno dei fratelli lavora come commesso in un negozio che vende
materiale per l'edilizia, nella zona di Eskilstuna, e altri due si arrabattano nel settore della ristorazione.
In una specie di trattoria, se te lo stai chiedendo, un locale piuttosto piccolo in centro a Eskilstuna. A
giudicare dalle foto del locale e del men pubblicate in rete, non sembra esattamente un ristorante a tre
stelle. Per pare che tiri, in particolare tra gli immigrati, e gli incassi lo confermano. Soldi in nero? S,
probabilmente funziona cos l dentro, ma non credo proprio che si tratti di grandi somme.
Mai una notizia che mi renda un po' felice comment Linda.
L'unica cosa che posso dirti, per consolarti,  che pap Mohammed non  affatto indigente
comment Lewenhaupt. La villetta  sua. Niente di speciale, per dovrebbe valere almeno un milione
di corone. Forse addirittura un milione e mezzo. E, a quanto risulta, non ha debiti, come non ne hanno
gli altri membri della famiglia continu. Inoltre ha pi di tre milioni di corone in banca. Conti
correnti, azioni, fondi e un paio di polizze assicurative. Presso la cassa di risparmio e la banca del
commercio.
Pi di tre milioni! E dove  andato a prenderli? Li ha vinti al lotto, li ha trovati per strada? O
cosa?
Mohammed Khalid Hussein sembra essere una specie di imprenditore dichiar Lewenhaupt.
Con il rischio di deluderti, Linda.
Un imprenditore, da quando era arrivato in Svezia, quasi un quarto di secolo prima. E con tanta
carne al fuoco, secondo i parametri comunemente accettati in Svezia. Di per s non erano grandi
quantitativi di carne, ma rendevano perch erano gestiti bene e senza nessun appunto da parte delle
autorit competenti.
Quello che sappiamo  che ha tre attivit commerciali a Eskilstuna. Un negozio di alimentari
frequentato soprattutto dagli immigrati musulmani, la lavanderia dove lavora una delle figlie e il
ristorante dove lavorano due dei figli. In tutto ha quasi venti dipendenti, a tempo pieno o parziale, tra
cui i tre figli e alcuni parenti somali. Gli altri sono immigrati che per hanno storie diverse dalla sua.
Interessante comment Lisa. C' dell'altro?
C' dell'altro rispose Lewenhaupt. Siamo solo all'inizio. Comunque, ecco i nomi delle
persone di cui stiamo parlando. Non ho inserito quelli dei pi piccoli perch mi sono concentrato sulla
posta in gioco. O meglio, su quella che noi pensiamo sia la posta in gioco, se vogliamo essere precisi e
mantenere una certa obiettivit e un certo distacco si corresse. Premette di nuovo alcuni tasti del
computer ed elimin le foto dei membri della famiglia e le informazioni supplementari, sostituendole
con un elenco di dodici nomi, quelli su cui presumibilmente si basava tutto. I terroristi, infatti, spesso
reclutavano all'interno della loro famiglia i loro collaboratori.
Capofamiglia
Mohammed Khalid Hussein, 62 anni
Mogli
Prima moglie: Sagal Omar Hassan, 55 anni
Seconda moglie: Awa Salah Hushi, 50 anni
Terza moglie: Leyla Ahmed Rage, 22 anni
Figli maschi
Abdullah Mohammed Khalid, 28 anni
Hassan Mohammed Khalid, 27 anni
Ismail Mohammed Khalid, 24 anni
Waaberi Mohammed Khalid, 20 anni
Figlio di 11 anni
Figlio di 10 mesi
Figlie femmine
Maka Mohammed Khalid, 32 anni
Fathia Mohammed Khalid, 30 anni
Amina Mohammed Khalid, 29 anni
Figlia di 4 anni
Figlia di 3 anni
Figlia di 2 anni
Madre
Salmo Ali Ahmed, 82 anni
Lewenhaupt concluse la panoramica spiegando ai colleghi perch le tre mogli di Mohammed
portassero cognomi diversi da quello del marito mentre i figli e le femmine portavano tutti il cognome
del padre. La regola seguita dai musulmani somali si differenziava da quella seguita dai musulmani che
avevano un'altra origine etnica. Prima un nome personalizzato, poi il primo nome del padre, poi il
primo nome del nonno paterno. I nomi erano nella maggior parte dei casi arabi, dato che si trattava di
musulmani.
Era un sistema che valeva sia per gli uomini sia per le donne e che, con l'aiuto della poderosa
documentazione dell'ufficio immigrazione, permetteva di scoprire quali fossero i rapporti di parentela.
Prima il nome personale, poi il primo nome del padre, poi il primo nome del nonno paterno.
Prendiamo in considerazione il nostro uomo, il cosiddetto costruttore di bombe, per esempio
riprese Lewenhaupt. Si chiama Abdullah Mohammed Khalid. Abdullah  il nome personale.
Mohammed  il primo nome del padre. Khalid quello del nonno paterno. Se confrontiamo il suo nome
con quello di suo padre, Mohammed Khalid Hussein, capiamo subito perch quello che viene
considerato il secondo cognome  Hussein.  il primo nome del nonno di Mohammed. Che  il
bisnonno di Abdullah, per cui non troviamo quel nome tra i nomi di Abdullah.
Dobbiamo essere grati che non ce ne siano altri da aggiungere constat Linda.
Be', s disse Lewenhaupt. C' poi un'altra caratteristica relativa alla scelta dei nomi, che
credo sia importante non tralasciare.
E sarebbe? domand Lisa Lamm.
Il nome aveva un significato. Era una specie di augurio, relativo al carattere o ad altre qualit
del nascituro, e aveva sempre una connotazione positiva. Quando davano il nome a un figlio, i genitori
esprimevano la speranza che quel figlio avrebbe portato con s quelle qualit per tutta la vita. Era cos
anche in Svezia nei tempi antichi, ed era ancora cos nel mondo islamico. Almeno tra i musulmani che
prendevano sul serio la loro fede.
Se dovessi usare me come esempio, io sono Carl Gustaf Lewenhaupt spieg Lewenhaupt.
Carl e Gustaf sono nomi che c'erano gi nella mia famiglia. Carl significa uomo libero e Gustaf
significa bastone dei goti, cio il loro capo.
Ecco perch non ti chiami Ronny o Conny comment Linda. Ronny Lewenhaupt. Ronny
Lewenhaupt probabilmente sarebbe stato sbattuto fuori dalla famosa Riddarhuset, la casa dei nobili di
Svezia.
E a ragione conferm Lewenhaupt. Chi mi avesse dato un nome simile avrebbe
contravvenuto a un modello sociale consolidato.
I musulmani ortodossi erano molto attenti a quelle cose. Abdullah era il quarto figlio di
Mohammed, che aveva gi tre figlie quando finalmente era nato lui, un dono di Dio. Mohammed, che
era stato chiamato come il Profeta, aveva voluto chiamare il primo figlio maschio Abdullah.
Significa servo di Dio precis Lewenhaupt. E mi  difficile credere che sia stato scelto a
caso.
In tutto quel ragionamento c'era un punto di fondamentale importanza per le indagini di cui si
stavano occupando. Se Abdullah Khalid era davvero un costruttore di bombe, come affermavano gli
inglesi, era da escludere a priori che l'attentato fosse venuto in mente solo al figlio di Mohammed e che
lui avesse deciso di sbrigarsela da solo. Del tutto escluso, secondo Lewenhaupt, considerando la
famiglia in cui era cresciuto Abdullah.
Mohammed Khalid Hussein era il capofamiglia, ed era lui a decidere tutto. Assolutamente tutto.
Dalle cose pi piccole a quelle pi grandi, questioni di vita e di morte, senza mai consultarsi con gli
altri membri della famiglia. Se la situazione era quella che alcuni di loro immaginavano, Mohammed
era l'unica persona veramente coinvolta nell'azione che era stata progettata e doveva essere eseguita.
Abdullah era uno strumento nelle sue mani. Era stato il padre a decidere cosa si doveva fare e, tenendo
conto delle interessanti corrispondenze tra gli studi fatti e il lavoro scelto dal figlio e l'attentato da
compiere, era molto probabile che avesse pianificato tutto gi molti anni prima.
Quanto al modus operandi del collega inglese, se avesse dovuto trarre delle conclusioni dalle
sue riflessioni Lewenhaupt avrebbe detto che aveva qualcosa che non lo convinceva.
Di che si tratta? domand Lisa.
Di due particolari. Il primo era che evidentemente gli inglesi avevano taciuto sull'importanza
del padre. La spiegazione poteva essere che i loro servizi di sicurezza si erano concentrati sul figlio e
che comunque non avrebbero avuto modo di raccogliere molte informazioni sul padre senza
condividere quel compito con l'intelligence svedese, e quindi senza passare loro le informazioni
relative. O che, con quei modi garbati all'inglese, non volevano metterli in imbarazzo con verit tanto
ovvie come quella che il potere esercitato dal padre di Abdullah sulla famiglia rientrava nella natura
delle cose. Quando si trattava di quel genere di argomento, Alexander era un'autorit assoluta a livello
internazionale, ma probabilmente aveva sopravvalutato la conoscenza che avevano del fenomeno i suoi
colleghi svedesi.
La penso come te, Calle disse Lisa. Se Alexander chieder di incontrarmi un'altra volta, tu
mi accompagnerai. Non sto facendo dell'ironia. Errore mio, molto semplicemente. E non intendo
ripeterlo.
Grazie, capo! esclam Lewenhaupt.
E l'altro particolare? domand Lisa. Quale sarebbe?
Era decisamente pi importante del primo. Ma anche pi semplice. Probabilmente era per
quello che Alexander, convinto che i colleghi svedesi ne fossero a conoscenza, non aveva neppure
inviato due articoli di carattere scientifico che lui stesso aveva scritto sull'argomento. Cosa che invece
Lewenhaupt si era premurato di fare, inserendo i contributi di Alexander sul terrorismo islamico nel
materiale relativo all'operazione Helge Mani d'Oro.
E ora li avrebbe esposti.
Se l'attentato pianificato da Abbdo Khalid era del tipo immaginato dagli inglesi, ed era
destinato a essere realizzato, non si sarebbe potuto pensare a un equivalente europeo pi simile a ci
che era successo l'11 settembre. Una vera e propria dichiarazione di guerra consegnata ai leader politici
di uno dei paesi membri dell'Unione Europea. Un'azione terroristica che avrebbe avuto ripercussioni a
livello mondiale, dato che l'Unione Europea e tutto il mondo occidentale avrebbero immediatamente
messo in atto misure di ritorsione contro l'organizzazione terroristica responsabile e tutto il mondo
islamico.
Una condizione imprescindibile perch un'azione di quel tipo potesse avere effetti di quella
portata era per che i leader dell'organizzazione responsabile, in questo caso al-Shabaab, dessero la
loro approvazione mediante una fatwa. La questione interessante era se al-Shabaab fosse in grado di
prendere una decisione al riguardo.
Pensando alla posta in gioco, secondo Lewenhaupt non era credibile. L'organizzazione aveva
deciso gi molti anni prima di affidarsi alle decisioni dei vertici di al-Qaeda e dei loro pi stretti alleati,
rappresentati dall'Is e da Boko Haram. Quindi avrebbe dovuto consultare loro e ottenere il loro assenso
prima di giungere a una conclusione.
Non si tratta di qualcosa che possa essere lasciato in mano a un ventottenne di Eskilstuna
aggiunse Lewenhaupt. Indipendentemente da quanto sia bravo a mettere insieme una bomba.
Supponiamo invece che il piccolo Abbdo sia semplicemente impazzito obiett Linda, e
abbia deciso di sorprendere tutto il mondo, compreso il suo caro pap.
Ovviamente ho preso in considerazione anche questa possibilit disse Lewenhaupt. Ma
bisogna tenere conto del fatto che azioni terroristiche di questo tipo molto raramente sono opera di
schegge impazzite. Quasi sempre chi le compie ha ricevuto un mandato. Comunque, su Abbdo Khalid
non ho ancora un'opinione definitiva. E a quanto pare non sono il solo.
S assent Ingrid a cui evidentemente era parso che quella fosse l'occasione giusta per
esprimere per la seconda volta la sua opinione. Ed  un modo saggio di procedere. Con tutto il rispetto
per Linda e le punte delle sue dita. A volte capita anche alle nostre di indicare una direzione
completamente sbagliata, e sono le persone come me a pagarne le conseguenze.
Su una cosa per siamo d'accordo a proposito di Abbdo Khalid intervenne Lewenhaupt.
Cio? domand Helena Palmgren.
Non sembra essere pazzo. Anzi.
Lisa si limit ad annuire. Chiss cos'avrebbe detto Johansson, pens. Probabilmente che
Lewenhaupt, pur essendo un nobiluomo, era tutt'altro che stupido. E, se fosse stato di buon umore, si
sarebbe addirittura spinto oltre. Nonostante i trascorsi singolari del nobiluomo. Magari lo avrebbe
anche invitato a cena in quella trattoria italiana a Sder dove era solito portarsi dietro tutti i colleghi
tranne lei.
Eccellente comment. C' qualcuno che ha qualche domanda? In caso contrario, direi di
concludere. E suggerirei di non fissare la data del prossimo incontro. Se succeder qualcosa di
notevole, ci riuniremo all'istante.
Nessuno aveva domande o obiezioni. L'unica a dire qualcosa fu Linda. Una volta rientrata a
Eskilstuna, avrebbe inviato a tutti i membri del gruppo investigativo foto e filmati dei figli pi piccoli,
quelli che erano tra i dieci mesi e i quattro anni, delle loro carrozzine e dei loro passeggini. Erano state
scattate mentre i bambini erano nel giardino della villetta. Quella di quattro anni correva e giocava con
le due sorelline mentre la madre, seduta l vicino, dava da mangiare con il biberon a quello che non
aveva ancora compiuto un anno. Sullo sfondo, carrozzine e passeggini. Gli stessi che si vedevano nei
filmati realizzati mentre la madre e le altre donne della famiglia facevano una passeggiata con i
bambini nei pressi della villetta.
Le immagini non potevano risultare fuori luogo, considerando quello che Abbdo e i suoi
compari avevano fatto davanti allo stadio di Manchester alcuni mesi prima. Neppure quelle delle
carrozzine e dei passeggini.
Nel caso in cui volesse agire con le stesse modalit anche questa volta. Va bene? chiese
Linda guardando per qualche motivo il suo capo, Lisa.
Va benissimo, Linda rispose Lisa. Va benissimo ripet. In che razza di mondo sono finita?,
pens.
51.
Dopo la riunione Lisa aveva chiesto a Lewenhaupt di seguirla nel suo ufficio. Voleva parlargli a
quattr'occhi. Nessuna ragione particolare, piuttosto una serie di motivi diversi. Quando si furono
accomodati, lei cominci con quello pi personale. La sua irrequietezza.
Condurre indagini di quel tipo affidandosi totalmente ai propri collaboratori era molto difficile.
Scegliere la strada opposta e interferire nell'ambito operativo era anche peggio. Bisognava gestire
rimanendo alla giusta distanza. Solo cos si ottenevano risultati degni del loro nome. Ma lei percepiva
quella distanza come eccessiva. Per quello era un suo problema.
Per cercare di alleggerire la propria coscienza, gli disse anche che aveva la sensazione di
caricare troppo lui e Linda e di non essere capace di esprimere il giusto apprezzamento per il loro
lavoro. Se avevano bisogno di maggiori risorse, dovevano informarla. Lei avrebbe fatto tutto quello che
era in suo potere per risolvere il problema.
Ma la cosa peggiore era che temeva di svolgere male le sue funzioni di capo.
Come la faccenda del ruolo del padre. Le tue considerazioni sono di un'ovviet sconcertante.
La mia visione limitata, parziale, che comprendeva soltanto Abbdo, stava a indicare semplicemente che
io avevo deciso che doveva trattarsi di una certa situazione. Avevo tratto delle conclusioni in maniera
del tutto sconsiderata.
S, ma lo facciamo sempre anche noi.  per questo che ci riuniamo. Perch i colleghi ci
facciano notare che stiamo guardando con un occhio solo.
In ogni caso, sarebbe meglio se tu fossi a conoscenza di una cosa disse Lisa.
Quale?
Io non sono ci che mostro di essere spieg Lisa. Non sono affatto una persona
ipersensibile. Se hai argomenti validi sei autorizzato a dirmi di tutto, o quasi. Se mi convinci del fatto
che ho sbagliato mi rendi felice. Non sono permalosa, non serbo rancore, sono obiettiva e razionale.
Lo so disse Lewenhaupt. Anch'io sono cos.
Bene rispose Lisa. Oggi, per esempio, ho capito che dobbiamo elevare di rango pap
Mohammed. C' dell'altro?
Secondo Lewenhaupt, c'era molta carne al fuoco. Ed era stata messa l anche da altre mani oltre
alle loro. Ogni cosa veniva annotata e classificata in base alla sua importanza, diventando cos un
elemento da mappare e analizzare. Come la questione delle donne occidentali che si erano messe con i
terroristi. Una prima relazione sarebbe stata pronta a breve. Anche senza pronunciarsi sull'importanza
che avrebbe avuto nel contesto delle indagini, avrebbe costituito almeno un supporto, un supplemento
di informazioni nella peggiore delle ipotesi.
Prima o poi faremo sicuramente uso di quel materiale dichiar Lisa. Magari la prossima
volta che si verificher una situazione del genere. Risparmieremo un mucchio di tempo, e
probabilmente troveremo quello che stavamo cercando.
Lo credo anch'io. Quanto alla donna inglese, Louise Urqhart, ho la coscienza un po' sporca.
Ho preso nota della tua richiesta di ulteriori informazioni sul suo conto, ma non sono ancora riuscito a
occuparmene. Ho capito che ti turba. Ma non ho capito per quale motivo.
Sembra cos soddisfatta disse Lisa.
Soddisfatta?
S, soddisfatta. Spiegami perch.
Con il rischio di sentirmi in imbarazzo?
S, assolutamente.
Be', ecco. Sesso ben fatto. Sarebbe la spiegazione pi semplice. Che altro? Abbdo sembra
fungere da peperoncino. Pensando alla vita che Louise Urqhart conduce, tutt'altro che elettrizzante.
Dev'esserci dell'altro disse Lisa. Credo che sia sempre riuscita a procurarsi del sesso ben
fatto. Credo che sia una di quelle donne capaci di ottenere il meglio dagli uomini con cui stanno. A
prescindere da quanto siano dotati.
Se dobbiamo credere a Linda, ad Abbdo non manca niente.
Ci non toglie che io sia convinta che lei sia pi soddisfatta di quanto possa renderla Abbdo. Il
sesso e il pizzico di peperoncino nella sua esistenza di donna appartenente alla classe agiata non
spiegano tutto. C' qualcosa nei suoi occhi.
I suoi occhi?
S, rivelano che lei  pi che soddisfatta. E io credo che il motivo non sia soltanto il sesso.
E questo qualcosa che la rende cos soddisfatta dovrebbe essere illuminante per noi?
Decisamente rispose Lisa.
Allora speriamo che la lampadina si accenda presto comment Lewenhaupt.
Sono sicura che succeder. Non appena riuscir a pensare al di fuori degli schemi.
Potrebbe essere difficile. E poi ci sono altre fonti di preoccupazione che dovremmo cercare di
non alimentare. In questo sono perfettamente d'accordo con te.
Ti riferisci agli incendi e alle persone arrestate una settimana prima delle elezioni.
S. Esatto.
Le coincidenze di quel genere turbavano persino lui. Se il comune aveva avuto la pessima idea
di assumere un criminale incallito, cosa poteva impedire ad altri di reclutare qualcuno che desse fuoco
alle moschee? Ma anche se si era trattato di trascuratezza, anzich di intenzione criminale, non faceva
molta differenza. Ci che contava era il risultato. Che fossero state semplici frodi ai danni delle
assicurazioni, come pensava Linda, non aveva senso. Il proprietario degli immobili era il comune. La
comunit islamica non aveva nessun motivo per distruggere gli spazi a sua disposizione. Piuttosto il
contrario, dato che godeva di agevolazioni e sovvenzioni.
Non  per da escludere che sia qualcosa di completamente diverso. Per esempio, un tentativo
di fomentare contrasti tra gli immigrati musulmani e il contesto riassunse Lisa.
Perfettamente d'accordo con te disse Lewenhaupt. Dopo una seconda lettura della
documentazione relativa agli incendi, non sono pi certo che si possa escludere questa possibilit. Per
bisognerebbe trovare il musulmano adatto, che ha potuto aggirarsi liberamente nelle moschee. Uno a
cui manca la fede e che si lascia facilmente influenzare. Per soldi o per altro.
Niente dai nostri colleghi di Eskilstuna?
No, al momento niente.
Comunque non voglio correre il rischio che qualcuno scivoli su una buccia di banana e cada
per sbaglio su quello che stiamo facendo. Sarebbe cos grave che, anche se ci fossero i presupposti
legali per arrestare Abbdo o qualcuno della sua famiglia, lo impedirei. Questo tassello deve aspettare la
conclusione delle nostre indagini.
Certo.
Dal punto di vista pratico come procediamo? domand Lisa.
La cosa pi semplice  parlare con il nostro contatto in loco rispose Lewenhaupt. Senza
specificare il motivo per cui lo facciamo.
Si tratta di una persona affidabile?
S, penso di s, anche se non lo conosco bene. Un tipo taciturno. Decisamente non il genere di
persona con cui ti venga voglia di scherzare. In ogni caso, ha un bel nome.
Come si chiama?
Eskilsson. Lars Eskilsson.  il loro responsabile operativo.
Facile da ricordare. Ha mai dato segno di avere qualche opinione politica in particolare?
Non a detta del suo fascicolo personale. E tendo a credere che non ne abbia proprio.
Lascia che ci rifletta disse Lisa.
Non svegliare l'orso che forse dormir fino alla festa nazionale.
Pi o meno comment Lisa. Cambiando discorso.
S?
Posso invitarti a pranzo?
S, volentieri rispose Lewenhaupt.
Ma non qui. Propongo di andare in centro.
Non dirmi che vuoi portarmi a Sder, nella trattoria in cui andava la vecchia leggenda.
No rispose Lisa. Ci sono stata soltanto una volta. Dopo il funerale, in occasione della
commemorazione di Lars Martin. Sono passati cinque anni ma non ho nessuna intenzione di tornarci.
Capisco disse Lewenhaupt.
Invece a Norr Mlarstrand c' un ristorante ottimo per il pesce.
Allora avranno sicuramente il lucioperca. Lucioperca del lago Bven o del lago Hjlmaren.
Meglio di cos...
Bene disse Lisa. Ci vediamo gi, nel garage, a mezzogiorno.
52.
Il pranzo era stato molto piacevole bench sul men non fosse indicato nessun lucioperca, dato
che quel luned il pescatore che consegnava il pesce di lago si era preso un giorno di riposo pur essendo
in pensione. Avevano mangiato sgombri fritti, spinaci al vapore e insalata di patate novelle e bevuto
acqua minerale gassata, anche se si diceva che quella del rubinetto fosse meglio per l'ambiente. E non
avevano parlato delle indagini in corso o in generale del lavoro. Avevano solo sfiorato l'argomento
ricordando Lars Martin Johansson. Era stato Lewenhaupt a cominciare, mettendosi a raccontare della
prima e unica volta in cui lo aveva incontrato. Durante una battuta di caccia nel Srmland, quindici
anni prima.
Lewenhaupt stava finendo di scrivere la tesi per la laurea in storia, con il sogno segreto di
diventare tutt'altro. Una spia, per la precisione una di quelle che davano la caccia alle spie, un
cacciatore di spie, insomma. A quello voleva dedicare la vita. Per la caccia vera e propria, invece, non
aveva mai mostrato alcun interesse, ma quella volta aveva deciso di partecipare per attenuare
l'inquietudine del padre in merito alle sue inclinazioni sessuali. Quando poi aveva saputo chi era quel
tale, Johansson, che compariva nella lista degli invitati, si era affrettato ad accettare.
Dopo una buona battuta e una cena ancora migliore, l'atmosfera si era fatta alquanto
spensierata, ma lui era riuscito ad avvicinare Johansson e a descrivergli le sue aspettative per il futuro.
Giovane e sincero com'era, aveva anche ammesso che forse le sue ambizioni si basavano su una
concezione romanzata o comunque non realistica della vita di un cacciatore di spie.
Annuendo, Johansson aveva detto che la vita di un cacciatore di spie sicuramente aveva i suoi
lati negativi ma per certi aspetti comprendeva anche quel qualcosa di romanzato. Ben gestito,
quell'elemento poteva risultare quasi liberatorio per chi aveva la grazia di giungere alle proprie
conclusioni partendo da premesse di quel tipo, per cui se fosse riuscito a tener fede a quel proposito
sicuramente sarebbe arrivato lontano. Poi aveva concluso la conversazione promettendogli che si
sarebbe fatto sentire non appena avesse avuto il tempo di riflettere sulla questione. Decisioni cos
impegnative non dovevano essere prese d'impeto, in particolare dopo una cena cos squisita come
quella che avevano appena consumato.
Ma non successe niente. Sei mesi pi tardi avevo perso ogni speranza, inoltre avevo letto sul
giornale che Johansson avrebbe lasciato la Spo per diventare il capo della polizia di stato. Cos mi ero
messo il cuore in pace pensando che avesse detto quello che aveva detto soltanto per liberarsi di me.
Sicuramente aveva gi sentito molti altri discorsi come il mio. Poi per mi telefon Wiklander,
chiedendomi di incontrarci. Si trattava di qualcosa di cui non poteva discutere al telefono. Successe
pochi giorni dopo che avevo deciso di rassegnarmi. Jan ti ha raccontato com' che sono finito alla
Spo?
No rispose Lisa. Ma conoscevo Lars Martin. So com'era. Era un uomo singolare.
S, l'ho capito anch'io. Quella storia che riusciva a vedere dietro gli angoli. Era vera o cosa?
Credo che ne fosse capace. O almeno ho pensato spesso che lo fosse. Anche se questo
contrasta con un mucchio di fondamenti fisici. Se c'era una cosa che lo interessava si rifiutava di
mollarla, ed era dotato di un'intuizione davvero incredibile. Lui stesso la descriveva partendo dal
presupposto che si trattasse di una forma pi intima di conoscenza, basata sull'esperienza che non era
mai abbastanza. S, oltre a tutto il resto, che hanno tutte le persone dotate di talento. Mi ripeteva spesso
che era importante che quelli come noi vivessero in virt dei loro dubbi e non delle loro certezze.
In virt dei dubbi e non delle certezze.
 una citazione diretta. In queste cose Lars Martin era molto bravo. Se ne usciva con delle
affermazioni che si fissavano nella testa.
Capisco che ti manchi.
S, specialmente adesso disse Lisa con un cenno del capo e un leggero sorriso.
Invece devi accontentarti di uno come me disse Lewenhaupt, anche lui con un sorriso.
Sei pi che sufficiente, Calle, non potrei trovare elementi migliori di te, Jan e Linda. Lars
Martin aveva anche altri lati, sai.
Tipo?
A volte sapeva essere molto concreto. Quando aveva deciso, non aveva nessun problema a
esercitare la sua funzione di capo. Sai come lo chiamavano molti colleghi? Con che soprannome?
Macellaio di dalen.
S, aveva uno sguardo terribilmente acuto in presenza delle debolezze umane. Era su quelle
che si abbatteva la sua scure quando era il momento. E nella maggior parte dei casi faceva male.
Neanche il suo linguaggio era particolarmente diplomatico. Soprattutto quando era di buon umore. Era
capace di spellare vivo il delinquente che gli capitava a tiro in quel momento, di sciacquargli la bocca
con il sapone, di ripulirgli le orecchie da ogni schifezza. Oppure di farlo bollire in un pentolone di
colla. Quando lo diceva, era di ottimo umore.
E lo faceva? Quello che diceva.
No, mai rispose Lisa. Credo che non abbia mai alzato le mani su nessuno. Non serviva.
Un uomo composito constat Lewenhaupt. Un umanista convinto, dai tratti fortemente
primitivi.
S, pi o meno.
Se fosse seduto a questo tavolo, cosa penserebbe di uno come Abbdo Khalid?
Quello che pensiamo noi due. L'una e l'altra cosa, non avendo ancora finito di riflettere.
Ne sei sicura?
S, del tutto. Ecco perch io e te siamo qui.
53.
Mentre Lisa, tornata nel suo ufficio, sfogliava per l'ennesima volta la pila crescente di
documenti, entr il suo capo. Un capo diverso da quello che aveva incontrato la settimana precedente.
Si ferm sulla porta con un sorriso gentile dipinto sulle labbra e fece un cenno interrogativo con la testa
verso la poltroncina per gli ospiti. Solo dopo si sedette, e la conversazione che ne segu fu davvero
ottima.
Lisa esord ringraziandolo per i fiori e lui rispose che era il minimo che aveva potuto fare
pensando a come si era comportato.
Lisa prosegu parlando dello stress, della situazione pesante in cui si erano trovati coinvolti
all'improvviso, dei tipici attriti interpersonali che si insinuavano in contesti come quello. Non era
assolutamente da escludere che prima o poi potesse essere lei a regalargli dei fiori per lo stesso motivo
per cui lui le aveva mandato quel magnifico mazzo che adesso faceva bella mostra di s sulla scrivania.
Il suo capo tronc quel ragionamento mettendola al corrente che Wiklander aveva avuto la
gentilezza di farsi sentire durante il fine settimana per comunicargli che i colleghi della difesa stavano
gi partecipando attivamente alle indagini. Gli aveva persino fatto il nome della persona responsabile
della comunicazione.
Una certa Helena Palmgren disse il direttore generale. La conoscevi da prima?
No rispose Lisa scuotendo la testa. E tu? Tu la conosci?
No, per quanto possa ricordare. Probabilmente l'avr gi incontrata, ma non mi viene in
mente.
Pu anche non essere successo, non lavora qui da molto. Jan dice che ha cominciato solo pochi
mesi fa.
Pu essere disse il suo capo annuendo. Che impressione ti ha fatto?
Buona rispose Lisa. Sembra una persona assennata.
Devo leggere il suo fascicolo, pens.
Mi fa piacere sentirtelo dire, Lisa comment il suo capo alzandosi. Risolverai questa
faccenda. Ne sono assolutamente convinto. E io ti mander un mazzo di fiori come si deve.
Grazie disse Lisa.
Il resto della giornata lo aveva dedicato ad analizzare gli stessi pensieri che continuavano ad
arrovellarla. C'era qualcosa che aveva trascurato, qualcosa che forse richiedeva una priorit diversa, e
la documentazione relativa alle indagini lo metteva in evidenza?
Aveva riflettuto molto su Louise Urqhart. La donna che il collega inglese considerava la
compagna del costruttore di bombe. Cosa ti rende cos soddisfatta?, pens Lisa. Sembri addirittura...
pi che soddisfatta. Cos' che non vedo?
Alla fine prese una decisione. Scaric tutto il materiale che le serviva su una chiavetta e
raccolse tutte le carte, poi chiam il suo autista, prese l'ascensore e raggiunse il garage.
Oggi mi siedo dietro disse. Ho un bel po' di documenti da leggere.
Certo, capo rispose l'autista tenendo aperta la portiera posteriore sul lato del passeggero.
Un quarto d'ora dopo, l'autista ferm la macchina davanti al portone. Lisa infil nuovamente i
documenti nella cartellina.  ora di passare all'azione, pens.
Ho il permesso di parlare, capo? chiese l'autista tenendo aperta la portiera.
Permesso accordato rispose Lisa sorridendogli, dato che aveva intuito cosa le avrebbe detto.
Tutte quelle carte segrete disse l'autista indicando con un cenno la cartellina che lei teneva
sotto il braccio. Lavoro qui soltanto da un anno, ma mi chiedo quali siano le possibilit che ho di
diventare pazzo dato che non posso nemmeno accennare alla loro esistenza.
Purtroppo non posso risponderti disse Lisa sorridendo e scuotendo la testa.  un segreto.
Capisco perfettamente comment lui annuendo.  permesso augurare una piacevole
serata?
Assolutamente permesso disse Lisa sorridendo di nuovo. Ma non raccontarlo a nessuno.
54.
Per una volta era tornata per prima. Johan aveva fatto tardi al lavoro. Era corso a prendere Ella
all'asilo, poi si era precipitato a comprare dei piatti pronti in un ristorante cinese nel centro
commerciale di Fltversten, in Karlplan.
Finalmente a casa disse mentre la stringeva a s con un braccio.
Ella non sembrava per niente stravolta. Era di ottimo umore, felice, e il cibo cinese era il cibo
pi buono al mondo, se si poteva mangiarlo senza i bastoncini, e il suo pap le aveva promesso che
avrebbe potuto usare forchetta e cucchiaio.
Sedetevi, cos metto in tavola disse Lisa. A proposito, ti va un bicchiere di vino? chiese a
Johan. Sembra che tu ne abbia bisogno.
Se lo bevi anche tu, volentieri.
No rispose Lisa. Io no. Ma volevo chiederti un aiuto per una cosa. E potrebbe servirti un
bicchiere di vino.
Qualcosa di segreto?
Segretissimo rispose Lisa. Top secret.
In tal caso voglio il rosso disse Johan. Si pensa meglio con quello.
Certamente comment Lisa. Ti va bene del vino italiano?
Non c' niente di meglio quando si tratta di riflettere.
Poi ho anche un modulo. Che devi firmare. Prima che possa darti quello per cui vorrei che mi
aiutassi.
Nessun problema, conferm Johan. Avrebbe anche potuto andare a prendere un tronchese nella
cassetta degli attrezzi e recidergli un dito. La cosa non gli avrebbe impedito di aiutarla.
Mentre erano a tavola, Lisa chiese a Ella se aveva voglia di dare da mangiare alle anatre a
Djurgrden prima di andare a letto.
Ella non rispose. Rivolse un'occhiata interrogativa al pap, non riuscendo a credere che fosse
stata proprio la mamma a pronunciare quelle parole. Johan annu e soltanto allora la piccola rispose.
Bellissimo! esclam. Ma sei sicura che non stiano gi dormendo?
Sono sicura che sono sveglissime rispose Lisa. Come sono sicura di essermi dimenticata
almeno per un po' il lavoro, pens.
Le anatre, che erano sveglie e vispe, cercavano di beccare le fette di pane che Ella teneva in
mano. Lei era raggiante, anche se le avevano pizzicato il pollice destro. Tornando a casa, Lisa ed Ella
fecero a gara per arrivare al portone. Vinse Ella, che come premio pot premere il pulsante
dell'ascensore, anche se aveva cinque anni quindi era troppo grande per quel genere di cose.
Vuoi dare la buona notte al pap prima che ti legga la fiaba? domand Lisa quando ebbero
finito in bagno.
Adesso sta lavorando.  nel suo studio rispose Ella stupita, scuotendo la testa. Come fai tu,
mamma precis.
Un quarto d'ora dopo stava dormendo.
Per suo marito ci volle pi tempo. Lisa segu l'ultima edizione del telegiornale, mand una mail
alla Piperita Patty a Linda, si rinfresc, si lav i denti, and a letto e lesse un paio di capitoli di un
romanzo di cui dimenticava puntualmente la trama.
Chiss cosa sta combinando, pens alla fine. Guard l'orologio sul comodino accanto al letto.
Tre ore, meglio controllare che non abbia pensato troppo, per via di tutto quel vino rosso, e non si sia
addormentato.
Evidentemente no. Quando entr nel suo studio e si raggomitol sulla sua spaziosa poltrona, lui
era ancora incollato davanti al computer.
Come vanno le cose al mio neoassunto esperto di analisi ed elaborazione digitale delle
immagini? chiese Lisa annuendo in direzione dello schermo.
Cos cos rispose Johan. Il lavoro di analisi l'ho terminato. Adesso sto scaricando quello che
c' sulla chiavetta che mi hai dato. Se dovesse venirmi in mente qualcosa, potr ricontrollare.
E come va? chiese Lisa con aria innocente.
Non bene. Per niente.
Prevedibile.
Certo per che  strano.
Per il resto? La tipa che mi lascia perplessa? Come va con lei?
Meglio, direi rispose Johan annuendo.
Parla.
Certo, ma prima devi rispondere a una domanda.
Lisa si limit a un cenno di assenso.
Quello che  scritto sul modulo relativo alla segretezza, che ho firmato.  vero? Fate proprio
cos con quelli che non sono capaci di tenere la bocca chiusa?
S rispose Lisa. Esattamente. Quindi, dato che Ella ama il suo pap e io almeno per ora non
ho trovato niente di meglio, suggerisco che tu tenga tutto per te.
Ma  assurdo comment Johan. E io che credevo che la Svezia fosse uno stato di diritto,
democratico, normale. Oltretutto abbiamo un governo di socialisti e ambientalisti. Persone pi buone di
quelle non ce ne sono, no?
Fregatene disse Lisa. Lo strapper, quel modulo, se terrai la bocca chiusa. Piuttosto,
spiegami com' possibile che Louise Urqhart sembri cos soddisfatta di se stessa.
L'opinione dominante tra i colleghi maschilisti, ovviamente supportati da Linda perch non
esisteva persona pi maschilista di lei, era che dipendesse dalla combinazione di sesso ben fatto e
nuove emozioni che Abbdo Khalid riusciva a offrirle e che aveva movimentato un'esistenza altrimenti
priva di contenuti.
Ho capito bene, allora? chiese Johan. Quello che ho letto significa proprio questo? D'altra
parte, ho gi incontrato la maggior parte dei tuoi collaboratori, e mi sono fatto un'idea.
S, hai capito bene. Linda ne  convinta, e anche Jan. Con quel suo modo wiklanderiano di
fare. E anche Calle, che per si sente in imbarazzo. In effetti  un pensiero quasi carino. Ed  condiviso.
Anche se gli altri non hanno avuto molto da aggiungere al riguardo.
Io concordo con te comment Johan. E credo che gli altri dimentichino una cosa.
Sarebbe?
Il sesso non  soltanto un obiettivo,  anche un mezzo.
Un mezzo?
S, un mezzo per chi vuole ottenere qualcosa. Chiedi a un cinico che sa quello che fa, se non
mi credi.
Un mezzo? Pu essere cos semplice. Certo. Si pu essere idioti fino a questo punto, pens Lisa.
Si pu essere idioti fino a questo punto disse.
Dalle tue parole deduco di essere stato licenziato comment Johan. Comunque, grazie per il
vino.
No replic Lisa. Non stavo pensando a te. Stavo pensando a me stessa. A quanto riesco a
essere idiota.
Quindi posso continuare a considerarmi un esperto esterno?
Assolutamente s, Johan. Anzi, riceverai una medaglia. D'oro. Ma  un segreto, quindi non
potrai farla vedere a nessuno. E per ora dovrai accontentarti di un bacio sulla bocca.
55.
Venerd 15 maggio Linus ricevette un incarico particolare dal suo capo, Linda Martinez, e dato
che era addirittura pi segreto di tutto quello a cui stavano gi lavorando, che gi era segreto, avrebbe
dovuto riferire esclusivamente a lei. Che eventualmente avrebbe deciso di coinvolgere qualcun altro,
indipendentemente dall'argomento, se ce ne fosse stata l'esigenza.
Mercoled 13 maggio, al mattino, Abbdo Khalid, si era trattenuto per quasi tre ore in una zona
compresa nel triangolo delimitato da Eskilstuna, Strngns e Malmkping, senza essere sorvegliato.
Linda voleva sapere cosa aveva fatto. Aveva incontrato qualcuno, era andato a prendere qualcosa,
aveva lasciato qualcosa, o gli era venuta in mente qualche altra diavoleria? Se aveva combinato
qualcosa che non aveva nulla a che fare con le loro indagini, voleva ovviamente saperlo lo stesso in
modo da poter trarre le debite conclusioni.
Linus si sarebbe servito dei dati dei ripetitori e di quelli raccolti da lei la sera precedente
ispezionando la zona. Non aveva altro da dirgli. Se non che avrebbe dovuto arrangiarsi da solo, e
oltretutto velocemente.
A te piace il re, vero? concluse Linda.
S rispose Linus che faceva fatica a nascondere il proprio stupore. Nutro un profondo
rispetto per il notevole interesse che sua maest mostra verso la natura, e poi siamo entrambi vecchi
scout. Ovviamente sua maest  molto pi anziano di me, ma nel movimento degli scout non diamo
troppa importanza all'et. Piuttosto, tu come facevi a saperlo?
L'ho letto nel tuo fascicolo personale ment Linda.
Sono anche un grande ammiratore della regina. Il suo notevole impegno a favore dei bambini
che subiscono...
Okay, Linus lo interruppe Linda. Per questa faccenda  pi importante. Ti ho appena
affidato la possibilit di salvare la vita a entrambi.
Nella zona in questione, compresa tra Eskilstuna, Strngns e Malmkping, abitavano diverse
migliaia di persone che avevano migliaia di cellulari con i quali inviavano decine di migliaia di
messaggi al giorno. Controllarne anche solo una minima percentuale era impossibile. Linus, quindi,
aveva fatto un calcolo delle probabilit sperando che il risultato potesse condurlo a ci che Khalid
aveva fatto con qualcosa o qualcuno in quella zona.
Linus era partito dal centro, sulla carta. Da l aveva tracciato un raggio di un chilometro e aveva
ottenuto una superficie di poco superiore ai tre chilometri quadrati, in cui, secondo il registro
dell'anagrafe, abitavano in tutto diciassette persone suddivise in nove nuclei familiari.
Se ci che Khalid aveva dovuto sbrigare aveva a che fare con qualcuno che abitava l, la
possibilit che quello fosse una delle diciassette persone era pari al cento per cento. E l'incarico
sarebbe stato gestibile, tenendo conto dei tempi e dei mezzi a disposizione per lo svolgimento delle
indagini, pens Linus sentendosi immediatamente ringalluzzito.
A meno che la situazione non fosse pi complessa. Abbdo Khalid poteva aver concordato un
appuntamento con qualcuno che per abitava in un'altra zona, o poteva aver architettato qualcosa che
non aveva alcun legame con quella zona, nel qual caso sarebbe stato necessario inventarsi
qualcos'altro. Data la stagione non poteva trattarsi della raccolta dei frutti di bosco o dei funghi, fatta
eccezione ovviamente per le false spugnole, e comunque nel fascicolo piuttosto voluminoso che
riguardava Abbdo Khalid non c'era niente che indicasse che era andato nel Srmland perch era
interessato alla fauna e alla flora. O perch era un patito di ornitologia, come lui. O uno studioso delle
incisioni rupestri che si trovavano nelle vicinanze.
Vedi di cavartela in qualche modo, o sei finito, pens Linus. Non voleva neppure immaginare
cosa sarebbe successo al suo re cos interessato alla natura e alla sua regina cos impegnata nel sociale.
Dato che era solo nella stanza, lo ripet ad alta voce.
Vedi di cavartela.
Dopo di che, aveva trascorso tre giorni interi cercando di scoprire tutto quello che poteva senza
dover fare domande. Luned 18 maggio, piuttosto tardi, aveva concluso. Prima di mezzanotte, aveva
mandato via mail al suo capo un rapporto di trentuno pagine.
Poco dopo le sette del mattino successivo lei gli aveva risposto. Voleva incontrarlo
immediatamente, al massimo entro mezz'ora. Venti minuti pi tardi, Linus stava varcando la soglia
dell'ufficio del suo capo. Linda non aveva detto niente. Si era limitata a indicare con un cenno del capo
la sedia dall'altra parte della scrivania, continuando a leggere sullo schermo del computer qualcosa che
lui non riusciva a vedere. Sembrava irritata.
Stai leggendo il mio rapporto? esord Linus nel tentativo di stemperare l'atmosfera e di
sottolineare il suo rispetto per i superiori.
Trentuno pagine disse Linda. Ma sei impazzito? Cosa me ne faccio? Riassumi. Ti concedo
cinque minuti.
Okay rispose Linus.
Diciassette abitanti suddivisi in nove nuclei familiari. Tutti svedesi, tutti incensurati. Cinque
avevano figli con meno di quindici anni. Nove erano pensionati e sei di loro avevano non meno di
settantacinque anni. I due pi anziani ne avevano rispettivamente ottanta e novantacinque e al momento
erano ricoverati in una struttura sanitaria per lungodegenti.
Linus li aveva raggruppati in base alle possibilit che avessero avuto contatti con una persona
come Khalid. Si era basato su quello che sapeva di loro e su assodati principi di criminologia, e alla
fine gli era rimasto soltanto un problema di natura prettamente poliziesca.
Che sarebbe? domand Linda.
Be', nessuno di loro sembra essere in contatto con Abbdo Khalid spieg Linus. Non ne
rimane nessuno, se capisci cosa intendo dire.
Non ne rimane nessuno?
Pensando a quello che lui ha in testa precis Linus.
Fammi un esempio disse Linda.
In realt ognuno di quelli che abitavano in quella zona era un buon esempio, secondo Linus. Ma
il migliore poteva essere rappresentato dalla pi anziana del gruppo. Una donna di novantacinque anni
che, quando era morto il marito, vent'anni prima, era rimasta sola in una fattoria isolata a circa
duecento metri dal centro della zona. L'estate prima era stata colpita da un'emorragia cerebrale ed era
stata ricoverata. Una persona cos cosa poteva avere in comune con uno come Abbdo Khalid?
Quale sarebbe il problema? domand Linda. A me sembra perfetta.
Ah s? Non capisco.
Me ne sono resa conto comment Linda. S, non capisci niente. Immaginiamo che tu abbia
bisogno di un posto per lasciare qualcosa che non puoi tenere a casa. Un posto qualunque, per esempio
il magazzino di una normale abitazione senza vicini curiosi nei dintorni, che adesso  vuota. La casa di
una come lei, a cui si  fuso il cervello, sarebbe perfetta. Non si potrebbe pensare a una sistemazione
migliore. E gratis, dato che la donna non ha la minima idea di quello che succede nella sua vecchia
bicocca.
Capisco disse Linus.
Bene replic Linda.
Secondo te, allora, noi come dovremmo procedere?
Non noi replic Linda. Parla con Frank. Aveva bisogno di aiuto per qualcosa. Se salter
fuori un altro incarico per te, mi far sentire. Chiaro?
Chiaro, capo. Grazie, capo.
Per cos poco rispose Linda.
Come devo muovere il prossimo passo?, pens Linda. Rimugin su tutta la faccenda per quasi
un quarto d'ora prima di decidere cosa avrebbe fatto. Poi telefon al suo contatto a Eskilstuna.
Eskilsson, il responsabile operativo della polizia.
Eskilsson rispose con il solito grugnito, che per chi lo conosceva significava che si stava
parlando con la persona giusta.
In cosa posso aiutarti, Linda?
Avrei bisogno di una macchina, un furgoncino, qualsiasi cosa con la scritta Polizia. Basta che
cammini. Non dobbiamo dare la caccia a nessuno.
Per quanto tempo ti serve?
Massimo tre giorni rispose Linda. Preferibilmente a partire da adesso.
Altro?
S. Hai un po' di quegli opuscoli sulla prevenzione del crimine, quelli che continuate a
propinare alla gente?
Tonnellate rispose Eskilsson.
Uno scatolone  sufficiente rispose Linda.
Ci vediamo tra un'ora disse Eskilsson prima di premere il tasto del cellulare che avrebbe
interrotto la conversazione.
Eskil  perfetto, pens Linda. Agisce e produce. Niente a che fare con un'ondata di stronzate.
Linda  perfetta, pens Eskilsson. Niente a che fare con un mucchio di parole inutili. Ed  pure
carina.
56.
Lisa era in ufficio gi alle sette di mattina, e per la prima volta dall'inizio delle indagini sentiva
di avere un ruolo attivo. Finalmente sono anch'io della partita, pens. Era di buon umore, le sembrava
quasi di ridere come una sciocchina. Spense il cellulare per poter meditare in pace, finalmente sola. Poi
prese carta e penna, che la aiutavano a riflettere. In particolare quando si trattava di spingersi oltre i
soliti schemi.
Potrei ricorrere alla cassetta degli attrezzi inglese, osservazioni pratiche e deduzioni logiche,
pens Lisa che conosceva bene la filosofia anglosassone del common sense. Un semplice quadrato.
Disegn uno dei lati, lungo circa dieci centimetri, sul foglio bianco che aveva davanti a s.
All'interno c' Abbdo Khalid, pens, mentre con la sua elegante grafia scriveva il nome al
centro del quadrato. Perch? Perch lo dice Alexander. Considerando quello che lui stesso
rappresentava e quello che sosteneva su Abbdo Khalid, il collega inglese era all'esterno del quadrato.
Lisa scrisse il nome di Alexander fuori, alla stessa altezza di quello di Abbdo Khalid.
Ma Alexander non era solo. Era in compagnia dell'amico americano a cui faceva sempre
riferimento. E di tutti quelli che facevano parte dei servizi di sicurezza occidentali e si occupavano
delle stesse questioni. Da una settimana questo valeva anche per Lisa e i colleghi dell'intelligence
svedese, che erano venuti a trovarsi dalla stessa parte di Alexander dell'Mi6. L'uomo che aveva
inserito il costruttore di bombe Khalid all'interno del quadrato che lei stessa aveva appena disegnato.
Eccolo dunque l. Tutto solo, a quanto pareva, ma con la possibilit di godere della compagnia
di un'altra persona. Per la precisione Louise Urqhart, che sembrava essere la donna del costruttore di
bombe, anche se le dichiarazioni di Alexander erano tutt'altro che univoche, come quelle che
riguardavano Abbdo Khalid. Un incontro casuale tra i due mentre lui cercava un alloggio, un'attrazione
divampata all'improvviso, un pizzico di peperoncino in un'esistenza dai contenuti quasi inesistenti.
Quindi, anche lei all'interno del quadrato, sempre secondo Alexander.
Lisa pos la penna e si ferm a riflettere. Supponiamo invece che sia esattamente il contrario,
pens. Che in realt Louise Urqhart lavori per Alexander. Che sia lei l'infiltrata, e che sia ancora lei a
portare avanti l'operazione che lui sta conducendo. Operazione cos rilevante che tutto il resto deve
aspettare, cos rilevante che lui non pu neppure accennare a descriverla. Se cos fosse, almeno un
dettaglio di questa faccenda sarebbe chiarito, pens Lisa. Il motivo per cui Louise Urqhart sembra cos
soddisfatta nelle foto.
Pi che soddisfatta. Lisa prese la penna e scrisse il nome di Louise Urqhart sotto quello di
Alexander. Disegn un cerchio intorno a entrambi i nomi, e una freccia che partiva da quello della
donna e arrivava all'interno del quadrato. Scrisse un'altra volta il suo nome, sotto quello di Abdullah
Mohammed Khalid. Disegn un altro cerchio intorno ai loro nomi.
Poi pos di nuovo la penna. Dopo aver appoggiato le spalle allo schienale della poltroncina, si
strofin le tempie con la mano destra, per niente turbata al pensiero delle conseguenze di ci che aveva
appena immaginato e fissato sul foglio.
Se fosse cos, sarebbe davvero disumano, pens. Inconcepibile, addirittura, pensando a quello
che era successo a Manchester un paio di mesi prima. Se Louise Urqhart lavorava per Alexander,
doveva aver cominciato gi prima del suo primo incontro con Khalid, pi di sei mesi prima
dell'attentato. Nove morti. E tutti i feriti, anche gravi. Perch non lo avevano impedito?
Forse perch Alexander non era a conoscenza di ci che sarebbe successo? Perch era stata
un'altra organizzazione, l'antiterrorismo della vecchia Scotland Yard, a sorvegliare Khalid e gli altri
che avevano compiuto l'attentato all'Old Trafford e Alexander aveva saputo di Khalid tardi e solo per
una coincidenza, come lui stesso l'aveva definita?
Figuriamoci, pens Lisa. Se Louise Urqhart lavorava per Alexander, rimanevano soltanto due
possibilit. Quello di cui si stavano occupando era cos importante da giustificare il ricorso a qualsiasi
mezzo. Oppure era lei che stava per impazzire per colpa delle deformazioni professionali di cui tutti l
dentro, prima o poi, rimanevano vittima.
Cosa faccio adesso?, pens.
Ovviamente avrebbe potuto chiamare Alexander servendosi della linea telefonica segreta, per
metterlo al corrente delle sue conclusioni. Le aveva tratte partendo dal fatto che Louise Urqhart
sembrava troppo soddisfatta. E adesso aveva intenzione di farlo bollire in un pentolone di colla. Quindi,
attraverso i soliti canali affidabili avrebbe informato i media e i politici del paese a cui lui apparteneva
del ruolo che lui aveva svolto in relazione all'incredibile tragedia che si era consumata un paio di mesi
prima davanti al teatro dei sogni.
Cosa farebbe il caro Jeremy?, pens Lisa. Scuoterebbe la testa, preoccupato, poi sorriderebbe
gentilmente e si dichiarerebbe molto preoccupato per me. Infine, dopo le solite frasi di rito, porterebbe
la registrazione della conversazione, sostenuta per motivi pratici in inglese, al suo massimo superiore,
Philip Hammond, il ministro degli esteri.
Una pazza, la numero due dell'intelligence svedese, minaccia di distruggere il governo inglese,
s, e forse l'intera nazione britannica. E non  da escludere che le sue affermazioni possano riscuotere
una certa credibilit, considerando cosa  successo in passato a opera di informatori pi o meno pazzi.
Philip Hammond  un uomo colto ed educato. E gode di buona memoria, quindi non ha nessun
problema a ricordare le difficolt in cui  incappato Tony Blair quando ha difeso l'invasione dell'Iraq
da parte degli Stati Uniti che avevano dichiarato che Saddam Hussein aveva accesso ad armi di
distruzione di massa nucleari e biologiche. Per questo lui e Alexander vanno immediatamente al
numero 10 di Downing Street e informano David Cameron, il primo ministro, della catastrofe politica
che si sta delineando all'orizzonte.
David Cameron  un politico navigato.  sicuramente consapevole della differenza che passa tra
l'accusare una dittatura del Medio Oriente ricorrendo ad argomentazioni politiche, che in seguito si
dimostreranno sbagliate, e il permettere a dei terroristi islamici di uccidere, con premeditazione, una
mezza dozzina di inglesi, per la maggior parte poliziotti, proprio in Inghilterra. La quintessenza di una
bufera politica.
Per questo contatta immediatamente Stefan Lfven, il primo ministro svedese. Un tipo
semplice, ma onesto e sincero, che conosce e di cui si fida. Lo rende partecipe della conversazione
avvenuta tra Lisa Mattei e Jeremy Alexander. La situazione  grave, c' una pazza nell'intelligence
svedese che ha appena dichiarato guerra a una nazione amica. Di sua iniziativa e con argomenti che si
spera siano condivisi soltanto da lei stessa.
Come se il povero Stefan non fosse gi abbastanza impegnato con i problemi interni, pens
Lisa. Sicuramente, lui non avrebbe fatto salti di gioia, e lei non avrebbe ricevuto un altro mazzo di fiori
dal suo capo. Probabilmente sarebbe stata trasferita con la forza nel reparto psichiatrico dell'ospedale
di Huddinge e l l'avrebbero legata con cinghie di contenzione e le avrebbero iniettato una dose
massiccia di tranquillanti. E molto probabilmente sarebbe stata raggiunta da Johan non appena si fosse
scoperto che era stato lui, un uomo di cultura pazzo come lei, a imbottirle il cervello propinandole
quelle motivazioni assurde che l'avevano spinta ad agire in quel modo. Sarebbe stata una magra
consolazione sapere che Johan era nel reparto maschile che si trovava nel corridoio accanto. Quanto
alla piccola Ella, preferiva non pensare a cosa le sarebbe successo.
Se si vuole far bollire un tipo come Jeremy Alexander, non ci si pu accontentare di un
pentolone di colla poco pi che tiepida, pens Lisa. E non ci si pu basare esclusivamente sulle proprie
opinioni per scaldarla. Non aveva bisogno di nessun Lars Martin Johansson per arrivarci. Ce l'avrebbe
fatta da sola.
Ma doveva procurarsi il maggior quantitativo possibile di legna per il fuoco. Se fosse emerso
che si era completamente sbagliata, che il lavoro l'aveva fatta impazzire, sarebbe stato sufficiente dare
le dimissioni e occuparsi d'altro. Far cos, pens, prima di chiamare Lewenhaupt e dirgli che doveva
vederlo immediatamente.
57.
Eskilsson della centrale di polizia di Eskilstuna si stava dirigendo verso l'edificio in Lindgatan
dove si trovava Linda. Cinque minuti prima dell'ora stabilita le aveva telefonato per dirle di aprire il
garage per permettergli di entrare direttamente ed evitare che il furgoncino rimanesse in strada
attirando l'attenzione dei residenti.
Pensi davvero che io sia cos scema, Eskil? rispose Linda. Il garage  spalancato da quando
ci siamo parlati un'ora fa.
Eskilsson si limit a grugnire.
Il furgoncino della Volskwagen sicuramente aveva visto tempi migliori, ma dato il modo in cui
Linda l'avrebbe utilizzato era perfetto. Prima di lasciare la centrale, Eskilsson aveva anche stampato un
adesivo che aveva appiccicato all'interno del parabrezza allo scopo di rinforzare ulteriormente il
messaggio. C'era scritto Sicuri nel Srmland, in grande, e il testo che compariva in modo raffinato
sotto quel motto lasciava capire che si trattava di una campagna messa in atto dall'unit per la
prevenzione del crimine della polizia di Eskilstuna. Lo scatolone con gli opuscoli che riguardavano la
stessa iniziativa era sul sedile posteriore del furgoncino, vicino a una scatola con degli orsetti vestiti da
poliziotto che Eskilsson aveva trovato quando era andato a prendere gli opuscoli nel magazzino.
Orsi vestiti da poliziotto disse Linda scuotendo la testa con aria interrogativa.
L'orsetto Bjrne precis Eskilsson. Un piccolo orso di peluche in uniforme che un ex capo
della polizia di stato aveva introdotto negli anni novanta, l'unico contributo operativo che quell'uomo
aveva dato all'attivit delle forze dell'ordine. L'ex capo della polizia si chiamava Bjrn, che in svedese
significa appunto orso, quindi non era particolarmente azzardato concludere che avesse tratto
ispirazione da se stesso. Comunque, era avvenuto molto prima di Linda, e finalmente lui si sarebbe
liberato di quelle pagliacciate. Furgoncino, orsetti, opuscoli, e anche l'adesivo che si era inventato. Se
avesse avuto bisogno di qualcos'altro, Linda avrebbe dovuto solo chiederglielo.
No, nient'altro, per il momento. Gli agenti che avrebbero usato il furgoncino li aveva gi
trovati, ma lo ringraziava molto per tutto quello che le aveva procurato.
Eskilsson fa il suo lavoro, pens Linda. Strano che non lo abbiano ancora licenziato.
Le due agenti che Linda aveva scelto si chiamavano rispettivamente Kajsa Nilsson e Lina
Jonsson. Erano bionde, ben allenate, e avevano un bell'aspetto. Come molte altre, anche pi giovani,
della pubblica sicurezza. Il motivo per cui Linda le aveva reclutate per l'intelligence era che
funzionavano benissimo quando dovevano infiltrarsi negli ambienti dell'estrema destra.
Mandarle alla moschea di Frslunda sarebbe stato un vero e proprio disastro, ma per
quell'incarico andavano a pennello, uniforme compresa, che avevano indossato pensando a un tipo di
copertura adatto a quell'operazione. Attivit di prevenzione in una zona sperduta della campagna del
Srmland.
Avrebbero parlato con gli abitanti, distribuito gli opuscoli e gli orsetti e anche informazioni
relative all'opera di prevenzione portata avanti dalla polizia, senza lasciar intuire che si trattava di
qualcosa di completamente diverso. Una ventina di persone e un centinaio di costruzioni. Da
normalissime case, fienili, stalle e annessi rurali a cantine interrate, vecchie roulotte e addirittura
gabinetti all'aperto. Dovevano controllare anche le persone e scoprire cosa fosse andato a fare da quelle
parti Abbdo Khalid. La questione era urgente. Linda voleva le informazioni richieste entro venerd, al
massimo.
Ha incontrato qualcuno. Ha preso qualcosa, ha lasciato qualcosa, ha controllato qualcosa che
aveva nascosto. Voglio sapere cosa ha fatto.
Ne sei proprio certa, Linda? obiett Kajsa.
Piantala, Kajsa rispose Linda scuotendo la testa. Certo che l'ha fatto.
58.
Sembra che Calle sia sempre all'erta, pens Lisa. Tre minuti dopo che lo aveva chiamato, era
gi da lei.
Tieni disse consegnandogli l'elenco delle domande che aveva appena stampato.
Louise Urqhart, la bella inglese che sarebbe anche la donna del costruttore di bombe constat
Lewenhaupt scorrendo con lo sguardo il foglio. Interpreto le tue domande come il frutto di una
qualche tua idea in grado di spiegare il motivo per cui quella donna sembra cos soddisfatta nei filmati
che abbiamo visto.
Il modo in cui poni una questione rivela qualcosa di te stesso e di ci che sai afferm Lisa.
Pi o meno disse Lewenhaupt. E se sai cos' ci che stai cercando ti diventa pi facile
trovarlo.
S, ci ho pensato anch'io.
E?
No rispose Lisa scuotendo la testa. Non questa volta. Voglio che tu sia imparziale. Voglio
sapere quali sono le tue conclusioni senza che io ti abbia condotto in una direzione precisa.
Capisco perfettamente disse Lewenhaupt. Ma suona alquanto allarmante. C' dell'altro?
No disse Lisa.  gi abbastanza grave, pens.
Dopo pranzo Lisa si dedic alle questioni amministrative e, tenendo conto del fatto che il
gruppo investigativo era composto da pi di cinquanta persone, la cosa aveva richiesto il suo tempo
oltre a numerose telefonate e mail scambiate con i diretti interessati. Poi pass alle questioni pratiche:
esigenze dei collaboratori, soldi, attrezzature necessarie, aspetti giuridici. Tutte incombenze che
dimostravano che lei apparteneva al mondo reale, tutte incombenze a cui i personaggi che svolgevano il
suo stesso ruolo ma al cinema o alla televisione non avevano bisogno di dedicare neanche un minuto.
Come ultima cosa prima di tornare a casa da Ella e Johan, lesse la cartella di Helena Palmgren.
Donna interessante, pens Lisa. Dovrei parlarle con calma.
Quella notte sogn le indagini, e l'esperienza le aveva insegnato che non c'era un segno pi
chiaro del fatto che anche lei era una componente attiva della partita che si stava giocando. Non perch
agiva anche dormendo, ma perch pensava a cose a cui non avrebbe voluto pensare dormendo.
Come adesso.  in una stanza avvolta nel buio e sta osservando da lontano tre persone, nessuna
delle quali ha visto lei. Al centro c' Abbdo Khalid. Ha le unghie lunghe e acuminate, proprio come
quelle di Pierino il Porcospino. Molto lunghe, molto acuminate, pu fare del male. Le tiene in vista, le
mostra orgoglioso alla donna che  in piedi davanti a lui. Louise Urqhart.
Lei sembra pi che soddisfatta. Annuisce come per incoraggiare Abbdo che ha occhi solo per
lei.
Abbdo per non si  accorto di Alexander, che  dietro di lui. Quindi non pu accorgersi
dell'enorme paio di forbici che Alexander tiene nella mano destra. E neppure della sua cravatta con gli
elefanti rosa che attraversano una savana blu.
59.
Un compito da svolgere in un angolo sperduto della campagna del Srmland. Kajsa e Lina
avevano cominciato a litigare mentre erano ancora sul furgoncino. Secondo Lina era ovvio. Bisognava
iniziare da quelli che abitavano vicino al centro del cerchio per poi spingersi verso la periferia e
allargare la ricerca.
Perch? domand Kajsa scuotendo i capelli biondi. Secondo me dovremmo fare esattamente
il contrario.
Non capisco perch. Le possibilit che la persona con cui Abbdo ha a che fare sia al centro del
cerchio sono sicuramente maggiori afferm Lina. Quindi si parte dalle abitazioni che sono pi vicine
al centro della zona individuata sulla base dei dati dei ripetitori. Qual  il problema?
Di problemi ce n'erano parecchi, a detta di Kajsa. Dato che avrebbero dovuto parlare con tutte
le persone e controllare tutte le costruzioni all'interno dell'area, c'erano tutti i motivi del mondo per
fare esattamente il contrario evitando di mettere inutilmente in allarme la persona che stavano
cercando. Inoltre sarebbe stato positivo per il morale, perch via via sarebbero aumentate le possibilit
di centrare l'obiettivo.
Allora cosa facciamo? chiese Lina sospirando.
Facciamo quello che dico io rispose Kajsa. Cominciamo da quella famiglia che ha tutti quei
bambini piccoli. Se siamo fortunate, li troviamo a casa e quindi in un colpo solo liquidiamo la met
delle persone con cui dobbiamo parlare.
Un terzo delle persone la corresse Lina. Devi sempre esagerare.
Adesso vedi di darci un taglio, Lina. Un terzo delle persone abita nella prima casa che
andremo a controllare, il resto  distribuito nelle altre otto. Qual  il problema?
Okay, okay, okay.
Furono fortunate. Li trovarono tutti a casa. Mamma, pap e quattro figli, il pi grande dei quali
avrebbe cominciato la scuola in autunno. E quel giorno c'erano anche due amichetti che abitavano nelle
vicinanze. Due adulti e sei bambini, tutti seduti in cucina dove stavano finendo di pranzare quando
Kajsa e Lina bussarono alla porta e spiegarono il motivo della loro visita. La campagna di prevenzione
del crimine Sicuri nel Srmland, a cui stavano lavorando.
I padroni di casa non potevano contribuire con esempi di reato. Oltretutto quello era uno dei
motivi per cui avevano lasciato Stoccolma, alcuni anni prima, e si erano trasferiti in campagna. Invece,
potevano offrire caff, t, succo fatto da loro, tramezzini e una sfoglia di mele che non era stata fatta da
loro ma era abbastanza buona. Kajsa e Lina accettarono l'invito e si accomodarono a tavola, mentre i
padroni di casa raccontavano senza essere stati sollecitati la vita meravigliosa che si conduceva in
campagna.
Tre anni prima avevano venduto il loro appartamento a Stoccolma. Si erano lasciati alle spalle
la fretta e lo stress, i gas di scarico e l'inquinamento atmosferico e avevano comprato quella fattoria, l
nel Srmland, dieci ettari di campi e una casa grande il doppio dell'appartamento che avevano a
Birkastan, che per giunta era costato il doppio. La mamma lavorava part-time come web designer, a
distanza, per la stessa societ di informatica che l'aveva assunta a tempo pieno quando abitavano in
citt, con la sostanziale differenza che adesso era lei a decidere sul suo lavoro e non il contrario.
Il pap si occupava di tutte le incombenze pratiche legate alla piccola fattoria. Avevano un
maiale, delle galline, un campo di patate, un grande orto, un frutteto e dei cespugli di frutti di bosco.
Tutto quello che poteva servire e anche di pi, tre ettari di terreno fertile sarebbero stati sufficienti per
mantenere una famiglia come la loro. E poi c'erano i nuovi progetti. Le arnie che avevano appena
comprato e sistemato, e le pecore che avevano pensato di procurarsi pi avanti. Avevano anche un
gatto e un cane, il labrador che Kajsa e Lina avevano gi avuto occasione di salutare, che avrebbe
partorito tra un mese.
Non siamo vegetariani disse il pap. Mangiamo volentieri carne, pesce e uova, ma devono
essere naturali, e preferibilmente prodotti in casa. Anche da questo punto di vista siamo fortunati.
S, non esiste vita pi bella afferm la mamma sorridendo gentilmente alle due visitatrici.
S,  davvero fantastico concord Kajsa sfoderando un sorriso bianchissimo in direzione della
padrona di casa. Fino a quando non perdi la testa per un altro, pens.
Davvero fantastico ripet Lina sorridendo a sua volta. Fino a quando tuo marito non perde la
testa per un'altra, pens.
Poi le due poliziotte distribuirono gli orsetti e gli opuscoli e conclusero la visita dando
un'occhiata agli edifici che componevano quella piccola fattoria. Erano stati di nuovo i padroni di casa
a prendere l'iniziativa. Non perch fossero preoccupati che potesse succedere qualcosa, infatti l le
porte non venivano quasi mai chiuse a chiave, ma perch erano desiderosi di mostrare loro quanto
erano belli il pollaio, il porcile, il fienile, la nuova serra, persino il fatiscente gabinetto all'aperto, che
avevano deciso di tenere per conservare l'atmosfera originaria del luogo e che avrebbero ristrutturato
durante l'estate.
Che ne dici di escluderli dai possibili contatti di Abbdo Khalid? chiese Lina quando si furono
allontanate. Non credo proprio che questi amanti dell'ambiente e dell'ecologia facciano al caso suo.
Perfettamente d'accordo con te afferm Kajsa. Come minimo avrebbe seri problemi sia con
il cane sia con il maiale. E i gatti?
I gatti?
S, con quelli come Abbdo. A loro piacciono i gatti?
Come faccio a saperlo? replic Lina.
Be', scusa se te l'ho chiesto.
Ti suggerisco di domandarlo a lui. Piuttosto, abbiamo un problema disse Lina.
Sarebbe?
Abbiamo quasi finito gli orsetti. Gliene abbiamo dato persino uno per la cagna. Credo che ce
ne siano rimasti soltanto tre.
Sei preoccupata che non bastino? Per tutti i pensionati? Vedi di darci un taglio gemette Kajsa.
La visita successiva avrebbe riguardato l'abitazione di una signora di novantacinque anni che
era stata ricoverata un anno prima in una struttura sanitaria per lungodegenti. Anche l trovarono
qualcuno. Mentre parcheggiavano nel cortile videro un vecchio che stava tagliando l'erba del prato. Era
il vicino della signora, e si prendeva cura della sua casa. Si erano seduti in giardino a parlare, dopo che
lui aveva offerto caff e dolcetti alla cannella e aveva esternato il suo rammarico per l'inutilit della
visita. Quella della sua anziana vicina era una storia triste, era sempre stata incredibilmente in gamba.
Comunque, l'unica cosa di cui non si erano mai preoccupati l in zona era che qualcuno potesse
commettere qualche reato.
Sono passato dall'agente immobiliare a kers Styckebruk perch dovevo sbrigare una
faccenda e, a quanto ho capito, i nipoti stanno gi cercando di vendere la casa. Una vergogna, se volete
la mia opinione. La loro nonna non  ancora morta.
Non volle l'opuscolo e non gli venne offerto l'orsetto. Invece mostr loro la casa, dato che si
erano prese la briga di arrivare fino a l. Se si stavano chiedendo perch c'era un catenaccio nuovo con
tanto di lucchetto sulla porta del magazzino, la risposta era che lo aveva messo lui. Non perch fosse
necessario, ma perch non riusciva a dare un'occhiata alla casa della sua anziana vicina pi di qualche
volta alla settimana.
Qui vige la legge secondo cui ognuno si prende cura dell'altro concluse.
Anche gli altri anziani della zona non avevano nulla di interessante da raccontare. Due di loro
avevano accettato gli opuscoli e uno aveva addirittura chiesto se poteva avere un orsetto Bjrne da
regalare alla nipotina quando fosse andata a trovarlo.
Come ultima visita della giornata, andarono da una donna di trentacinque anni che viveva l con
la figlia di dodici. Si era trasferita alcuni anni prima, in concomitanza con il divorzio, e aveva scelto
proprio quel posto per via del grande interesse che condivideva con la figlia.
L'equitazione spieg. Siamo tutte e due amanti dei cavalli e qui c' un ottimo maneggio.
Non aveva altro da dire, non c'era nulla che costituisse una fonte di inquietudine per lei o per la
figlia. Quando Lina offr alla ragazzina un orsetto, lei alz gli occhi al cielo scuotendo la testa.
Se me lo date lo prendo io disse la madre sorridendo in modo conciliante. Ho un'amica che
lavora in fabbrica a kers Styckebruk e ha dei figli piccoli.
Eccone anche uno di riserva disse Kajsa porgendole la scatola. Questo vecchio capo della
polizia non doveva certo brillare per la sua intelligenza, pens.
Bene, e adesso cosa facciamo? domand Lina mentre tornavano verso il furgoncino.
Quanti ne abbiamo ancora? chiese Kajsa.
Due pensionati sulla settantina. E uno di settantasette anni. Che vive solo, fortunatamente.
Sono quelli pi vicini al centro della zona che interessa a Linda. Non  l che dovrebbero essere
successe un mucchio di cose?
S, credo di s rispose Kajsa. Questi tre dovrebbero avere qualcosa da raccontare.
Che ne dici di tenerceli per domani? Ho fame.
La penso come te disse Kajsa. Rientriamo a Eskilstuna. Un boccone e andiamo a nanna.
Anzi, io sarei anche dell'idea di farmi una birretta. Domani mattina presto torniamo qui e liquidiamo la
faccenda.
60.
Mentre Kajsa e Lina svolgevano le loro indagini in un angolo sperduto della bella campagna del
Srmland, il loro capo, Linda Martinez, era a Eskilstuna davanti alla moschea di Nyfors. Lei e Motoele
erano seduti nella Bmw nera e il motivo per cui si trovavano l era che lei voleva dare un'occhiata da
vicino al pap del costruttore di bombe, Mohammed Khalid Hussein. Da quando Lewenhaupt ne aveva
parlato, un paio di giorni prima, era diventato oggetto dello stesso tipo di sorveglianza che fino a quel
momento era stato riservato al figlio. Speriamo soltanto che Lewenhaupt abbia ragione, altrimenti ci
penser io a strangolare quel saccente con la puzza sotto il naso, pens Linda che aveva gi cominciato
a essere a corto di collaboratori. Inoltre aveva una domanda da porre al suo autista.
Perch viene alla moschea di Nyfors? Credevo che lui e la sua famiglia frequentassero quella
di Frslunda. Qui bazzicano pi che altro personaggi modello Is.
Ci sono molti musulmani che provengono dal Medio Oriente conferm Motoele. Ma non
solo. Pap Mohammed ci viene pi volte alla settimana. Di solito quando deve incontrare il fratello pi
giovane. Abita qui a Nyfors.
E com' che si chiama? Il fratello di Mohammed, intendo
Ibrahim Khalid Hussein.
Quanti figli ha?
Dieci rispose Motoele. Cinque maschi e cinque femmine. Con due mogli. Ma sicuramente
ne arriveranno altri. La seconda moglie ha soltanto la met degli anni del marito.
Come cazzo si fa ad avere dieci figli? disse Linda che aveva deciso ormai da molto tempo di
non averne. Questi musulmani devono amare molto i bambini.
Non a detta di Jimmie kesson e dei suoi amici. Secondo loro si tratta soltanto di un modo per
prendere il potere. Metti al mondo il maggior numero di figli possibile, cos gli altri diventeranno una
minoranza.  chiaro.
Chi cazzo sarebbe interessato ad avere il potere al prezzo di una decina di mocciosi che girano
per casa? replic Linda.
Parlane con kesson sugger Motoele. Eccolo l aggiunse indicando con la testa l'ingresso
della moschea, che si trovava a cinquanta metri di distanza dall'altra parte della strada. Pap
Mohammed  quello con l'abito grigio scuro. Quello con la giacca nera, il berrettino bianco in testa e la
camicia bianca che penzola fuori dai pantaloni  suo fratello Ibrahim.
Mohammed ha un bell'aspetto comment Linda. S,  proprio un bell'uomo, ricorda
quell'attore americano. Come si chiama?
Ti riferisci a Morgan Freeman, forse sugger Motoele.
S, giusto. Un bel tipo, con un'aria cos naturale.
 la prima volta che lo vedi?
Dal vivo s. Prima l'avevo visto soltanto in fotografia. Ma non  la stessa cosa.
Capisco cosa intendi disse Motoele.
Abito grigio scuro di buona foggia, camicia bianca e cravatta. Capelli corti, brizzolati. Una
parvenza quasi occidentale. Ricorda l'uomo di successo e pieno di iniziativa che in effetti , nonostante
la pelle scura, pens Linda. Dotato di una naturale autorevolezza espressa sia con il linguaggio del
corpo sia con il suo atteggiamento in generale.
Non c' alcun dubbio su chi decide in quella famiglia constat Linda.
S, Mohammed decide tutto. Non soltanto per la sua famiglia e i suoi parenti. A quanto pare 
un uomo che ha un peso notevole tra i musulmani che abitano qui a Eskilstuna.
E suo fratello? chiese Linda. Non un altro, pens.
Non credo rispose Motoele scuotendo la testa. Abbiamo le intercettazioni. E gli abbiamo
anche messo una microspia nella macchina. Non risulta niente che possa spingerci ad agire.
I dieci figli?
Quattro lavorano dallo zio. Due figlie sono nel negozio di Mohammed e due figli nel suo
ristorante.
Nessuno che si metta in evidenza per qualche motivo?
No rispose Motoele. A quanto pare il primo era il miglior amico di Abbdo quando andavano
a scuola qui a Eskilstuna. Hanno la stessa et. Anche lui ha ventotto anni. Si chiama Awale Ibrahim
Khalid, ma in quel periodo veniva chiamato Avve. Abbdo e Avve. Molti dei loro insegnanti pensavano
che fossero fratelli dato che si assomigliavano e avevano lo stesso cognome.
Suo cugino. Il suo miglior amico quando andava a scuola?
S. Ma non credo che tu ti debba scaldare pi di tanto per lui.
Adesso cosa fa?
Abita a Stoccolma rispose Motoele. Gioca a calcio nel campionato svedese. Per il
Djurgrden.
In serie A. Allora dev'essere bravo.
Secondo me era meglio prima. Adesso  quasi sempre in panchina. Sembra un tipo allegro che
vuole godersi la vita. Non  un fissato dell'allenamento, ma ha un palleggio fenomenale. A proposito,
Awale significa fortunato. In arabo, l'ho controllato dato che quel nobiluomo la fa tanto lunga
sull'importanza dei nomi per questa gente. Awale sembra essere un cuor contento, quindi direi che il
nome risulta azzeccato. Lui e Abbdo hanno smesso di frequentarsi praticamente dopo la nona, finita la
scuola dell'obbligo. Abbdo ha continuato gli studi. Avve si  dato al calcio. Ha molto successo con le
ragazze.
Quindi possiamo lasciarlo stare. Essere un cuor contento e avere successo con le ragazze non 
un crimine.
No, infatti rispose Motoele. Vuoi invece che seguiamo Mohammed e suo fratello? Credo
che si stiano dirigendo verso la macchina.
No rispose Linda. Portami al nostro covo. Ho un mucchio di carte di cui devo occuparmi.
Yes, boss disse Motoele.
Lisa era la responsabile di un gruppo investigativo composto da una cinquantina di persone, la
maggior parte delle quali si trovava a Eskilstuna per quelle che la polizia chiamava indagini esterne,
mentre lei era seduta alla scrivania di fronte a Helena Palmgren.
Ho voluto vederti per invitarti a pranzo disse Lisa.
Volentieri rispose Helena Palmgren. Quando?
Oggi, a dire il vero. E temo che dovremo rimanere qui dentro. La sala da pranzo  sopra. Se
hai qualche desiderio particolare, basta solo che tu me lo dica.
Mi sembra una proposta molto piacevole. E non ho nessun desiderio particolare. Mangio di
tutto.
Polpette alla Wallenberg, allora? disse Lisa. Che mangi di tutto lo si vede anche senza essere
della polizia, pens. Adesso per cerca di darti una regolata, Lisa, pens anche.
Polpette alla Wallenberg. Quelle con i pisellini verdi. Perfetto. Di cosa volevi parlarmi?
Di te rispose Lisa. Dato che non ci siamo mai incontrate, ho letto il tuo fascicolo.
 cos brutto?
No, niente affatto. Wiklander mi ha passato solo informazioni positive. Per c' una cosa che
mi ha incuriosita. Che da piccola hai vissuto in Africa.
S,  vero. Ma mi sembrava di averlo detto nel corso di una delle nostre riunioni. Mio padre
lavorava per la Sida, l'agenzia svedese per la cooperazione internazionale. Era un pastore. Poi ha
lasciato perdere e ha cominciato a lavorare per loro. Avevo dieci anni quando sono andata in Africa e
quattordici quando con mia mamma e i miei due fratelli minori, un maschio e una femmina, sono
tornata in Svezia. Mio padre  rimasto l, e poi hanno divorziato.
Hai vissuto prima in Kenya e poi in Etiopia.
S. Pi o meno due anni e due anni. Invece non ho mai messo piede in Somalia. Era pericoloso
gi allora.
Sei andata a scuola laggi?
S, ma si trattava di istituti frequentati da bambini e ragazzini come me. I figli di quelli che
lavoravano per l'Onu o comunque a programmi di sviluppo. Lezioni in inglese, pranzo con due portate
alla mensa, macchina con autista all'andata e al ritorno. Niente a che fare con le scuole normali. In ogni
caso, credo che tu ti stia chiedendo se parlo qualche lingua del corno d'Africa.
S.
Purtroppo devo deluderti. Somalo? Neanche una parola. Il che non  poi cos strano. Swahili?
Qualcosa, forse. Il tigrino, la lingua della popolazione locale nella parte dell'Etiopia in cui abitavamo, 
quello che so meglio. Erano i nostri domestici che lo insegnavano a me e ai miei fratelli. Avevamo
tantissima servit, incredibile considerando ci a cui lavorava mio padre. Anche in Kenya, per l
doveva parlarci sempre in inglese. Chi lo dimenticava e diceva qualcosa in swahili doveva vedersela
con mio padre. Era un errore che lo faceva infuriare. Per credo che tutto questo si trovi nel mio
fascicolo.
No, in effetti no disse Lisa. C' scritto che tuo padre  morto da molto tempo.
 vero.  morto in Africa. Sono passati venticinque anni. Io ne avevo venti quando  successo.
Era diventato un alcolizzato.
Anche questo non  riportato nel fascicolo. Comunque mi pare di capire che tu non senta
molto la sua mancanza.
No disse Helena Palmgren. Era una brutta persona, quindi non mi manca per niente.
Che ne dici di cambiare discorso? sugger Lisa con con sorriso gentile.
S, volentieri rispose Helena Palmgren. Ogni volta che penso a mio padre, ricordo
unicamente il male che ha fatto a mia madre.
Anche i miei genitori sono divorziati disse Lisa. Quando si sono lasciati avevo pi o meno
l'et che avevi tu. A dire il vero  stata mia madre a buttare fuori mio padre. Non perch lui si fosse
comportato male nei suoi confronti, ma semplicemente perch si era stancata di lui. Erano troppo
diversi. Lui era un ricercatore, un biochimico, un uomo di successo. E poi era tedesco. Non molto
simile a mia madre.
Lei invece cosa faceva?
Era una poliziotta rispose Lisa. Adesso  in pensione.
Ma pensa comment Helena Palmgren scuotendo la testa. Un biochimico tedesco e una
poliziotta svedese. A quei tempi non doveva essere una combinazione molto frequente.
No, ma a quanto pare l'amore  cieco. Per, a un certo punto la mamma ha aperto gli occhi e
l'ha cacciato. E lui  tornato in Germania. Dove abita ancora. E dove vuole morire. Se dobbiamo
credere a quello che dice. Ama ancora mia madre? S, ne sono convinta al cento per cento.
Che tipo di uomo ?
Gentile, simpatico rispose Lisa. Mia madre invece ha dei lati particolari.
E uno pu leggere tutte queste cose nel tuo fascicolo comment Helena Palmgren.
No disse Lisa sorridendo. Neanche una parola.
Secondo me quei fascicoli sono inquietanti. Non ne ho visti tanti, ma ho cominciato a lavorare
qui proprio con quell'incarico.
Almeno ti  stato risparmiato il mio concluse Lisa. La mia identit  protetta.
L'unico che pu averlo  il nostro capo supremo?
No, neppure lui. Gli serve un'autorizzazione particolare per poterlo fare. Proprio come se io
volessi leggere il suo. Qualcuno sa che io e lui esistiamo, ma non si deve sapere altro.
Dove andremo a finire? disse Helena Palmgren con un sospiro quasi sconsolato. Io so chi
sei e cosa fai. Se vado in rete, posso leggere la tua tesi, sapere che tuo marito  un esperto di cinema e
che avete una figlia piccola.
Quindi l'hai fatto?
Certo, per i soliti motivi, e non me ne vergogno. A preoccuparmi  il resto, quello che viene
detto in confidenza, nonostante l'impegno alla segretezza.  da quello che non ci si pu difendere.
S, sono d'accordo con te.
Non funziona proprio. Ed  sufficiente bere un caff in questo edificio per dimostrarlo. A ogni
tazza, vengono compiuti almeno dieci reati che riguardano la violazione delle norme di sicurezza da
parte dei membri di questa ficcanaseria, perennemente alla ricerca di un'informazione in pi, anche alla
caffetteria. Se vuoi, posso farti qualche esempio che ti riguarda.
S, volentieri disse Lisa.
L'altroieri, mentre mi trovavo l, una persona mi ha chiesto come mi trovo a lavorare per te.
Ho risposto che mi trovo alla perfezione e allora quella stessa persona mi ha chiesto se ero stata a casa
tua, in quel magnifico appartamento in Narvavgen dove evidentemente abiti. Naturalmente ho detto di
no. Perch avrei dovuto mentire su una cosa simile? Allora molte delle persone che erano l hanno
cominciato a raccontare della casa meravigliosa che hai. Alla fine mi sono sentita molto sola. Perch
non mi avevi mai invitata a casa tua dato che lo avevi fatto con tutti gli altri? Cos l'ho domandato a
bruciapelo.
E cosa ti hanno risposto?
Le solite cose. Qualcuno era stato a casa tua per portarti del materiale, o ti aveva dato uno
strappo. Qualcun altro conosce i tuoi vicini, il cui appartamento  favoloso quanto il tuo. Com'
possibile gestire situazioni di questo tipo? Sicuramente non con un mucchio di regole a tutela della
segretezza.
No, non  possibile. Hai sentito altro? chiese Lisa incuriosita.
S, l'ultima  che a quanto pare hai requisito una volante della polizia per portare tua figlia
all'asilo, in Valhallavgen.
La gente parla troppo comment Lisa. Comunque  vero, ma c' una spiegazione. Una
spiegazione che riguarda me e lei.
Io abito in un piccolo bilocale a Kungsholmen. Non ho marito e non ho figli. Neanche un cane
o un gatto, ma sto bene l. Tra me e il mare ci sono soltanto cento metri. Da quando lavoro qui, se fa bel
tempo vengo a piedi. Ci vogliono venti minuti.
Lo so disse Lisa.  scritto nel tuo fascicolo. Non che impieghi venti minuti per arrivare al
lavoro. Tutto il resto. Se non ricordo male, abiti in Inedalsgatan.
S, esatto. Hai una memoria eccezionale per questo genere di cose.
Insomma rispose Lisa. Ho notato quel dettaglio perch un collega della polizia abita nella
stessa via.
Lavora qui?
No disse Lisa. Fortunatamente no.  un uomo terrificante. E adesso che ne dici di mangiare
qualcosa?
S, volentieri. Ho una certa fame, anche se non ci si aspetta che una donna ne parli.
Allora mangiamo rispose Lisa. Ti prometto che, indipendentemente da quanto
ingurgiteremo, classificher questo pranzo come segreto.
Mi chiedo se sia lesbica, pens Lisa una volta tornata alla sua scrivania e alla sua solitudine,
dopo pranzo. Non ha marito, non ha figli, vive sola, non le importa pi di tanto del suo aspetto anche se
con qualche piccolo accorgimento farebbe la sua figura. Non  certo una stravagante, per a tavola si
difende bene. Lisa si sentiva inspiegabilmente scherzosa, come le era capitato spesso nelle ultime
settimane.
Ma doveva darsi una regolata. Helena Palmgren era una collaboratrice fidata, disposta a dare il
meglio, una persona seria a giudicare da quello che diceva e faceva. Quale che fosse il suo
orientamento sessuale, il dettaglio era totalmente privo di interesse. E comunque era una collega, ed era
fondamentale che lei e tutti gli altri non vedessero ci che passava nella testa del loro capo.
Non avendo niente di intelligente da fare, chiam Wiklander. La conversazione dur cinque
minuti, due chiacchiere necessarie affinch la cosa non risultasse strana e poi, in meno di un minuto, il
motivo della telefonata. Nessun problema, secondo Wiklander. Tutto procedeva come previsto, e
comunque, se fosse successo qualcosa di urgente, interessante o inaspettato, si sarebbe fatto sentire
immediatamente.
Ti rimangono le scartoffie, pens Lisa una volta conclusa la telefonata. Soltanto quando
Lewenhaupt la chiam, alcune ore dopo, le parve di avere finalmente qualcosa da fare in qualit di
responsabile delle indagini che al momento impegnavano la maggior quantit di personale in tutto il
paese.
Aveva un po' di tempo per lui? Anche se erano quasi le cinque, quindi la giornata lavorativa era
finita ed era arrivato il momento di tornarsene a casa dalla propria famiglia?
Nel mio ufficio tra due minuti rispose Lisa. Mi chiedo cosa faccia Helena Palmgren, pens.
Lei che vive sola. Torna a casa per cosa?
C'era una novit. Erano arrivate informazioni sul padre di Abbdo Khalid, che avrebbero dovuto
essere comunicate al pi presto al gruppo investigativo. Lewenhaupt stava per aspettando le risposte
ad alcune domande per farsi un'idea complessiva sul significato di quelle stesse informazioni.
Che ne diresti di una riunione venerd mattina, alle otto? chiese Lewenhaupt.
Avvisa il procuratore e tutti i responsabili del gruppo investigativo, a mio nome. Venerd alle
otto. Stesso posto. Occupati tu degli aspetti pratici.
S. C' dell'altro?
Come vanno le cose con Louise Urqhart?
Su di lei non era affiorato nulla di nuovo. O meglio, nulla che contrastasse con quanto era stato
riferito dal collega inglese. Forse erano riusciti ad aggiungere qualche dettaglio supplementare.
Per esempio? domand Lisa.
Prendendo in considerazione una delle domande sulla lista che mi hai dato, quella che si
riferisce alla madre morta quando lei aveva dieci anni, avevamo gi la data del decesso ma siamo anche
riusciti a ricostruirne la causa.
E sarebbe?
Un incidente stradale durante una vacanza sulla riviera francese. Era sola in macchina.  uscita
di strada ed  finita in un burrone. Nessun sospetto di reato. Ma l'autopsia ha accertato che era
perfettamente sobria e lucida.
Ah! esclam Lisa. Perch non una morte pi comune?, pens. Tumore, emorragia cerebrale,
infarto.
Ho una proposta continu.
S?
Potresti parlare con Kolya disse Lisa.
Kolya? Con la ipsilon, Kolya Barabanov?
S rispose Lisa.
Non sapevo che fosse ancora al mondo. Dev'essere molto in l con gli anni.
Ottanta precis Lisa. Ed  vispo come un grillo. Parlagli.
C' un problema disse Lewenhaupt. Non posso parlare con Kolya. Ci si aspetta che io non
sia a conoscenza della sua esistenza.
Adesso lo sei rispose Lisa. Ti ho appena informato io. Per i dettagli senti Jan.
Ci si aspetta che io non ne sia a conoscenza, pens Lisa. Ecco la ficcanaseria.
Kolya Barabanov. Il capo vuole che io parli con lui.
S disse Lisa.
Accidenti! esclam Lewenhaupt. Tra poco compio quarant'anni, ma Kolya Barabanov...
wow!
 bello che tu abbia reso felice qualcuno, pens Lisa mentre, per la seconda volta nell'arco di
un paio di giorni, era sul sedile posteriore della sua auto di servizio.
Un quarto d'ora dopo, il suo autista si ferm davanti al suo portone. Con occhi vigili si guard
intorno, poi scese, apr la portiera e aspett che scendesse anche lei.
Posso fare qualcos'altro? domand.
Ti stai chiedendo se devi scortarmi fino al portone?
Pi o meno rispose l'autista sorridendo.
No. Mi arrangio da sola.
Adesso sono a casa. A casa da Ella, a casa da Johan, a casa da... A casa per cosa?, pens.
61.
Gioved mattina Kajsa e Lina uscirono per portare a termine le indagini cominciate il giorno
prima. Mancava soltanto il giro di boa. Due pensionati sulla settantina e il loro vicino di settantasette
anni che viveva solo, tre possibili informatori a cui ancora non avevano fatto visita.
Purtroppo la sera prima Kajsa aveva bevuto qualche birra di troppo, dettaglio che aveva causato
un certo ritardo. Lina aspett di salire sul furgoncino per riprendere la collega.
Devo aver mangiato qualche schifezza. La pizza che ho preso, quella con i gamberetti e i
wrstel, aveva un gusto un po' strano si lament Kajsa.
Ho mangiato la stessa pizza replic Lina. E sto benissimo, forse perch ho bevuto soltanto
una birra.
Basta un gamberetto andato a male insistette Kajsa.
O una mezza vagonata di birra replic Lina.
Okay. Per fermiamoci alla prima stazione di servizio, cos mi compro delle caramelle per la
gola e una Coca-Cola fredda.
Tutto questo aveva comportato un ritardo di due ore per cui, quando finalmente parcheggiarono
davanti alla casetta dove abitava la coppia di pensionati, erano gi le dieci. Poi per tutto and liscio
come l'olio.
Marito e moglie erano a casa. Magnifico. Stavano leggendo il giornale e bevendo il caff in
giardino. Si mostrarono molto disponibili, quasi lusingati per l'interesse che la polizia del Srmland
aveva deciso di dedicare loro, e offrirono subito alle due poliziotte caff e tramezzini. Kajsa rifiut
ringraziando, Lina accett. Aggiunse maionese e cetrioli a un tramezzino con pt di fegato e fece una
smorfia a Kajsa, che succhiava una caramella e sorseggiava la Coca-Cola cercando di non alitare in
direzione dei due pensionati.
I padroni di casa parlarono della vita che conducevano e del posto in cui abitavano. Chi aveva
pi cose da dire era la donna, l'uomo si accontentava di annuire anche quando veniva citato.
Avevano comprato la casetta e il piccolo podere dal vicino, che era un contadino, vent'anni
prima, ma per quindici anni li avevano utilizzati soltanto in estate e durante i fine settimana. Quando
per il consorte era andato in pensione, avevano deciso di trasferirsi l. D'altra parte, lui aveva gi
ristrutturato tutto e aggiunto ogni comfort possibile e immaginabile. Uno dei tanti vantaggi che
derivavano da un matrimonio con un artigiano.
Si pu dire quello che si vuole di Tore, ma di sicuro non  nato con il pollice piantato in mezzo
alla mano, come si dice da noi dichiar la moglie mentre il marito si limit a ridacchiare e ad annuire.
Quanto alla criminalit, erano stati fortunati. Sui giornali leggevano di molti reati ai danni di chi
viveva nella zona. In particolare furti e atti vandalici, spesso commessi da giovani ladri o da persone
violente con problemi di droga che partivano da Eskilstuna per fare dei veri e propri raid nei villaggi
vicini.
Quindi voi vi siete risparmiati tutto questo concluse Kajsa che non vedeva l'ora di tornare a
Eskilstuna e quasi bruciava dal desiderio di infilare nel sedere del suo capo, Linda Martinez, tutti quei
risultati delle intercettazioni dei cellulari.
S, penso proprio che possiamo dirlo concord la moglie rivolgendo un'occhiata titubante al
marito.
Be' fece Tore, poi si schiar la voce e continu. Finalmente la situazione si era sciolta.
Nessun delinquente straniero, per fortuna, ma avrebbe voluto poter risparmiare a se stesso e alla
sua cara moglie la presenza del loro vicino pi prossimo.
Do per scontato che questo rimanga tra noi precis guardando Kajsa e Lina.
Certamente rispose Lina. Tutto quello che ci direte rimarr qui.
S, siamo tenute al segreto professionale, per legge, quindi su questo punto potete stare
tranquilli aggiunse Kajsa senza nominare gli altri punti su cui non era cos.
Si tratta di quell'Ove Kristiansson da cui avete comprato la casa e il podere? domand Lina.
Esatto rispose Tore.
Tutta la faccenda era cominciata proprio con l'acquisto della propriet. Erano saltate fuori
subito cos tante magagne di cui non era stata fatta menzione nel contratto, che era risultato evidente
che il venditore li aveva raggirati. Avevano cercato di parlargliene, ma era stato come lavare la testa a
un asino. Erano andati alla polizia a sporgere denuncia per truffa, ma si erano sentiti rispondere che si
trattava di una controversia relativa al diritto civile che in quanto tale non era di competenza della
polizia.
Una cosa terribile comment Lina scuotendo i capelli biondi.
S, davvero concord Kajsa. Allora cos'avete fatto?
Ecco, quel maledetto Kristiansson se ne andava in giro ridacchiando, ma non sapeva che Ulla
lavorava come segretaria in uno studio legale di Stoccolma. Cos  scoppiato l'inferno.
Si erano procurati un avvocato a Eskilstuna che si era occupato della questione e aveva fatto
valere le loro ragioni dalla a alla zeta secondo la legge. Il venditore aveva smesso di ridacchiare, aveva
patteggiato e alla fine aveva dovuto accettare di restituire una bella parte della somma ricevuta.
Che triste figuro concluse Lina.
S disse Tore. Ma tra non molto ce lo toglieremo dai piedi, fortunatamente.
Come mai? chiese Kajsa. Sta morendo? Di qualche malattia, intendo precis.
Be', morendo... Dipendeva dal punto di vista, secondo Tore. Kristiansson aveva quasi
ottant'anni e conduceva una vita tutt'altro che salutare. Non era soltanto un truffatore, era anche un
ubriacone, un distillatore abusivo di alcolici, insomma uno che violava costantemente la legge. Persino
la sua igiene personale lasciava alquanto a desiderare. Un vero e proprio porco. Segni pi chiari del
fatto che la fine si stava avvicinando non potevano essercene. La polizia aveva addirittura un fascicolo
su di lui.
Due condanne per guida in stato di ebbrezza. L'unica volta in cui la polizia si era fatta vedere
da quelle parti era stata poco dopo che loro avevano comprato la casetta e il podere. Era venuta a
prendere l'attrezzatura per la distillazione, e anche Kristiansson, che aveva venduto i suoi alcolici a dei
minorenni, a kers Styckebruk e in altri centri limitrofi.
Cos  finito in galera disse Tore. Poi per  riuscito a trovare un medico che lo ha aiutato a
ottenere gli arresti domiciliari.
Anche se sembra un criminale incallito comment Kajsa senza far trapelare che aveva gi
controllato il fascicolo con i verbali scarni e ormai datati relativi a Kristiansson.
Una persona veramente sgradevole concord Ulla, la moglie di Tore.
Ma mai uno straniero che abbia creato problemi disse Kajsa per porre fine alla visita e potersi
dedicare a Kristiansson.
Che magari gironzolava da queste parti aggiunse Lina.
I due coniugi si scambiarono un'altra occhiata titubante, poi Tore annu e Ulla prese
nuovamente la parola.
Be' disse. Non so se valga la pena ricordarlo, ma un anno fa, verso la fine dell'estate, uno
che non abitava qui  finito nel fossato, all'incrocio, dove si gira per andare da Kristiansson. S, o
arrivando da l aggiunse.
Si alz per indicare l'incrocio, sulla strada sterrata coperta di ghiaia. Era sera tardi, era gi buio,
per cui non erano riusciti a leggere il numero di targa del suv, nero, piccolo, di quelli molto usati l in
campagna. Il veicolo non si era ribaltato, ma la ruota anteriore, sul lato destro, era immersa nell'acqua.
Il guidatore era sceso e aveva controllato i danni. Poi era tornato al volante, dopo un paio di tentativi
era riuscito a riportare il suv sulla strada e aveva proseguito in direzione di Eskilstuna. Tutto nell'arco
di cinque minuti.
Che aspetto aveva? domand Kajsa.
Non era uno che conoscevano, e comunque nessuno di quelli che abitavano nelle vicinanze
aveva una macchina come quella. Un uomo giovane. Piuttosto piccolo ed esile. Sembrava che fosse
solo. O almeno n lei n il marito avevano visto dei passeggeri. Ma probabilmente era un dettaglio
insignificante.
Non sembrava n ubriaco n drogato. Quel giorno aveva piovuto a dirotto, forse non era poi
tanto strano che la macchina avesse sbandato prosegu Ulla.
Qualche altro dettaglio? Terza occhiata titubante tra i due prima che lui annuisse e lei
ricominciasse a parlare come se si fosse accesa una lampadina.
S, era scuro di pelle dichiar, e non sembrava a suo agio mentre lo dichiarava.
Scuro di pelle? disse Kajsa. Quanto? Come un ispanico o ancora pi scuro?
Era negro rispose Tore schiarendosi la voce. Anche se so che non si pu usare questa
parola.
62.
La casa in cui viveva Kristiansson portava i segni evidenti della fatiscenza. Dalle tegole
malconce, alle grondaie pencolanti, alla vernice rossa che si scrostava dai muri esterni, alla scala
marcia che portava alla veranda e alla porta d'ingresso.
Nel cortile c'era un vecchio motorino, di quelli che potevano essere guidati senza patente,
abbandonato a terra, di traverso.
Se la passa proprio bene constat Lina scendendo dal furgoncino. Chiss se Casabella 
stata qui per un servizio su Ove e la sua dimora da sogno nel Srmland.
Salita la scala, Kajsa abbass la maniglia e con cautela apr la porta che non era chiusa a chiave.
Dall'interno giungevano dei suoni che indicavano che qualcuno stava guardando una partita di calcio
alla televisione.
Senti l'odore? sussurr Kajsa.
Magari ha un mucchio di gatti sussurr Lina. Trenta.
Non  odore di piscio rispose Kajsa scuotendo la testa.  odore di gentaglia.
A me sembra invece di sentire l'odore di un colpo di scena nelle indagini comment Lina,
sganciando il cinturino di sicurezza che serviva a tenere al suo posto la pistola d'ordinanza infilata nella
fondina.
Con circospezione si diressero verso i rumori provenienti dal televisore. Kajsa davanti, Lina
dietro di lei con la mano sinistra sul calcio dell'arma. Kristiansson aveva settantasette anni, ma poteva
essere in compagnia di uno come Abbdo Khalid. Kajsa si ferm sulla soglia della stanza.
Salve, siamo della polizia disse Kajsa sorridendo in modo gentile all'anziano che, sdraiato sul
divano, stava effettivamente guardando una partita di calcio.
Cazzo, gli sbirri comment Kristiansson, mettendosi a sedere di scatto e posando la lattina di
birra sul tavolino.
Spero che la nostra presenza non sia di disturbo disse Lina piazzandosi accanto alla collega e
agganciando il cinturino della fondina.
Nessun problema rispose Kristiansson prima di sorridere scuotendo la testa. Due belle
ragazze cos di buon mattino. Nessun disturbo.
Kristiansson non offr loro n caff, n t, n tramezzini, solo una birra fredda. Per il resto
risult loquace e affabile come tutte le altre persone che vivevano in quell'angolo sperduto del
Srmland.
Kajsa gli parl della campagna di prevenzione del crimine, ma lui non aveva niente che potesse
risultare interessante. L'ultima volta che gli sbirri erano stati l, gli avevano fregato gli alambicchi per
la distillazione, quindi se cercavano qualcosa del genere sarebbero rimaste deluse. E anche se
cercavano qualcos'altro. Se quello era il loro incarico, si erano sobbarcate un viaggio inutile. Infatti in
quella zona non venivano commessi reati.
Questo lo dici tu comment Kajsa spalancando i suoi occhi azzurri. Nessun crimine. Sembra
alquanto insolito.
Niente affatto, secondo il padrone di casa. L c'erano soltanto normali svedesi, e questo era
quanto.
Niente musi neri specific Kristiansson, alzando in modo eloquente le spalle.
Di cosa ti occupi di giorno, Ove? chiese Lina.
Si godeva la vita in campagna. Guardava le partite alla televisione, ogni tanto si beveva una
birra fredda e si mangiava un po' di aringhe o di pancetta con i fagioli scuri. E magari si concedeva
qualcosa di pi forte nel fine settimana, se proprio volevano saperlo.
Sembra fantastico disse Kajsa sfoderando un sorriso bianchissimo. A casa di Kristiansson il
fine settimana dura sette giorni, pens.
S, nessuna preoccupazione, dichiar Kristiansson. In estate se ne stava a casa, e quando
arrivava il freddo se ne andava all'estero. In Spagna in autunno, in inverno in Thailandia. Aveva deciso
gi da tempo che sarebbe invecchiato da pensionato nel migliore dei modi.
Kristiansson parlava via via pi velocemente mentre offriva loro il riassunto della sua ricca
esistenza. Dagli anni selvaggi della giovent a quelli in cui suonava il basso elettrico in una band
locale, Brillantina, senza tralasciare tutte le donne, tutti gli amici, tutte le feste, tutta la birra, tutto
l'alcol e tutto il fumo. I felici anni sessanta e met dei pazzi anni settanta.
Poi aveva messo la testa a posto, era subentrato nella gestione della fattoria al padre che era
finito in una casa di riposo e aveva tenuto duro per quasi vent'anni. Poi aveva cambiato nuovamente
vita. Aveva venduto il podere, perch il lavoro del contadino era diventato troppo faticoso, quasi
estenuante. Non gli lasciava nemmeno il tempo per andare al cesso o a ballare al Rogge di Strngns al
venerd, aveva trasformato il passato in un pallido ricordo.
E cos'hai fatto? chiese Lina.
Mi sono buttato nell'edilizia rispose Kristiansson.
Un'impresa di scavi, precis. Tutto quello che andava da un fossato per la costruzione di una
strada a uno di quei laghetti artificiali che i dirigenti di Stoccolma volevano avere nelle loro propriet
di campagna appena comprate, per poter invitare gli amici e andare a sparare alle anatre e bere in
compagnia qualche buona bottiglia di vino.
Erano stati bei tempi, quelle persone sguazzavano nei soldi, che oltretutto avevano rubato a
ignari pensionati che avevano investito i loro risparmi in azioni pagate a caro prezzo. E cos avevano
detto addio a una vecchiaia sicura. Del resto, non poteva andare a finire diversamente, dato che quei
ladri dai modi cos gentili e dagli abiti cos eleganti erano autorizzati a derubare veri e propri imbecilli
che riuscivano a stento a infilarsi la dentiera. Era ovvio. Per un po' del grasso che colava poteva
essere raccolto nelle tasche di un imprenditore onesto come lui.
Bei tempi ripet Kristiansson mentre apriva la sua terza lattina di birra.
Non per le tue vittime, pens Kajsa. Era ora di mettere un freno a quel vecchio beone.
Con una certa difficolt riusc ad allontanarlo dal viale dei ricordi chiedendogli cosa ne pensava
di una serie di soffiate arrivate ultimamente all'unit per la prevenzione del crimine della polizia del
Srmland. Per la precisione, relative a giovani talenti che erano ospitati in diversi centri di accoglienza
per i rifugiati e che, a quanto pareva, si divertivano a scorrazzare in quella zona derubando tutti quelli
che vi abitavano.
Cazzo! esclam Kristiansson. Per non capire la questione bisognava essere poliziotti o
assistenti sociali. Zingari, imparano a rubare come gazze non appena hanno imparato a camminare
continu. Anzi no, rom, come vengono chiamati da quei figli di puttana con la puzza sotto il naso.
Non si tratta di questo. Stiamo parlando di negri spieg Lina che non aveva nessun problema
ad adeguare il proprio linguaggio all'interlocutore, se andava a vantaggio del lavoro che stava
svolgendo. Per la precisione somali aggiunse con aria innocente per vedere fino a che punto
avrebbero retto i nervi del vecchio.
Come se si potesse distinguere un negro da un altro negro del cazzo, obiett Kristiansson. In
ogni caso, lui non conosceva nemmeno un negro e non aveva mai parlato con un negro. Anche se il
problema rimaneva.
Cosa intendi dire? chiese Kajsa.
Che diventano tutti invisibili quando tramonta il sole disse Kristiansson ridacchiando.
L'ultimo quarto d'ora lo dedicarono a dare un'occhiata alle varie costruzioni che facevano parte
della fattoria, in compagnia di Kristiansson che non era molto fermo sulle gambe e che per non aveva
niente da nascondere, dato che gli alambicchi per la distillazione se li erano presi vent'anni prima.
Anche se a tutti quelli che ne avevano voglia bastava compilare un modulo per poter distillare alcolici.
Solo nel Srmland c'erano sicuramente pi di venti persone che vendevano i loro prodotti portandoli
direttamente dalle loro case al monopolio con il permesso dello stato. Una vergogna, a detta di
Kristiansson. I suoi alcolici erano dieci volte meglio. Gli sbirri, fregandogli i suoi vecchi alambicchi a
colonna, avevano sepolto per sempre un importante fenomeno culturale.
Sul furgoncino, di ritorno a Eskilstuna, Kajsa e Lina riassunsero le idee che si erano fatte su
Kristiansson.
Okay disse Kajsa. Che ne pensiamo di Ove?
Non credo che sia musulmano rispose Lina.
Razzista?
E me lo domandi? Ma non hai sentito?  evidente che Ove  un razzista convinto.
E un ubriacone
Assolutamente s disse Lina. Anche se  uno di quelli furbi. Hai notato gli occhi?
Non  musulmano. Fisicamente  uno schifo, mostra il doppio degli anni che risultano dal
certificato di nascita e proprio non  il tipo che possa partecipare a quel programma televisivo in cui dei
campioni sportivi del passato affrontano delle prove di forza. E certo non si lava tutti i giorni. Razzista,
s. Alcolizzato, s, anche se ha uno sguardo furbo. La domanda per rimane. Ha qualcosa a che fare con
Abbdo Khalid?
Gi disse Lina.  qui che la faccenda si complica, secondo me.
Cosa intendi? chiese Kajsa.
Che se ne fa Abbdo Khalid di uno come Ove Kristiansson?  questo che non riesco a capire. A
meno che non si tratti della cosiddetta reazione chimica tra due persone.
63.
Kajsa e Lina, restituiti il furgoncino e gli opuscoli avanzati, tolsero l'uniforme e indossarono i
loro abiti, chiamarono un taxi e raggiunsero il loro covo in Lindgatan. Il resto del pomeriggio lo
dedicarono ad alcune indagini interne.
Prima controllarono a chi era intestata la macchina di Abbdo, poi cercarono ogni genere di
informazione sul giorno dell'estate precedente in cui si era abbattuto un violento temporale nella zona
di Eskilstuna e un giovane nero era uscito di strada finendo in un fossato a un centinaio di metri dalla
fattoria di Kristiansson.
Abbdo Khalid possedeva e guidava una Toyota Rav4 nera, un piccolo suv che corrispondeva
alla descrizione fornita dalla coppia di pensionati. Fino a l, quindi, tutto tornava.
L'estate precedente era durata a lungo, ed era stata calda e secca, giorno dopo giorno, con un
sole cocente che splendeva nel cielo azzurro. Venerd 8 agosto, per, il cielo si era improvvisamente
oscurato e squarciato. Un nubifragio si era abbattuto per quasi tre ore nella zona e l'istituto
meteorologico aveva registrato che erano caduti centocinquanta millimetri di pioggia. Allagamenti
locali, numerosi incidenti stradali per via di tutta quell'acqua e un vero e proprio caos all'altezza di
Eskilstuna. Un paio di settimane prima che Abbdo Khalid andasse in Inghilterra.
Tre settimane dopo aveva piovuto di nuovo, ma Abbdo era gi a Manchester, duemila
chilometri a ovest di Eskilstuna. Fino a l, quindi, tutto tornava.
Rimaneva da capire cos'aveva fatto Abbdo prima che questo succedesse. Era andato a trovare
Kristiansson alla sua fattoria oppure era semplicemente passato l vicino?
Mettere insieme Ove Kristiansson e Abbdo Khalid non era poi cos semplice.
Da un lato Kristiansson, settantasette anni e un piede nella tomba. Due condanne per guida in
stato di ebbrezza e una condanna da scontare in carcere per reati relativi al possesso di alcolici, dalla
distillazione alla vendita. La patente ritirata sei anni prima, dopo la seconda condanna, e mai pi
restituita. Questo pi o meno in concomitanza con il fallimento della sua impresa edile. Pi una mezza
dozzina di denunce archiviate, tra cui una che risaliva a vent'anni prima, quando aveva venduto il
podere ai vicini, e una che risaliva a sei anni prima, quando il curatore fallimentare aveva dichiarato
che aveva sottratto dei beni alla sua impresa in occasione del fallimento. Le altre per falso in bilancio
ed evasione fiscale. Un alcolizzato che non perdeva occasione per esprimere opinioni razziste.
Dall'altro lato Abbdo. Un rifugiato somalo arrivato in Svezia da bambino, musulmano
praticante, sicuramente una persona che non fumava e non beveva, incensurato, diligente, che godeva
addirittura di un certo successo e non figurava in alcun modo nei registri della polizia e delle altre
autorit.
Che diavolo ci fa uno come Abbdo con un personaggio come Ove? disse Lina battendo
ostentatamente la mano sulla pila di carte che era tra loro sul tavolo al quale sedevano fissando gli
schermi dei rispettivi computer.
Be' disse Kajsa. Se stiamo parlando di reazione chimica tra due persone, sono d'accordo
con te.  come tra me e il mio ultimo tipo. Anche se un bel po' di cose invece funzionavano.
Invece qui no replic Lina levando gli occhi al cielo.
Infatti non credo che Ove e Abbdo abbiano a che fare l'uno con l'altro in quel senso. Se per
Abbdo fosse veramente quello che alcuni di noi credono, un terrorista della specie peggiore?
Risulterebbe ancora pi incomprensibile disse Lina scuotendo la testa. Se fossi un
costruttore di bombe giovane e di successo, non toccherei nemmeno con le pinze un tipo come Ove. E
poi non riesco proprio a capire in che modo Ove avrebbe potuto aiutarlo. Te lo vedi seduto sul divano
con tutte le sue lattine di birra mentre l'altro collega un mucchio di fili dai colori diversi a una carica
esplosiva? Io non mi sarei certo messa accanto a lui per farlo.
Neppure io. Capisco cosa intendi, e sono d'accordo con te.
Allora che facciamo?
Scriviamo tutto quanto rispose Kajsa stringendosi nelle spalle.
Scriviamo tutto quanto?
S, nel nostro rapporto. Sar Linda a utilizzare la famosa sensibilit di cui sono dotate le punte
delle sue dita e a riferire a noi teste di legno come stanno le cose.
Noi deleghiamo comment Lina illuminandosi.
S. Che ne pensi?
Brillante. Sei un genio, Kajsa.
Evidentemente Linda aveva spento il cellulare. La loro chiamata fu trasferita su quello di
Motoele, che comunque non rispose. Con l'sms and meglio. Motoele ne invi subito un altro in cui
spiegava che dovevano aspettare fino a nuovo ordine.
Nell'attesa, Kajsa e Lina passarono il resto del pomeriggio guardando le foto di Abbdo Khalid.
Centinaia di foto scattate dai loro colleghi negli ultimi giorni. Pi un altro centinaio che avevano
trovato nei vari registri o in rete.
Una era una vecchia foto che ritraeva Abbdo e i suoi compagni della nona classe della scuola
dell'obbligo di Eskilstuna. Risaliva al 2002, quando Abbdo aveva quindici anni.
Cazzo, lo conosco quell'altro tipo. L'ho visto anche su Facebook disse Lina porgendo la foto
a Kajsa.
S, Avve disse Kajsa. Quello in piedi accanto ad Abbdo. Gioca nel Djurgrden. Suo cugino
era il suo migliore amico all'epoca. Si assomigliano terribilmente.
No, non Avve. Lo zuccherino biondo. Il visino pallido in fondo a destra, che sghignazza. Non
frequentava la scuola di polizia a Stoccolma insieme a te? Quello di cui mi parlavi. Che aveva soltanto
una cosa nella sua testolina disse Lina posando il dito sull'interessato.
Merda disse Kajsa scuotendo la testa. Non pu essere vero.
Cosa non pu essere vero?
Ma s. Lo chiamavamo Frasse l'Arrapato. Troppo bello per essere vero. Niklas Fransson. 
scritto dietro. Sapevo che era di Eskilstuna, ma non potevo immaginare che fosse in classe con
Abbdo.
Il nostro caro Frasse?
S. Niklas Fransson. Conosciuto in tutta la scuola di polizia come Frasse l'Arrapato. Il
maschio, il vero uomo, il mito. Proprio lui conferm Kajsa.
64.
Venerd 22 maggio, alle otto di mattina, i responsabili operativi che formavano il gruppo
investigativo tennero la loro quarta riunione. Le indagini erano in corso da undici giorni. Ne
mancavano quindici alla festa nazionale e a un attentato pianificato che andava impedito a qualunque
costo. Se ci da cui li aveva messi in guardia il collega inglese era vero. Non tutte le soffiate erano
attendibili, n tutte le informazioni che venivano scambiate tra le diverse organizzazioni responsabili
della sicurezza nazionale dei due paesi. Quanto alle indagini interne, non avevano fornito alcuna
conferma, semmai il contrario. Erano emerse nuove domande, e nessuna risposta degna di quel nome.
Al momento potevano solo farsi piacere la situazione, cercando di ottenere un po' di chiarezza sulla
posta in gioco ma contemporaneamente preparandosi a intervenire per motivi di sicurezza.
Prima della riunione, Lisa inform Lisa Lamm dei due sms che un mittente sconosciuto aveva
inviato al loro sospettato principale, Abbdo Khalid. Erano stati gli inglesi a passarle quella notizia,
avanzando per anche pretese di ampia portata. In ogni caso, lei aveva deciso di renderla partecipe
della questione. E del timore che potesse esserci una talpa che aggiornava Khalid sulle loro mosse.
Capisco cosa intendi disse Lisa Lamm scuotendo la testa. E adesso capisco anche perch ti
sei scaldata con Linda durante l'ultima riunione. C' troppa carne al fuoco, se posso esprimermi in
questo modo. Dobbiamo scoprire cosa sta combinando il giovane Khalid, ma anche se c' una talpa che
lavora sodo per impedirci di riuscirci.
S disse Lisa. E la situazione  tale per cui se  vero che una talpa si muove sotto i nostri
piedi  vero anche che Khalid intende compiere un attentato terroristico.
Allora cosa facciamo? domand Lisa Lamm.
Ho una proposta disse Lisa.
Stai pensando di infilare qualche bastoncino nel terreno per vedere se la nostra eventuale talpa
d segni di vita.
S conferm Lisa. Smuovere le acque per controllare se emerge qualcosa di interessante.
Certo che lo facciamo rispose Lisa Lamm. Cosa stiamo aspettando?
Un quarto d'ora dopo che tutti avevano preso posto, Lisa Lamm apr la riunione dicendo che
avrebbe comunicato alcune informazioni coperte dal massimo livello di segretezza e che quindi
avrebbero dovuto rimanere esclusivamente in loro possesso. Chi avesse avvertito la necessit di
passarle ai propri collaboratori avrebbe dovuto rivolgersi a lei per l'autorizzazione. Tutti i presenti
annuirono.
Okay. Esporr in breve la questione. Quando avr finito, avrete cinque minuti per le domande,
in modo da non sottrarre tempo a Calle che ha cose interessanti da raccontarci su Mohammed Khalid
Hussein e la sua famiglia. Io vi aggiorner sul resto.
E cos fece. Iniziando dal punto pi critico. Alcuni segnali facevano purtroppo pensare alla
presenza di una talpa all'interno dell'organizzazione. Che nella migliore delle ipotesi stava scavando le
sue gallerie in relazione a quelle indagini ma nella peggiore stava cercando di compromettere la
stabilit dell'intero edificio in cui si trovavano.
Domande? chiese Lisa Lamm quando ebbe finito. Non sembrano particolarmente felici, ma
danno l'impressione di voler reagire con una certa lucidit, pens. Chiss come devo interpretare
questo loro atteggiamento.
Io ne ho una disse Andersson. C' una cosa che non capisco.
Sarebbe?
Il primo messaggio ci piomba addosso luned scorso. A ora di pranzo. Ho capito bene?
S rispose Lisa Lamm.
Ma in quel momento non avevamo ancora avviato le indagini. Io non sapevo assolutamente
nulla di un certo Abbdo Khalid. E come me tutti i presenti.
A parte me intervenne Lisa con un sorriso gentile.
Non intendevo dire questo assicur Andersson.
Stai tranquillo, Danne replic Lisa. Ti garantisco che sono innocente.
Neppure mi sognerei di immaginare qualcosa di diverso comment Andersson. Nessuno di
noi lo farebbe. Non pensarci nemmeno.
Che idea ti sei fatto? chiese Lisa Lamm.
Be', che non pu essere vero.
Anche se potrebbe esserlo. Partiamo proprio da questo presupposto. Che in effetti ci sia una
talpa. Cosa penseresti in questo caso?
In questo caso penserei che la talpa parla inglese rispose Andersson.
Okay disse Lisa Lamm. Suggerisco che tutti voi riflettiate sulla questione. E adesso, se non
avete altre domande, lascerei la parola a Calle. Investigare richiede tempo, questo lo sappiamo bene,
ma non credo che la nostra eventuale talpa riuscir a sfuggirci.
65.
Prima di affrontare l'argomento principale di quella riunione, Mohammed Khalid Hussein e la
sua numerosa famiglia, in particolare il figlio maggiore sospettato di essere un costruttore di bombe per
al-Shabaab, Lewenhaupt esord dicendo che lui e i suoi collaboratori avevano mantenuto la promessa.
Avevano fatto avere via mail ai presenti del materiale molto interessante relativo alle giovani
donne occidentali che si accompagnavano a uomini che per motivi diversi potevano essere collegati a
organizzazioni terroristiche islamiche. Materiale quasi sempre messo in rete da loro stesse. In tutto si
trattava di un migliaio di donne, nell'Europa occidentale e negli Stati Uniti, e il loro numero cresceva
ogni giorno. In Svezia erano una cinquantina quelle che avevano testimoniato pubblicamente la loro
nuova fede e avevano incitato alla guerra santa a cui loro si erano gi votate. Molte venivano dalla
Svezia occidentale, in particolare da Gteborg, non era chiaro perch, e le organizzazioni che le
avevano accolte erano Is, al-Shabaab e al-Qaeda. In ordine decrescente quanto a nuove seguaci. Quel
materiale andava considerato come un semplice supporto alle indagini, dato che non era stata scoperta
alcuna connessione tra quel fenomeno e il compito che il gruppo investigativo stava svolgendo in quel
momento, precis Lewenhaupt.
Con tutto quello che promettono di farci, non ci resta che ringraziarle per la quantit di
informazioni che loro stesse ci forniscono. Comunque prosegu Lewenhaupt,  ora di arrivare al
punto, cio come e perch Mohammed Khalid Hussein e la sua famiglia sono finiti in Svezia.
Erano arrivati nel gennaio del 1993, compresi nella quota prevista di rifugiati. A quei tempi la
famiglia era formata da dieci persone: Mohammed, la madre che aveva vent'anni pi di lui, due mogli
e sei figli. In autunno avevano lasciato il loro luogo d'origine, una cittadina di circa ventimila abitanti,
Buulobarde, duecento chilometri a nord di Mogadiscio, nella regione dello Hiran.
La famiglia apparteneva al clan pi numeroso del paese, quello degli Hawiye, che comprendeva
pi di un quarto della popolazione somala che ammontava a dieci milioni di persone. Mohammed era il
secondogenito del capo locale del clan, e tutti i membri della famiglia godevano di una posizione di
rilievo, anche dal punto di vista economico. Erano contadini, commercianti e anche proprietari del pi
grande mercato locale per la vendita e l'acquisto di bestiame e prodotti agricoli. Ma proprio questo era
stato il motivo concreto della fuga. I loro nemici avevano cercato di impossessarsi delle loro risorse.
In Somalia la guerra era scoppiata da pi di un anno. Nel 1991 il presidente e il suo governo
erano stati deposti, dopo di che il paese aveva subito un tracollo. I vertici politici e militari erano fuggiti
all'estero e i diversi clan e gruppi di ribelli reclutati dall'ex esercito nazionale avevano scatenato una
sanguinosa guerra intestina. L'Onu e gli Stati Uniti non erano ancora intervenuti militarmente,
all'epoca.
Mohammed aveva lasciato il paese con la sua famiglia quando suo padre gli aveva ordinato di
farlo. Per salvare almeno una parte della stirpe dal rischio dello sterminio. Una saggia decisione, come
sarebbe emerso in seguito. Dopo alcuni mesi sarebbe stato ucciso il fratello maggiore di Mohammed, e
la stessa sorte sarebbe toccata al padre e a due zii un anno dopo l'arrivo di Mohammed in Svezia.
Mohammed e la sua famiglia si erano diretti in Kenya. Il viaggio, pi di mille chilometri in
macchina, si era concluso nella citt di Dadaab, circa quattrocento chilometri a nord-est di Nairobi. L
c'era la base dell'alto commissariato per i rifugiati dell'Onu, circondata da quello che veniva descritto
come il pi grande campo profughi al mondo. Mezzo milione di rifugiati registrati come tali.
Moltissimi di loro provenivano dalla Somalia, squassata dalla guerra. Il Kenya era il primo
paese che trovavano e il campo di Dadaab era la prima struttura in cui potevano ricevere aiuto prima di
essere inviati altrove, in Europa, in Canada o negli Stati Uniti. Mohammed e la sua famiglia
appartenevano a un gruppo molto ristretto e privilegiato. Avevano denaro e documenti. E il destino
aveva voluto che venissero accettati dalla Svezia anche se l non avevano nessuno. Quella sarebbe
diventata la loro nuova patria.
Paragonato al precedente, il viaggio verso la Svezia era sembrato loro una vacanza. Erano stati
imbarcati su un volo diretto Nairobi-Arlanda e all'arrivo, dopo i controlli di routine eseguiti dall'ufficio
immigrazione, erano stati sistemati in un centro di accoglienza che si trovava a Jttuna, nella zona di
Flen, alcune decine di chilometri a sud di Eskilstuna.
Si trattava di un grande centro realizzato secondo gli standard svedesi, che ospitava al massimo
quattrocento persone per la maggior parte provenienti dalla Bosnia e dalla Somalia. In seguito sarebbe
stato molto criticato dai media per alcune irregolarit e per i conflitti esplosi al suo interno. Ma a
Mohammed e alla sua famiglia era sembrato un paradiso, paragonato al campo di Dadaab.
Dopo un anno avevano ottenuto un permesso di soggiorno illimitato e si erano trasferiti a
Eskilstuna, in un appartamento a Frslunda e sei mesi pi tardi nella villetta in Ltgrdesstigen.
L'avevano affittata dal comune, ma Mohammed nel giro di poco tempo era riuscito ad acquistarla a un
buon prezzo. A quanto pareva, le cose gli andavano bene. Con il tempo era diventato proprietario di
una lavanderia a secco, dove era anche possibile far riparare e modificare i vestiti, e di un piccolo
negozio di alimentari. Il suo primo figlio maschio, Abdullah, a scuola era il migliore della classe.
Secondo Lewenhaupt e i suoi collaboratori, che facevano parte dell'intelligence e si occupavano
di terrorismo, potevano essere riassunte cos le vicende che avevano portato Mohammed e la sua
famiglia in Svezia, a Eskilstuna, diecimila chilometri a nord del loro luogo d'origine, Buulobarde, in
Somalia.
Ora per venivano osservati con occhi diversi da quelli con cui erano stati osservati vent'anni
prima da chi si occupava di immigrazione, per cui erano emerse alcune circostanze che valeva la pena
sottolineare. Anche perch l'argomento aveva priorit assoluta nelle indagini.
Al momento la situazione politica in Somalia era caotica come quando se n'erano andati. La
guerra continuava a imperversare, insieme alla fame e alle malattie, e mancava ancora un governo
centrale funzionante. Dovendo stilare una graduatoria basata sulla miseria sociale, economica e
politica, ma anche umana, la Somalia sarebbe risultata al primo posto tra tutti i paesi della terra.
Per erano avvenuti alcuni mutamenti politici interessanti, sia all'interno del paese sia nelle
relazioni tra gli altri paesi e la Somalia. L'Onu e gli Stati Uniti sembravano avere rinunciato almeno in
parte alle loro precedenti ambizioni di esportare una qualche forma di ordine politico e sociale. O
addirittura di intervenire. Con due eccezioni, nessuna delle quali era volta ad assicurare attenzione e
assistenza al paese e ai suoi abitanti. Al contrario, l'obiettivo principale era proteggere il mondo
circostante dalla Somalia.
Come prima cosa, erano stati incrementati gli sforzi rivolti contro i pirati somali che
imperversavano lungo le coste del paese, dall'oceano indiano, a sud-est, al golfo di Aden, a nord. Come
seconda cosa, erano stati effettuati da parte degli Stati Uniti degli interventi rivolti contro le
organizzazioni terroristiche che avevano base in Somalia.
Per il resto, c'erano gli aiuti economici e sociali da parte dell'Onu, di varie organizzazioni
umanitarie e dei paesi ricchi dell'Occidente. La Svezia stanziava circa trecento milioni di corone
all'anno per aiuti in denaro e sostegno allo sviluppo, per i dieci milioni di abitanti di uno dei paesi pi
poveri al mondo.
Questo relativamente alla situazione politica e al contesto economico e sociale. Ma pensando
alle indagini c'erano anche altri elementi interessanti.
Quando Mohammed e la sua famiglia avevano lasciato la Somalia, non esisteva al-Shabaab.
Sarebbero passati pi di dieci anni prima della nascita di quell'organizzazione. Che in breve avrebbe
rappresentato un importante fattore di forza del paese potendo contare tra l'altro su un proprio esercito
formato da circa diecimila soldati reduci da molte pi guerre di quelle scoppiate nel loro paese
d'origine contro i paesi confinanti. Guerre combattute a favore della causa islamica in altre parti
dell'Africa, in Afghanistan e in tutto il Medio Oriente.
Al-Shabaab aveva uno dei suoi bastioni a Buulobarde. Con il tempo, dopo che Mohammed e la
sua famiglia avevano lasciato la Somalia, il clan degli Hawiye aveva rafforzato la propria influenza nel
paese grazie al sostegno offerto ad al-Shabaab. Nell'ambito dell'organizzazione non si facevano
differenze tra clan, la comune fede islamica era superiore a ogni altra appartenenza, ma non era un
segreto per i servizi di sicurezza occidentali che i vertici di al-Shabaab spesso provenivano dal clan
degli Hawiye.
Quanto a Mohammed, era stato il primo della sua stirpe a trasferirsi in Svezia. E da allora aveva
ricevuto nel paese circa duecento parenti che lo avevano seguito chiedendo il ricongiungimento
familiare e che avevano finito per rappresentare circa il dieci per cento dei duemila somali residenti
nella zona di Eskilstuna.
Tutti quei somali erano musulmani sunniti. Tutti i parenti di Mohammed appartenevano al clan
degli Hawiye. Rimaneva da scoprire quanti di loro sostenevano al-Shabaab. Lewenhaupt riteneva che si
trattasse di un numero notevole di persone, non soltanto del figlio maggiore di Mohammed, Abbdo
Khalid.
Mohammed era il musulmano di Eskilstuna che godeva del massimo prestigio e nessuno
metteva in discussione la sua posizione. Era un credente e conosceva personalmente tutti e sei gli imam
di Eskilstuna. Inoltre era un uomo d'affari di successo, ed era cittadino svedese da quindici anni.
Quello che ancora non sappiamo  se anche lui abbia contatti con al-Shabaab disse
Lewenhaupt.
Tu cosa ne pensi, Calle? chiese Lisa Lamm.  carne o pesce?
Domanda interessante disse Lewenhaupt. Dato che sono convinto che chiariremo la
questione a breve, preferirei astenermi dal rispondere. Ma, se dovessi darvi un consiglio, vi suggerirei
di esaminare le foto di Mohammed che Linda e i suoi collaboratori hanno scattato. Considerate il modo
in cui si rapporta agli altri e il modo in cui gli altri si rapportano a lui. Per facilitarvi il compito, vi ho
spedito un promemoria sul linguaggio del corpo tra i musulmani, che  stato preparato da uno dei miei
collaboratori.
Come sempre, lo troveremo nella cassetta della posta elettronica disse Lisa Lamm
sorridendo.
Ovviamente rispose Lewenhaupt. La vostra cassetta della posta  sempre l'obiettivo del
nostro viaggio.
66.
Venerd pomeriggio Kajsa e Lina riferirono al loro capo, Linda Martinez. E nel farlo espressero
le loro perplessit sul tema. Cosa avrebbe potuto farsene Abbdo Khalid di Ove Kristiansson? Se aveva
una seconda vita, segreta, che consisteva nel costruire bombe, avrebbe dovuto evitare come la peste un
vecchio alcolizzato dalla lingua lunga. Poi c'era l'altra faccenda, la macchina finita nel fossato e lo
scambio di messaggi con i cellulari.
Che ne pensate, ragazze? domand Linda.
Potrebbe trattarsi di una pura casualit disse Kajsa.
S concord Lina. Non sempre si possono escludere le coincidenze.
A volte voi due mi preoccupate replic Linda. Nove mesi fa Abbdo Khalid finisce in un
fossato a un centinaio di metri dalla fattoria di Ove. Una decina di giorni fa ha un contatto telefonico
nello stesso luogo. Perch cazzo  tornato proprio l? Per una cerimonia commemorativa dell'uscita di
strada?
S disse Kajsa. In effetti  un po' strano.
S,  una coincidenza indiscutibilmente interessante conferm Lina.
C' dell'altro? disse Linda sospirando.
S, forse, ma non ha nulla a che fare con Ove.
Parlatene con Frank disse Linda scuotendo la testa.  ora che il piccolo Linus faccia il suo
secondo passo, pens.
Linus si present da Linda mezz'ora dopo. Positivo, alla luce dell'ultimo incontro che aveva
avuto con lei.
Se ho capito bene, vuoi che prosegua lungo la pista rappresentata da Kristiansson disse. Che
tipo di intervento avevi immaginato?
Linda alz lo sguardo dallo schermo del computer e accenn con la testa al rapporto di Kajsa e
Lina.
Leggi le conclusioni delle nostre due biondine disse Linda. Poi pensa tu a come procedere.
E quando sei pronto fammi la tua proposta.
Linus lesse quello che avevano scritto le colleghe, in cinque minuti. Riflett intensamente per i
cinque minuti successivi. Infine si schiar delicatamente la voce.
Ti ascolto disse Linda appoggiandosi allo schienale della poltroncina.
Linus le spieg come gli pareva di doversi comportare nei confronti di Kristiansson. In due
minuti.
Che ne dici? domand.
Brillante, Linus comment Linda. C' ancora speranza per quanto ti riguarda. E adesso vedi
di sparire e di combinare qualcosa, cos magari riusciamo a salvare la pelle al tuo vecchio amico
scout.
67.
Motoele non aveva dimostrato un grande entusiasmo quando Kajsa gli aveva proposto di
allargare le indagini fino a includere il compagno di classe di Abbdo Khalid, Fransson. Che era un
poliziotto, in servizio a Eskilstuna da sette anni.
Cosa poteva sapere un agente semplice come Fransson? Pi di dieci anni dopo che la sua strada
e quella di Abbdo, con cui era andato a scuola, si erano divise? Se Motoele avesse dovuto tirare a
indovinare, avrebbe detto che probabilmente non erano mai stati amici per la pelle, neppure a quei
tempi. E comunque Fransson era noto tra i colleghi pi che altro per il suo soprannome e per la sua
reputazione non buona.
Kajsa aveva insistito rifiutandosi di cedere. Quali erano gli amici che uno conosceva meglio?
Quelli con cui era andato a scuola. Indipendentemente dalla reputazione e dal soprannome, era convinta
che valesse la pena fare un tentativo.
Non c'era nessuno del gruppo investigativo che avesse incontrato Abbdo Khalid. Lo avevano
osservato e ascoltato di nascosto. Avevano passato al setaccio tutti i registri per cercare di scoprire
qualcosa su di lui. Avevano sentito alcuni dei suoi ex insegnanti, ex datori di lavoro ed ex colleghi,
tutte persone che non avrebbero raccontato ad Abbdo della conversazione avuta con la polizia. Era
arrivato il momento di mettersi in contatto con qualcuno che avesse condiviso con lui altre esperienze.
Qualcuno che potesse fornire un po' pi di sostanza al soggetto che stavano sorvegliando.
Fransson doveva aver parlato con Abbdo migliaia di volte, ed era un poliziotto.
Alla fine Motoele aveva ceduto. A condizione che l'incontro con Fransson avvenisse sotto
copertura e secondo precise premesse. Kajsa questa volta si sarebbe presentata come un'investigatrice
della narcotici. E la conversazione con Fransson si sarebbe svolta alla centrale di Eskilstuna. Per le
questioni pratiche Motoele avrebbe chiesto aiuto a Eskilsson.
Chiedigli di raccontarci quello che sa su Khalid. Fa' in modo che si renda conto della necessit
della segretezza. Non fornire alcun dettaglio relativo al tuo incarico, non si deve mai mentire pi del
necessario. E fa' anche in modo che firmi l'impegno alla riservatezza prima di andarsene. E non dire
assolutamente nulla del vero motivo dell'incontro.
Certo, cosa credevi che avessi in mente di fare? disse Kajsa. A proposito, che ne diresti di
avere un po' pi di fiducia nei tuoi colleghi? Non ti deluder. Te lo prometto.
Bene disse Frank. Se prometti anche di fare come ti ho detto, prometto di fidarmi di te.
 magnifico sapere che siamo d'accordo disse Kajsa.
Sabato 23 maggio, al mattino, Kajsa Nilsson interrog in via informale un vecchio compagno
dei tempi della scuola di polizia, Niklas Fransson della centrale di Eskilstuna. Che era identico a come
se lo ricordava.
Sei pi bella che mai, Kajsa. In cosa posso aiutarti? chiese Fransson sorridendole come di
sicuro faceva quando parlava a ogni altra donna che avesse l'aspetto di Kajsa.
Questo tipo rispose Kajsa porgendogli la foto della nona classe e puntando l'indice su Abbdo
Khalid.
Il piccolo Abdullah Mohammed, anche se a scuola lo chiamavamo tutti Abbdo. Ti aiuto
volentieri, Kajsa. Lo sai. Puoi sempre fidarti di me. Indipendentemente dal motivo.
Cosa sai di lui? domand Kajsa.
Praticamente tutto. Almeno per i nove anni che avevano trascorso insieme a scuola, anche se
non erano mai stati amici per la pelle. Abbdo stava sulle sue. Evitava di frequentare le persone normali.
Il suo miglior amico era suo cugino Avve. Anche lui era con noi. Abbdo? Che dire di lui? A
scuola era bravissimo. Il primo della classe. Addirittura il primo della scuola. In particolare nelle
materie scientifiche. Era piccolo, silenzioso, uno di quelli che si siedono nei primi banchi e rispondono
a tutte le domande. Che non hanno neppure bisogno di alzare la mano per essere ascoltati. S, uno cos.
Suo cugino Avve invece...
Invece?
Tutta un'altra pasta. Un tipo alla buona. Un mostro a calcio. Lo sai che gioca nel campionato
svedese?
S rispose Kajsa. Ma parlami ancora di Abbdo. Un secchione, piccolo e silenzioso. Lo
prendevate in giro?
No, potevamo scordarcelo. L a scuola aveva almeno venti fratelli di sangue, e alcuni erano
davvero pericolosi. Veri assassini di professione. Lo sapevano tutti. Se scherzavi con uno di loro, te li
ritrovavi tutti addosso. E allora eri finito.
Abbdo cercava di sfruttare a suo vantaggio questa situazione? Questi amici pronti a farsi
avanti per lui?
No rispose Fransson. Abbdo stava sulle sue, come ti ho detto. Un secchione. Gentile, anche
simpatico, se gli chiedevi qualcosa. Ma non era mai lui ad avvicinarsi.
E i suoi fratelli di sangue somali? Nessuno di loro cercava di fare lo spaccone con lui?
Sfottendolo o comunque dandogli fastidio? Perch non era come loro?
S.
No, no. Sarebbe stato un suicidio.
Perch?
Dovresti saperlo. Chi  il padre di Abbdo. Mohammed Hussein.
L'unica cosa che so di lui  che  incensurato.  un uomo d'affari di successo, se ho capito
bene.
Comincio seriamente a preoccuparmi, Kajsa. Mohammed  il boss dei somali, un vero e
proprio padrino. Per tutti i somali qui a Eskilstuna. Chi di loro avesse anche solo torto un capello al suo
primo figlio maschio, e considera che il piccolo Abdullah era il pupillo di Mohammed, sarebbe stato un
uomo morto. Lo ricordo bene. C'era sempre almeno uno dei somali pi grandi nelle vicinanze di
Abbdo per fare in modo che nessuno lo importunasse. Tipi terribili, persino i nostri insegnanti se la
facevano sotto davanti a loro.
Invece lui era un ragazzino gentile e simpatico. Un secchione, molto modesto. Che non faceva
male a una mosca precis Kajsa.
Perch avrebbe dovuto? Non ne aveva bisogno. Era il figlio maggiore di Mohammed. Era
sufficiente. Per questo mi hai sorpreso spuntando fuori e rivolgendomi tutte queste domande su Abbdo
che sarebbe coinvolto in qualche storia di droga. Chiunque, compreso suo cugino Avve, ma non
Abbdo.  davvero improbabile che possa avere a che fare con la droga, se vuoi la mia opinione.
Non posso approfondire la questione, come ti dicevo.
No, va bene. Ma ci non toglie che la cosa mi sorprenda. Quando frequentavamo la scuola
dell'obbligo siamo stati in classe insieme per nove anni...
S?
L'unico che non beveva e non fumava mai era Abbdo. Non gli interessavano le ragazze.
Quando abbiamo cominciato le superiori, ha smesso di venire alle nostre feste. Invece suo cugino era
sempre a caccia di ragazze, fumava, beveva birra, veniva alle feste. Perfettamente normale. Non come
Abbdo.
Come se la cavava scuola? Avve, intendo dire.
Be', non era un genio. Credo che anche i miei voti fossero migliori dei suoi. Avve era uno che
sapeva come muoversi nel mondo reale, per strada, ma finita la nona smise di studiare. Anche se agli
esami finali risult essere il numero due. Ovviamente il migliore era stato Abbdo. Ma in quello non
c'era niente di strano. Il fatto che Avve fosse stato il pi bravo dopo di lui, invece, fu una specie di
evento che fece sperare tutti quanti. Nessuno dei nostri insegnanti riusciva a spiegarselo. Figurati noi.
Io per alla fine capii com'era andata. Proprio una bella storia. Che oltretutto la dice lunga.
Non puoi raccontarmela? disse Kajsa.
Essere nella stessa scuola aveva creato qualche problema ai due cugini, che si assomigliavano
moltissimo e venivano spesso scambiati l'uno per l'altro. Non quando erano in classe, per, perch
Avve era sempre negli ultimi banchi, indaffarato con le ragazze, mentre Abbdo era sempre nei primi
banchi, impegnato a leggere, a lavorare al computer o a rispondere alle domande a cui nessun altro
sapeva rispondere.
I problemi insorgevano fuori dall'aula. Un compagno aveva cercato di scherzarci sopra,
proponendo ad Abbdo e ad Avve di portare una targhetta sul petto con scritto, per semplificare le cose,
Negro 1 e Negro 2. Chi poi dovesse essere l'1 o il 2 avrebbe potuto deciderlo la sorte. Abbdo era il
migliore in tutte le materie. Avve era un fenomeno a calcio. Lanciare la monetina sarebbe stato la
soluzione pi semplice.
Avve aveva reagito alla proposta buttandola sul ridere. Certo, se il promotore dell'iniziativa si
fosse messo una targhetta con scritto Uccello piccolo, lui si sarebbe messo quella con scritto Negro 2.
Abbdo non aveva detto niente, si era semplicemente allontanato, ma durante l'intervallo si era fermato
a parlare con due dei peggiori elementi della fratellanza somala.
Non era stata una proposta intelligente continu Fransson scuotendo la testa. Il nostro
compagno se ne rese conto quello stesso giorno, dopo la scuola. Grazie ad alcuni di quelli con cui
Abbdo aveva parlato.
Lo picchiarono?
Vuoi scherzare? Sarebbe stato troppo poco. Quando arriv a casa, li trov che lo aspettavano.
Lo trascinarono nella lavanderia e lo massacrarono di botte. Poi gli levarono tutti i vestiti. Poi, con una
bomboletta di vernice, gli lasciarono un messaggio sul petto, dove secondo lui Abbdo e Avve
avrebbero dovuto portare la targhetta.
E cosa c'era scritto?
Svedese quasi morto rispose Fransson.
Ma qualcuno deve pur avere sporto denuncia comment Kajsa.
Fortunatamente no disse Fransson. Perch in quel caso lo avrebbero trovato con la scritta
Svedese morto.
Ma  pazzesco. Gli adulti non hanno reagito? Cos'hanno fatto i suoi genitori? E gli insegnanti
a scuola?
Niente. Hanno tenuto il becco chiuso. Il pi felice di tutti era il nostro compagno. Perch era
ancora vivo.
 veramente una bella storia. Non immagini la mia gioia nel sentirla.
La conclusione ha un senso, e la dice lunga sia su Abbdo sia su Avve.
Okay, ti ascolto.
La settimana dopo la faccenda delle targhette, ad Avve venne in mente un'altra soluzione. Che
mi confid, sicuramente perch anch'io giocavo nella squadra di calcio della scuola. Sia lui sia Abbdo
erano stanchi di essere scambiati, per cui avrebbero indossato due magliette di due colori diversi.
Abbdo gialla, come quella della squadra di hockey dei Lejonet, e Avve blu. E fu cos. Per tutto l'ultimo
anno di scuola Abbdo se ne and in giro con una maglietta gialla e Avve con una uguale ma blu. Tutti
erano felici di quella soluzione, insegnanti inclusi. Soltanto dopo gli esami finali, quando risult che
Avve era un genio, capii di cosa si era trattato. Avve era uno che sapeva stare a questo mondo, ma non
era una cima.
Si sono scambiati le maglie.
Esattamente. Sai benissimo come funzionano quegli esami. I ragazzini, anche un centinaio, se
ne stanno l seduti a rispondere alle domande mentre due insegnanti stanchissimi controllano che non
copino, e che vadano ai servizi uno alla volta. Un viavai continuo. Non  difficile immaginare cos'
successo.
Ecco perch sei diventato un poliziotto comment Kajsa sorridendo. Il detective ha risolto il
caso delle magliette, pens. Chiss dove ha trovato il tempo per farlo, con tutte le sue conquiste
femminili.
S, ma lo sei diventata anche tu disse Fransson sorridendo ancora di pi. A proposito, che ne
diresti di uscire una sera, a berci una birra e a parlare dei vecchi tempi della scuola di polizia?
Credevo che fossi sposato lo stuzzic Kajsa. Il solito vecchio Niklas. Non perde mai la
speranza.
Sposato... disse Fransson. Mi sembra un po' esagerato. Ho una ragazza con cui esco di
tanto in tanto. E comunque nessuno  mai morto per qualche vecchio ricordo. Che ne dici?
Non so quanto rimarr qui. Fatti sentire all'inizio della settimana prossima e vediamo rispose
Kajsa. Se sapessi quante persone sono morte per qualche vecchio ricordo, pens.
Tutte queste cose le sapevamo gi disse Motoele quando, un paio d'ore dopo, Kajsa gli rifer
ci che Fransson le aveva raccontato su Abbdo Khalid e sul periodo in cui andavano a scuola insieme.
Proprio tutte non mi pare obiett Kajsa. Io non avevo mai sentito parlare del compagno di
classe malmenato. E neppure della storia delle magliette scambiate.
E cosa dovremmo farcene di queste informazioni, ammesso che siano vere? comment
Motoele. Risalgono a pi di dieci anni fa. E poi barare a un esame non  un crimine. E il ragazzo che
ha subito quelle violenze non ha mai sporto denuncia. A proposito, hai cercato di parlargli?
E quando avrei avuto il tempo per farlo? Comunque, non  possibile.
Perch?
 morto rispose Kajsa.  annegato tre settimane fa. Stava pescando al largo, sul lago
Hjlmaren, insieme ad alcuni amici. Era ubriaco fradicio,  caduto in acqua ed  annegato.
Perch la cosa non mi stupisce? comment Motoele.
A me sembra che queste informazioni ci dicano qualcosa dei due cugini insistette Kajsa.
L'umile e riservato secchione, il quindicenne che dice ai suoi amici di pestare il suo compagno di
classe. Con questo mi faccio un'idea completamente diversa di Abbdo Khalid.
Per me non  mai stato un problema immaginarlo cos. Abbdo  un assassino. Anche se sono
altri a svolgere il lavoro al suo posto. Lui ha compiti pi impegnativi che lo stanno aspettando.
Cosa avresti fatto tu? continu Kajsa Se qualcuno ti avesse detto di metterti una targhetta
del genere sul petto?
La risposta non ti piacerebbe disse Motoele.
S, invece. Vorrei sapere come avresti reagito se qualcuno avesse cercato di umiliarti in quel
modo. Per conoscerti meglio come persona. Un tipo come Abbdo sicuramente  stato violato nella sua
dignit tante volte da gente che non sapeva chi fosse e si accaniva soltanto perch lui era nero. Cosa
avresti fatto se qualcuno si fosse comportato nello stesso modo con te?
Nessuno ha mai cercato di umiliarmi rispose Motoele.
Chiss come mai. Guardati allo specchio, qualche volta, se non capisci a cosa mi riferisco.
Ti prometto che mediter sulla questione.
Adesso per cerca di non eludere la domanda, Frank. Rispondimi. Cosa avresti fatto?
Mi sarei occupato personalmente della parte pratica. E non avrei scritto Quasi morto.
68.
Linus aveva un compito, un piano da portare a termine, ma anche un problema, che rendeva di
difficile applicazione la regola pi elementare del lavoro investigativo: farsi piacere la situazione.
Aveva ricevuto quel compito dal suo capo, Linda Martinez, e ora doveva dimostrare che c'era
un collegamento tra Abbdo Khalid e Ove Kristiansson, capire in cosa consisteva e procurare le prove
necessarie per condannare il secondo a una pena detentiva, dato che era nella natura delle cose che il
collegamento avesse a che fare con qualcosa di illecito. Tutto l, a detta di Linda. A lui la gestione dei
dettagli pratici, lei doveva occuparsi di cose pi importanti.
Linus aveva elaborato un piano per avvicinarsi all'oggetto delle indagini, conquistare la sua
fiducia e spingerlo a commettere degli errori che lo avrebbero fatto finire in galera. Purtroppo per
aveva anche quel problema. Non credeva che ci fosse un collegamento, un collegamento di natura
criminale, tra i due. Cosa se ne faceva uno come Abbdo Khalid di uno come Ove Kristiansson?
Linus aveva parlato della faccenda con le sue colleghe, Kajsa e Lina. Loro avevano incontrato
Kristiansson, ma quello che avevano aggiunto non era servito un granch.
Ove  un uomo anziano e alcolizzato disse Kajsa. Vive in una stamberga vecchia e
fatiscente che pu cadergli in testa da un momento all'altro. Dimentica la storia del fossato, di cui parla
Linda. Si tratta soltanto di una coincidenza sfortunata. Nel nostro lavoro succede.
S, purtroppo le cose stanno cos disse Lina. Per una volta io e Kajsa siamo d'accordo.
A quel punto Linus poteva solo farsi piacere la situazione e portare a termine il piano di azione
prestabilito. Quel sabato mattina si mise all'opera. Pi o meno mentre Kajsa era insieme al suo ex
compagno di classe della scuola di polizia, lui parcheggi il taxi nel cortile della fattoria di
Kristiansson, suon il clacson tre volte, spense il motore e scese.
Dopo cinque minuti e altri tre colpi di clacson, la porta si apr e Kristiansson comparve sulla
veranda, a piedi nudi, con un paio di jeans luridi e una camicia di flanella a quadri abbottonata a met.
In cosa posso aiutarti, ragazzo? chiese, lasciando vagare lo sguardo tra Linus e il taxi.
Chiedo scusa esord Linus. Ma ho una prenotazione per le dieci. Kristiansson. Una corsa per
il centro di Eskilstuna. Sola andata.
Cosa? Io non ho prenotato nessun taxi.
Ho il messaggio qui rispose Linus mostrandogli il cellulare.
Io non ho prenotato nessun taxi ripet Kristiansson scuotendo la testa.
Strano comment Linus. Ma sei tu Kristiansson?
Che cazzo di domande fai?  scritto sulla cassetta della posta all'inizio della strada. Se hai la
patente, sai anche leggere.
Quindi tu non hai prenotato un taxi?
No rispose Kristiansson. Correggimi se sbaglio, ma mi sembra di avertelo appena detto. Due
volte.
Davvero strano ripet Linus. Qui sul cellulare ho la prenotazione. Ci sono altri Kristiansson
nei dintorni? Giusto per evitare malintesi.
No.
Sar stato qualcuno che aveva voglia di farti uno scherzo sugger Linus. A volte capita.
Sicuramente rispose Kristiansson. Non ci sono altri Kristiansson in zona.
Un classico disse Linus sospirando. Dovr registrare la corsa come andata a vuoto.
Certo disse Kristiansson. E non pensare di beccarti anche solo un centesimo da me. Io
scucio soltanto per quello che ho ordinato.
Ovvio rispose Linus. In questi casi ci pensa la Taxi Srmland. Comunque chiedo scusa per
avere disturbato la quiete del fine settimana.
Fregatene, ragazzo. Capita. E adesso cosa fai?
Torno in citt disse Linus sospirando. Ho fatto la notte quindi devo restituire la macchina al
massimo entro mezzogiorno.
Che ne diresti di darmi uno strappo? Ne approfitterei per sbrigare una faccenda.
Mi dispiace, purtroppo non  possibile.
Qual  il problema? Puoi lasciarmi dove vuoi, in citt.
Non posso portare passeggeri con il tassametro spento. Mi dispiace, ma  una clausola
dell'assicurazione che...
Fregatene, ragazzo lo interruppe Kristiansson. Che ne dici di cento corone in nero?
Okay rispose Linus illuminandosi. Cento corone. Va benissimo.
Perfetto. Dammi cinque minuti per mettermi le scarpe.
Un quarto d'ora dopo, Kristiansson sedeva accanto a Linus sul taxi, diretto a Eskilstuna. Gli
aveva consegnato la banconota da cento in anticipo. Poi si era dato una lavata, per togliere il grosso del
sudiciume, e si era cambiato. Calze e scarpe, jeans puliti, camicia abbottonata, quella in ordine. Un
pensionato di campagna che andava in citt per sbrigare una faccenda. E ora erano passati a chiamarsi
per nome.
Dove vuoi che ti molli, Ove? domand Linus.
Al monopolio? rispose Kristiansson ridacchiando.
Perfetto comment Linus. Ce n' uno vicinissimo al nostro garage.
Avrei anche una proposta. Che ne diresti di riportarmi a casa? Cos potresti guadagnarti altre
cento corone.
Il problema  che devo restituire la macchina rispose Linus.
Non ne hai una tua?
No. Ma se mi dai un quarto d'ora, forse riesco a farmela prestare. Da un amico. Anche lui fa il
tassista.
E pu prestarti la sua macchina?
Si  rotto un piede giocando a calcio la settimana scorsa.  in malattia.
Allora procediamo. Affare fatto.
S disse Linus. Per anche lui vorr la sua fetta di torta. Che rimanga tra noi, ma  un tipo
piuttosto avaro.
Di elementi cos ce ne sono un mucchio in giro. Taccagni che si riempiono le tasche alle spalle
di gente come me e te. Ti do altre cento corone, e fine della storia.
Generoso comment Linus. Proprio generoso da parte tua, Ove. Davvero.
Venti minuti dopo, appena Kristiansson era entrato al monopolio di stato per gli alcolici, Linus
aveva telefonato a Linda spiegandole che si trovava in centro e aveva bisogno di cambiare macchina.
Gliene serviva una normale.
Okay rispose Linda. Vieni con il taxi fino allo Stadshotel e parcheggia, io intanto ti procuro
la macchina. Come va?
Molto bene rispose Linus.
Perfetto comment Linda. Avrai un'altra macchina entro dieci minuti.
Kristiansson era di ottimo umore. Linus aveva caricato sul sedile posteriore della macchina una
cassa di birra ad alta gradazione e due sacchetti belli pieni, con il logo del monopolio. Quaranta minuti
pi tardi aveva scaricato tutto in cucina. Kristiansson gli aveva dato una pacca sulla spalla e l'aveva
ringraziato. Non tutti i giovani erano cos. Ai suoi tempi, quando lui aveva l'et di Linus, erano sempre
disponibili ad aiutare un vecchio bisognoso. Ma le cose erano cambiate. Quelli come Linus erano rari e
i peggiori, quelli che derubavano le persone e appena si erano addormentate tentavano di soffocarle con
i loro stessi cuscini per prendere anche i denti d'oro, lavoravano come assistenti a domicilio.
Ti offrirei una birra, ma devi metterti al volante disse Kristiansson. Sar per un'altra volta.
Oltretutto me n' rimasta soltanto una di fredda e pensavo di scolarmela io. Dopo essermi sdraiato sul
divano e avere acceso il televisore.
Va bene cos rispose Linus. A proposito, ecco il biglietto. Quello della Taxi Srmland. C'
anche il mio numero di cellulare.
Cazzo, Linus disse Kristiansson con un sospiro. Sei davvero un ragazzo unico. Sar meglio
che te ne torni a Eskilstuna prima che io mi penta e ti dia la mia unica birra fredda.
Kristiansson, pens Linus sospirando profondamente mentre tornava a Eskilstuna per la
seconda volta quello stesso sabato. Gravemente alcolizzato, quasi ottantenne, probabilmente destinato
ad ammazzarsi a furia di bere. Un uomo solo, con cui sicuramente non era semplice trattare se si
entrava in rotta di collisione. Se lo si prendeva per il verso giusto, per, era pi gentile di tanti altri.
Quante possibilit ho che uno come Ove Kristiansson sia legato a uno come Abbdo Khalid?, pens
Linus sospirando di nuovo. Le stesse che ha una colomba di essere coccolata da un falco.
...
.
...
FINE Parte 2.